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Gallarate ricorda don Alberto, guardando alle stelle

"Altissima Luce. La Terra vista dal Cielo”è il poetico titolo del concerto di musica gregoriana che sabato, in Basilica, ricorderà don Alberto Dell'Orto. Che ha sempre voluto far volare alto la sua città d'adozione

don alberto dell'orto

“Altissima Luce. La Terra vista dal Cielo”: un titolo poetico, per il concerto che ricorderà don Alberto Dell’Orto, sacerdote, uomo di carità e cultura.

Un concerto di Canto Gregoriano dell’ensemble vocale femminile Musica Picta, in collaborazione con l’Associazione I Solisti Ambrosiani di Legnano.

L’evento segna la partecipazione di Gallarate, per il primo anno, al Festival Musica Sibrii, IX Festival di Musica Antica del Seprio, insieme ad altri comuni della provincia come Varese, Busto Arsizio, Gornate Olona e Cairate. L’appuntamento è nato dalla «opportunità di inserire Gallarate in una rete di collaborazione con comuni limitrofi per supportare la valorizzazione della musica antica del Seprio», spiega l’assessore alla cultura Massimo Palazzi, che ricorda anche come Gallarate fosse la “capitale” dell’antico Vicariato del Seprio. A valorizzare ulteriormente l’appuntamento c’è poi la scelta di una eccellenza locale dell’Alto Milanese e, in aggiunta, «la singolarità di una Ensemble tutta al femminile che interpreta il canto gregoriano».

Il concerto è sostenuto anche dal Teatro delle Arti, esperienza animata sì da don Alberto, ma che è anche esperienza fin dalle origini collettiva, cresciuta nell’incontro tra passioni diverse. «Fin dalla sua nascita, il Teatro delle Arti è stato luogo d’incontro e di confronto fra diversità: casa di molti Artisti, attori, registi, musicisti, filosofi, uomini di scienza, persone che hanno contribuito a costruire l’identità culturale e sociale della nostra Città e del nostro Paese» dice Giulia Provasoli, attrice e pedagogista teatrale, volontaria del Teatro delle Arti dal 2010. «Don Alberto dell’Orto li ha tutti invitati e riuniti sotto il cielo del Teatro delle Arti, che è tuttora, grazie al suo lavoro, un riferimento per il territorio»

«Fare teatro significa raccontare delle storie, creare legami tra le persone e, come Don Alberto ci ha insegnato, è un gesto di cura: non temere l’incontro con l’Altro, aprirsi all’ascolto, al confronto, all’empatia profonda; accogliere e sentirsi accolti. Fare teatro significa cambiare prospettiva di sguardo. Il concerto Altissima luce: la Terra vista dal cielo è l’occasione perfetta per ricordarlo e ribadire che il suo esempio illumina, qui, quanti sono al lavoro per continuare a far vivere il Teatro delle Arti, attraverso i suoi insegnamenti».

Provasoli cita una frase di Pavel Florenskij, filosofo, matematico e presbitero russo: «Osservate più spesso le stelle. Quando avrete un peso nell’animo, guardate le stelle o l’azzurro del cielo. Quando la tempesta si scatenerà nel vostro animo, uscite all’aria aperta e intrattenetevi da soli con il cielo. Allora la vostra anima troverà la quiete».

L’appuntamento per il concerto è sabato 3 ottobre, alle 21, nella Basilica Santa Maria Assunta

Pubblicato il 29 Settembre 2020
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