Sarà Marco Trani il nuovo dirigente comandante della Polizia locale di Gallarate
Palazzo Borghi pubblica l'esito finale dopo l'errore di calcolo che nei giorni scorsi aveva indicato come primo Andrea Cabassa. «Procedura regolare, applicata la formula prevista dal bando»
Sarà Marco Trani, attuale comandante della polizia locale di Inveruno, il nuovo dirigente comandante del settore Polizia locale e Protezione civile del Comune di Gallarate. Lo certifica la rettifica dell’esito del concorso pubblico, pubblicata venerdì 15 maggio 2026 dal segretario generale di Palazzo Borghi e firmata dal presidente della commissione esaminatrice Giacinto Sarnelli.
La graduatoria definitiva assegna a Trani 76 punti complessivi (26 alla prima prova scritta, 28 alla seconda, 22 all’orale), davanti a un secondo candidato fermo a 71 punti e a un terzo a 69. Seguono altri cinque candidati idonei in una forbice compresa tra i 68 e i 63 punti.
Il nome di Trani arriva dopo giorni di confusione. Nell’esito provvisorio diffuso al termine della prova orale del 6 maggio era stato infatti indicato come primo classificato Andrea Cabassa, oggi in servizio a Verbania. Una comunicazione che nei giorni scorsi aveva fatto il giro degli ambienti del Comando e dell’amministrazione e che ora viene di fatto cancellata.
L’errore nel calcolo del punteggio
A spiegare cosa è accaduto è un comunicato stampa firmato dal dirigente del settore Affari generali, Personale e Demografici del Comune di Gallarate, Simone Cappellano. Il nodo è tutto nel metodo di calcolo del punteggio finale.
Nell’esito provvisorio del 6 maggio, scrive il Comune, il prospetto riepilogativo «riportava un computo costruito sulla media delle due prove scritte, sommata al voto orale». L’articolo 13 del bando di concorso prevede però una formula diversa: la somma dei punteggi conseguiti nelle due prove scritte e nella prova orale, per un punteggio finale su 90.
Con la formula corretta cambia la graduatoria. La commissione esaminatrice si è riunita il 15 maggio e ha «riallineato il prospetto alla regola espressamente prevista dal bando». Il Comune sottolinea che la rettifica «non ha comportato alcuna nuova valutazione delle prove, alcuna modifica dei voti attribuiti, alcuna modifica dei giudizi di idoneità in lingua inglese e informatica, né alcuna riapertura delle operazioni concorsuali»: è stato applicato, scrive Cappellano, «esclusivamente il criterio di calcolo previsto sin dall’origine dalla lex specialis della procedura». L’amministrazione precisa inoltre che la graduatoria finale di merito non era ancora stata approvata con determinazione dirigenziale, e che la rettifica è quindi intervenuta «nella fase procedimentale corretta, prima dell’adozione dell’atto conclusivo».
Di fronte alle polemiche e ai dubbi dei giorni scorsi, l’ente comunale chiude con l’eventualità di rivolgersi in sede giudiziaria: «Il Comune respinge con fermezza qualsiasi rappresentazione volta a far intendere che la procedura concorsuale sia stata svolta in modo non regolare. La diffusione di ricostruzioni non corrispondenti agli atti, soprattutto quando tali ricostruzioni siano idonee a ledere l’immagine dell’Ente, della Commissione e della correttezza del relativo operato, non possono essere accettate. Le affermazioni non aderenti agli atti saranno pertanto oggetto di ogni opportuna iniziativa a tutela dell’immagine dell’Ente nelle sedi competenti».
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