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Un anno fa, la denuncia per le condizioni del PS: “Nulla è cambiato”.

A un anno da quella denuncia, il dottor Grasso della Cgil racconta cosa è successo in questi mesi

Pronto soccorso Gallarate

Era il febbraio dello scorso anno.
La Cgil funzione pubblica presenta un esposto alla magistratura e una denuncia all’ispettorato del lavoro per le condizioni di lavoro al pronto soccorso di Gallarate.

Problemi in pronto soccorso: intervenga la magistratura

Già nel 2018, venivano criticate le scelte strategiche sbagliate «abbiamo atteso un anno che la situazione migliorasse – avevano spiegato Giancarlo Ardizzoia segretario della FP Cgil e Alberto Grasso della categoria “Medici” del sindacato – L’Asst Valle Olona ha bandito dei concorsi. Ma tutti sono andati deserti. Il PS non è stato certo, in questi anni, uno dei reparti su cui si è investito e oggi assistiamo all’impoverimento gravissimo del servizio  fondamentale per la salute dei cittadini».

Sono passati quasi dodici mesi dalla denuncia. Qualche soluzione “campione” è stata adottata ma, nella sostanza, il livello di emergenza non si è modificato in questo reparto.
E martedì scorso è avvenuto il tragico fatto: il suicidio di un giovane in attesa della visita e la reazione rabbiosa dei parenti che hanno distrutto il triage e minacciato e malmenatogli operatori.

Oggi la situazione, a distanza di qualche giorno, è ancora tesa. I famigliari del giovane suicida hanno denunciato l’ospedale colpevole di non aver capito la gravità delle condizioni del paziente in attesa da diverse ore prima di prendere l’ultima tragica decisione.

Dalla sua denunciano è cambiato quasi nulla dottor Grasso
Qualche piccola misura, qualche spostamento di personale dal reparto di medicina. Ma nulla di veramente risolutivo. Palliativi che non hanno modificato le condizioni di lavoro. La verità è che a nessuno interessa davvero del pronto soccorso.

Ma, magistratura e ispettorato del lavoro che risposte vi hanno dato dopo le denunce dell’anno scorso?
Sappiamo che l’azienda ha qualche situazione aperta con l’Ispettorato. Dalla magistratura, invece, nemmeno un segnale

Ma c’è una soluzione all’emergenza del pronto soccorso?
Se si pensa di azzerare i problemi no. Ma si può lavorare sul miglioramento dell’organizzazione, sull’organico che deve essere sufficiente. L’accoglienza di una persona ammalata in un ambiente ben strutturato e adeguato termini di professionalità è la condizione minima per lavorare in modo sereno ed efficiente.

E ora cosa succederà a livello aziendale?
Verrà aperta un’inchiesta interna per capire se qualcuno ha sbagliato. Cercare colpevoli in questa situazione è assurdo: io mi metto disposizione dei colleghi, medici e infermieri. Sono al loro fianco.

Ci sono state risposte dalla politica?
Solo silenzio. Sono distanti dai problemi che si vivono in corsia. Si trincerano dietro il balletto di responsabilità con Roma: lamentano i tagli dei fondi. Ma se Regione Lombardia volesse risolvere la situazione avrebbe tutti gli strumenti per farlo.

La riforma della sanità ha peggiorato le situazioni?L’ospedale Gallarate è stato ammazzato da questa unione. Il Sant’Antonio è diventato  il figlio disconosciuto.

Il giorno successivo al dramma, medici e infermieri erano comunque al loro posto
“Lo spettacolo deve continuare”,si dice così, vero?. E gli attori sono sempre quelli

Intanto domattina, Emanuele Monti, Presidente della Commissione Salute di Regione Lombardia visiterà il pronto soccorso. Al suo fianco anche il nuovo direttore dell’asst Valle Olona Eugenio Porfido :« Le Istituzioni sono attente da sempre alla struttura ospedaliera, che è stata oggetto di numerosi interventi migliorativi nel corso degli ultimi anni – commenta Monti – come Commissione Sanità stiamo monitorando costantemente la situazione del Pronto Soccorso al fine di risolvere le criticità ancora presenti».

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 25 Gennaio 2019
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