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Il perito in aula: “Eva soffriva di sudditanza nei confronti di suor Mariangela Farè”

Il 19 marzo la sentenza del processo d'Appello per la suora già condannata in primo grado a 3 anni e 5 mesi per violenza sessuale nei confronti della giovane oratoriana, poi sucidatasi

eva sacconago

Eva Sacconago soffriva di una sudditanza psicologica nei confronti di suor Mariangela Farè che si è insinuata nella sua vita inizialmente in modo discreto e poi avvolgente, ambiguo, perverso.

Questo il quadro tratteggiato dal professor Franco Martelli, docente di psichiatria forsense e criminalogia clinica dell’Universitàincaricato di eseguie la perizia sui diari di Eva Sacconago, dai quali ha provato a tracciare un profilo psicologico della ragazza morta suicida nel 2011. La suora, che per 13 anni è stata presenza costante nella sua vita fino al punto di avere rapporti sessuali non consenzienti con lei, è stata condannata in primo grado nel 2015 a 3 anni e mezzo per violenza sessuale.

Martelli, ascoltato oggi dalla prima corte d’Appello del Tribunale di Milano, si è attenuto al quesito e ha analizzato gli eventuali problemi psichici di Eva Sacconago ma, da quello che emerge, non ne ha riscontrati. Eva Sacconago viene definita da bambina come soggetta ad ansia da separazione dalla mamma, un disagio psicologico che esprimva con problemi di alimentazione. Nella fase dell’adolescenza, invece, è riconoscibile in Eva una “modalità di attaccamento non sicuro”, una ricerca ossessiva di supporto e una preoccupazione di fondo per la sua tenuta psicologica. Emerge una grande fragilità psicologica, con un comportamento border line che condensa instabilità emotiva, sentimenti di vuoto e paura dell’abbandono.

Per quanto riguarda il ruolo della suora la modalità del suo approccio è definita, nella sua fase iniziale, discreta per poi diventare invasiva, avvolgente, ambigua e preversa col passare degli anni arrivando al punto di dichiarare ad Eva il beneficio psicologico che ne trae e che la fa sentire importante. Si pone nei confronti di Eva con l’alternanza dei significati simbolici dell’amicizia e della maternità, della religione e del sentimento amoroso.

Alla domanda posta dal presidente della corte e dall’avvocato di parte civile, Tiberio Massironi, rispetto all’inferiorità psichica di Eva nei confronti della suora, il perito ha risposto parlando di una sudditanza psicologica.

Secondo i difensori della suora (Raffella Servidio e Fabrizio Busignani) la perizia, invece, confermerebbe il fatto che la giovane non aveva alcun disturbo psichico e che, quindi, fosse in grado di gestire il rapporto con la suora. A portarla al suicidio, questa è sempre stata la tesi dei due avvocati, sarebbero state invece la malelingue dell’oratorio di Sant’Edoardo dove veniva attaccata per il suo rapporto con la suora ma anche con don Alessandro Bonura, il prete a cui si era legata nell’ultimo periodo della sua vita.

Il processo d’appello si concluderà il prossimo 19 marzo alle 13 con la discussione delle parti e la sentenza.

Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it
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Pubblicato il 26 Febbraio 2019
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