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Il lavori della nuova superstrada Pedemontana-Malpensa sono ancora fermi. Sbloccati i pagamenti

Il primo lotto della Variante 341 prevede 2,3 km di nuova strada a doppia carreggiata. Da inizio 2026 i lavori sono completamente fermi. Sul piano finanziario ci sono stati alcuni passi avanti, ma nella pratica le lavorazioni non sono ancora riprese

Variante 341

Si sbloccano i pagamenti e gli operai tornano sul cantiere della Variante 341, il primo lotto della nuova arteria destinata a collegare la Pedemontana con la superstrada 336 “di Malpensa”. Ma, almeno per ora, più che di una vera ripartenza dei lavori si può parlare di un primo presidio del cantiere dopo lunghi mesi di sostanziale stop (le foto del cantiere sono tutte del 15 ottobre 2026).

Da fonti sindacali arrivano infatti conferme che i pagamenti alle maestranze sono stati lentamente sbloccati dalle società appaltatricei. Sul cantiere è però presente al momento soltanto un’aliquota minima di lavoratori, impegnata soprattutto a mantenere in ordine le aree e a prepararle in vista di una possibile ripresa più consistente delle lavorazioni.

Le difficoltà finanziarie dietro al rallentamento

Il rallentamento era diventato evidente già nell’autunno del 2025. A fine novembre VareseNews aveva raccontato un cantiere ormai ridotto ai minimi termini, con pochi mezzi ancora in movimento e una crescente preoccupazione tra gli operai. Alla base c’erano le difficoltà finanziarie delle imprese coinvolte nel raggruppamento incaricato di realizzare l’opera per Anas.

Il primo elemento di crisi aveva riguardato la Rizzani De Eccher, società friulana le cui difficoltà erano emerse già nel 2024. L’impresa aveva poi ceduto le proprie quote nella società consortile Arna alla Manelli Spa, che ne aveva rilevato il controllo. Ma anche per la stessa Manelli erano emerse difficoltà su diversi cantieri italiani.

Variante 341

Sul cantiere tra Cassano Magnago, Gallarate e Busto Arsizio la situazione si era tradotta in una forte riduzione delle attività e nell’incertezza per i lavoratori. Alcuni si erano rivolti ai sindacai segnalando il rischio di ferie forzate e le difficoltà legate agli stipendi.
Già allora il ritardo era evidente soprattutto nel nodo più complesso dell’intervento, quello tra il Sempione, la superstrada 336 e via Quintino Sella, dove il progetto prevede un articolato sistema di viadotti e sottopassi. Nonostante fossero state realizzate strade di servizio, sbancamenti e parte della base del nuovo tracciato, le opere principali erano ancora lontane dall’essere completate.
A febbraio di fatto il cantiere era completamente fermo, in una situazione di tensione che riguardava le aziende coinvolte un po’ su tutto il territorio nazionale.

Si attende la ripartenza

Se sul piano finanziario le cose paiono in evoluzione, nella pratica il cantiere è ancora fermo.
La situazione è ben visibile se si va a esaminare il doppio tratto a ridosso della Statale 33 “del Sempione” e di via Quintino Sella, in territorio di Busto Arsizio. Qui si nota la presenza di qualche macchina operatrice, ma il cantiere resta sostanzialmente silente. Le aree appaiono tenute in perfetto ordine, mentre gli ingressi rimangono chiusi dalle reti: un’immagine che conferma come, al momento, non siano ancora in corso lavorazioni di particolare consistenza.

Variante 341

Nel frattempo il lungo periodo di inattività ha lasciato qualche segno. La vegetazione ha continuato a crescere ai margini del rilevato che conduce all’area di cantiere e anche le piante stanno progressivamente riconquistando parte delle superfici che erano state disboscate due anni fa, nelle prime fasi di avvio dell’opera.

Variante 341

Un appalto da oltre 139 milioni di euro

La Variante 341 in costruzione costituisce il primo lotto della cosiddetta “Bretella di Gallarate”: circa 2,3 chilometri destinati a collegare lo svincolo della Pedemontana e dell’autostrada A8, in territorio di Cassano Magnago, con la superstrada 336 per Malpensa, al confine tra Busto Arsizio e Gallarate. Prevede anche uno svincolo intermedio, a servizio dello scalo Hupac e della periferia Est di Gallarate (Sciarè).

gallarate generico

La durata contrattuale prevista per i lavori era di 1.092 giorni. L’importo netto dei lavori è pari a 139.425.988,30 euro, esclusi gli oneri per la sicurezza, quelli previsti dal protocollo di legalità e i 3 milioni e 233mila euro destinati al monitoraggio ambientale.

Dopo mesi di immobilità, dunque, il ritorno di alcune maestranze rappresenta un primo segnale di cambiamento rispetto alla situazione di stallo. Per parlare di una vera ripartenza bisognerà però attendere che al presidio minimo del cantiere segua il ritorno delle squadre e dei mezzi necessari ad affrontare le lavorazioni principali.

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 15 Ottobre 2026
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