Longobardi critica Cassani sulla selezione naturale. “E Intanto la comunicazione istituzionale viene a mancare”
"Ennesima infelice uscita del sindaco", quella sulla intenzione di non interessarsi ai comportamenti scorretti. Ma non solo: il consigliere comunale di Gallarate 9.9 lamenta anche il decadimento di confronto e comunicazione
«Non è tollerabile che un sindaco dimostri di non avere neppure ben compreso le modalità di trasmissione del contagio, invocando castighi divini sui cittadini irresponsabili, invece che porre in atto misure atte a frenare comportamenti non autorizzati e pericolosi per la comunità. Non è certo il momento del “me ne frego“ da parte dei rappresentanti delle istituzioni, ed è ora di smetterla con la propaganda personalistica. Non è ancora tempo di elezioni, e forse bisognerebbe smettere con questa campagna elettorale permanente che offende le persone di buona volontà, in un momento in cui le priorità dovrebbero essere ben altre».
Rocco Longobardi commenta così la «ennesima infelice uscita» del sindaco Andrea Cassani, quella «sulla “selezione naturale”»
«Ancora una volta bisogna commentare le parole del sindaco, non le decisioni o gli atti amministrativi, che passano in secondo piano. Un sindaco, una volta eletto, dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, non solo quelli che lo hanno votato, né cercare continuamente facile consenso tra questi ultimi».
Longobardi, al di là della singola uscita del sindaco, sottolinea anche un aspetto più ampio: «Da tempo a Gallarate la comunicazione istituzionale è venuta completamente a mancare. Avviene solo attraverso la pagina del primo cittadino, che di istituzionale ha ben poco, costruita com’è su post accusatori o di auto-esaltazione, alimentata da insulti spesso molto pesanti degli utenti e mai moderata, dove chi osi esprime qualunque tipo di critica viene inesorabilmente bannato. L’ufficio stampa di questa amministrazione di fatto ha cessato di esistere da un po’. C’è un uomo solo al comando, e quell’uomo è il sindaco, sempre più senza filtri. Il dibattito politico ne esce massacrato: che sia in consiglio comunale o in commissione, chiunque eserciti il proprio diritto di critica e di proposta viene costantemente redarguito e schernito nelle risposte del sindaco, con toni ben aldilà della normale dialettica democratica».
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