Colori che bruciano e visioni oltre la ragione: a Studio incontri arriva “Febbre”
Dal 19 giugno al 5 luglio 2026, negli spazi di Studio Incontri a Gallarate, la mostra collettiva di Juanjo Barreda Aznar, Noemi Comi e Kimba
«Il vedere, quello vero, che parte dallo scorgere e finisce con l’arrivare all’eureka, non è necessariamente frutto di un percorso ragionato e razionale». La febbre diventa così metafora di un processo di trasformazione, una tensione verso il superamento del limite capace di generare nuove consapevolezze. Ecco da dove muove la proposta artistica presentata da Studio Incontri per l’appunto intitolata “Febbre”.
Dal 19 giugno al 5 luglio 2026 lo spazio espositivo ospita infatti una mostra collettiva che riunisce le opere di Juanjo Barreda Aznar, Noemi Comi e Kimba (Simone Leontini). L’esposizione sarà visitabile nei fine settimana, venerdì, sabato e domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.
Il progetto nasce attorno a un tema intenso e universale: la febbre come stato di alterazione, rivelazione e scoperta. Un concetto che, come sottolinea il testo curatoriale firmato da Damiano Grassi, trova una suggestiva sintesi nelle parole dello scrittore cileno Roberto Bolaño: «Solo la febbre e la poesia provocano visioni».
Attraverso linguaggi differenti ma accomunati da una forte carica espressiva, i tre artisti costruiscono un percorso in cui colori accesi, atmosfere stranianti e riferimenti alla dimensione antropologica e istintiva dell’essere umano si intrecciano continuamente. «Febbre vuole raccontare quegli eureka che sfuggono alle categorie kantiane e alla deduzione razionale», scrive il curatore, invitando il pubblico a immergersi in «un mondo fatto d’istinto febbricitante e di parti più violente dell’essere».
Le cromie fluorescenti e i contrasti marcati attraversano l’intero progetto espositivo. Toni acidi e colori sgargianti diventano strumenti per indagare emozioni profonde, rituali collettivi e pulsioni individuali, in un equilibrio sottile tra attrazione e inquietudine. «Quando i colori tendono all’assurdo, le ombre più profonde emergono», osserva Grassi.
In mostra le opere di Juanjo Barreda Aznar, artista che lavora sulla struttura dell’immagine e sulla sua traduzione nello spazio attraverso ripetizioni e moduli; Noemi Comi, fotografa e artista visiva che indaga la società contemporanea con immagini sospese tra realtà e finzione; e Kimba, nome d’arte di Simone Leontini, autore che combina pittura, stencil e street art in una ricerca orientata alla libertà espressiva.
“Febbre” si presenta così come un viaggio tra percezione e intuizione, dove la dimensione estetica si intreccia con quella emotiva e dove la visione nasce, proprio come accade durante uno stato febbrile, da un equilibrio fragile tra smarrimento e rivelazione.
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