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Romano: “Nessuna mediazione? Sono stati i servizi sociali a convocare le famiglie sinti”

Il legale delle famiglie replica punto su punto alle dichiarazioni dell'amministrazione comunale

avvocato Pietro Romano

«È stato proprio il Comune, con propria comunicazione del due gennaio scorso, ad invitare la comunità sinti agli incontri ai servizi sociali». Il legale delle famiglie sinti, Pietro Romano, replica al comunicato del Comune pubblicato martedì pomeriggio.

Secondo Romano il comunicato «non fa altro che aggiungere l’ennesima perla ad una collana di pessime figure inanellate,dalla pubblica amministrazione nel corso degli ultimi due mesi». E appunto cita gli elementi a conferma del fatto che una mediazione esisteva.

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«I gallaratesi stanno assistendo all’impietoso circo mediatico dei proclami della maggioranza rimanendo completamente, disorientati,atteso che per il capogruppo della lega nord i Sinti potrebbero,laddove avessero possibilità economiche,acquistare un area privata per insediare un nuovo campo,dichiarazioni smentite ,all’indomani, dall’assessore ai servizi sociali,secondo cui a Gallarate non ci sarà mai più un campo ne’abusivo ne’regolare,con l’ulteriore smentita al proprio dirigente ,il quale,smentendo ,a propria volta,le dichiarazioni del sindaco circa l’allontanamento dei minori dalle famiglie, ha escluso tale ipotesi per iscritto,e su cui l’assessore ha dichiarato di non esserne al corrente( sic!). L’unica verità risulta quella della inesistenza di alcun tipo di mediazione,perché è stato proprio il Comune,con propria comunicazione del due gennaio scorso, di cui si allega copia,ad invitare la comunità Sinti ad incontri aventi ad oggetto la “formalizzazione di richiesta di intervento sociale”»·

«Erra ,ulteriormente il Sindaco ad affermare come siano stati i sinti ad escludere la sussistenza di situazioni di emergenza circa le condizioni dei minori,perché tale annotazione è stata inserita manualmente dal dirigente dei servizi sociali,dott.Colombo, nell’apposito spazio del richiamato documento, avente quale “ titolo”: “osservazioni contestuali dei servizi sociali di cui i firmatari ( nuclei familiari) prendono atto”» (Romano allega copia, che non pubblichiamo per ragioni di privacy».

«La motivazione di tale dichiarazione, proveniente,giova ripeterlo,dai servizi sociali è stata spiegata dallo stesso dirigente,secondo il quale la presa in carico di 38 minori implicherebbe un esborso pari ad € 1.400.000,00 annui per il comune di Gallarate,mandandolo in totale default. Mutuando dal consiglio di chiosa,rivolto ai Sinti ,ci sia consentito di rivolgere identico invito : “Valuti attentamente il sindaco se chi lo sta sostenendo in questi giorni lo ha fatto nel di lui interesse o se sta facendo solo una passerella. Perché,a quanto pare,i proclami mediatici di questi ultimi tempi si stanno tramutando nei più classici degli autogoal ,sia a livello locale che,ancor di più ,a quello nazionale,e a farne le spese,nel vero senso della parola,saranno,come sempre ,solo e soltanto i cittadini gallaratesi».

Romano tocca poi anche il nodo dei costi a carico della collettività.
«Prendiamo,finalmente,atto che cittadini gallaratesi( Sinti),definiti dal signor Sindaco,attraverso comunicati stampa dello scorso mese di ottobre, siano passati dalla condizione di “magnati”,con tanto di ville,auto di lusso e jacuzi,a quella cittadini “ comuni”, bisognosi di assistenza da parte dei servizi sociali…. Come farà ,quindi, l’amministrazione cittadina ad attivare le tanto sbandierate azioni di rivalsa per andare a recuperare i “fantasmagorici “crediti vantati non è proprio dato di sapere,atteso che ad oggi il piatto piange nel senso più appropriato del termine. Ma il piatto piange in danno dell’intera comunità gallaratese ,atteso l’ingente sperpero di denaro pubblico ,destinato a precipitare rovinosamente in una voragine senza fondo. Il totalizzatore scorre velocemente,tant’è che si è passati da un costo iniziale preventivato,per la “ mirabolante “e quanto mai necessaria operazione di sgombero,in euro 49.300, agli attuali 131.400, tutti supportati da idonea documentazione fiscale ,esclusi i costi di bonifica del campo di via Lazzaretto, ignoti ,al momento,ai gallaratesi, come uno degli innumerevoli segreti di stato. Certo è che i costi saranno destinati, necessariamente, a salire».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 Gennaio 2019
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