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Casa di riposo di Lonate Pozzolo: “Siamo disperati. Siamo a 25 morti”

La direttrice Enrica Rossi ha denunciato una situazione drammatica: "È una vergogna sentir dire che è tutto sotto controllo. Non possiamo lasciar morire così i nostri anziani"

coronavirus

“Non ce la facciamo più. Siamo disperati. Io devo cercare di salvare quante più persone possibile. Stiamo parlando della vita. Sono i nostri anziani, li conosco tutti, uno per uno”.

La dottoressa Enrica Rossi aveva iniziato a raccontare con calma la situazione della Fondazione centro di accoglienza per anziani onlus di Lonate Pozzolo. Poi via via che parlava si sentiva salire la fatica, l’emozione, la difficoltà del raccontare cosa stesse succedendo nella casa di riposo che dirige.

“Dal 25 marzo abbiamo iniziato ad avere problemi con febbri alte. Si trattava di almeno trenta persone tra personale e ospiti. Abbiamo subito scritto all’Ats e non ci è arrivata nessuna risposta. Nel frattempo la situazione è precipitata e sono rimaste a casa quaranta persone in malattia. Questo ci ha messo ancora più in difficoltà e l’unico sostegno è stata una lista con una graduatoria di infermieri da contattare. Intanto sono morte 25 persone e almeno venti di queste sono sospette covid, ma non potremo saperlo mai perché non si fanno tamponi”.

La situazione è drammatica e la dottoressa Rossi esprime tutta la sua sofferenza senza mezzi termini.

Quando leggo che per Ats la situazione è sotto controllo mi viene rabbia. Ma dove vivono? Noi abbiamo fatto tutto il possibile isolando tutti, attivando protocolli, chiudendo nuclei, ma non basta. Abbiamo chiesto i tamponi non si sa quante volte e alla fine ce ne hanno mandati venti per gli operatori il primo aprile. I risultati li abbiamo avuti il 9 scoprendo che sedici di loro erano positivi e quindi sono andati in isolamento. Dopo lettere, esposti e denunce domani arriveranno altri 40 tamponi dedicati agli ospiti, ma se i risultati li avremo tra dieci giorni come si potranno fare diagnosi? In tutto questo tempo non è stato fatto niente da parte delle istituzioni. Siamo restati soli

Una disperazione che sale quando riprende a parlare degli anziani della casa di riposo.

“L’altro giorno è morta una signora che aveva avuto tanti problemi. Aveva lottato contro un cancro terribile, ma ce l’aveva fatta. È stata contagiata e stavolta non ha avuto le forze per reagire. Non sono numeri, sono persone. Hanno un nome e un cognome e muoiono. In questi giorni abbiamo dato loro tutto il sostegno possibile, a Pasqua abbiamo condiviso piccoli doni, ma a cosa serve se poi non siamo in grado di aiutarli a superare la pandemia? Non sappiamo nemmeno chi di loro abbia contratto il virus e intanto muoiono e sono covid, anche se Ats si nasconde dietro numeri fasulli. L’altro giorno non avevamo nemmeno il posto per le bare. Ci hanno detto di isolare un altro locale, come fosse solo quella la preoccupazione. So bene che è una pandemia ed è difficile far fronte, ma stanno muorendo le persone una dietro l’altra. Noi è da un pezzo che lo stiamo dicendo che siamo messi male. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, ma non possiamo fare finta di niente”.

Il sindaco e il parroco, che sono tra i fondatori della onlus sono in contatto continuo con la casa di riposo e la direttrice. “Stiamo facendo quanto possibile – dice la sindaca Nadia Rosa – ma avere delle risposte è difficile. La fondazione ha attivato tutto quello che poteva fare. Sono arrivati a fare anche esposti, ma qualcosa si muove solo ora”.

Il clima è davvero terribile e la dottoressa Rossi davanti alla domanda su. cosa faranno si lascia andare.

“È una vergogna. Lasciamo stare la burocrazia e la politica ora. Cosa dobbiamo fare? Io domani mi attaccherò ancora al telefono cercando di trovare almeno un laboratorio che ci permetta di fare i tamponi, altrimenti non sappiamo nemmeno come muoverci. Si tenga poi conto che il personale è allo stremo perché ne manca un terzo e il restante fa turni di dodici ore e deve restare sempre coperto come fossero tutti covid.

Non dormo nemmeno più. Mi sembra di vivere in un altro mondo. Non avrei mai immaginato di vedere una cosa così terribile. Aiutateci. Non possiamo lasciar morire così i nostri anziani”.

 

Marco Giovannelli
marco@varesenews.it
La libertà è una condizione essenziale della nostra vita. Non ci può essere libertà senza consapevolezza e per questo l’informazione è fondamentale per ogni comunità.
Pubblicato il 13 Aprile 2020
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