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Prima pietra della nuova caserma dei “Cacciatori delle Alpi” a Cascina Malpensa. a Somma arrivano Giorgetti e il comandante generale dei carabinieri

La cerimonia il 29 maggio sancirà l'avvio dei lavori della futura caserma dello Squadrone eliportato dell'Arma, per il contrasto allo spaccio nei boschi

squadrone eliportato

Venerdì 29 maggio, alle ore 10, la storica Cascina Malpensa — la corte settecentesca che sorge a Case Nuove di Somma Lombardo, a un passo dalle piste dell’aeroporto  — diventerà ufficialmente il cantiere della futura sede dello Squadrone Carabinieri Eliportato “Cacciatori delle Alpi”. La cerimonia di posa della prima pietra è stata convocata dal Comando provinciale dei Carabinieri di Varese e vedrà la partecipazione del comandante generale dell’Arma, generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, e del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. (foto di apertura dell’articolo: lo Squadrone “Sardegna” alla parata del 2 giugno 2007)

Per la provincia di Varese si tratta di un appuntamento di rilievo nazionale, ma anche dell’epilogo — almeno simbolico — di un percorso politico-istituzionale lungo quasi due anni e portato avanti  dal deputato della Lega Stefano Candiani (curiosità: neosindaco di Macugnaga).

Il dossier “Cacciatori delle Alpi a Cascina Malpensa” parte ufficialmente il 18 settembre 2024, quando la Camera dei deputati approva — all’interno del nuovo Ddl Sicurezza — un ordine del giorno presentato da Candiani che impegna il governo a costituire in provincia di Varese un nuovo raggruppamento dei baschi rossi e a destinare a quel reparto, come sede stabile, proprio l’ex Cascina Malpensa. L’investimento stimato all’epoca era di circa 20 milioni di euro, poi rivisto verso l’alto fino a una previsione di 30 milioni comunicata dallo stesso deputato in ottobre 2024.

Il pronunciamento del Parlamento era arrivato dopo un primo passaggio in Consiglio provinciale di Varese, che il 30 aprile 2024 aveva votato all’unanimità a favore del progetto. Determinante, in quella fase, anche il vincolo apposto dalla Soprintendenza, che impediva la demolizione della cascina nell’ambito del Masterplan aeroportuale e di fatto liberava lo stabile per un uso diverso da quello legato all’ampliamento dello scalo.
Da allora il percorso non è stato lineare. Lo scorso 9 aprile lo stesso Candiani aveva denunciato il rischio di uno «stop» della Soprintendenza che avrebbe potuto rallentare i lavori, annunciando un’interlocuzione diretta con il Comando generale dell’Arma e con il Ministero. La data del 29 maggio chiude quella fase di incertezza: il cantiere parte.

Il raggruppamento: cento uomini entro cinque anni

L’obiettivo dichiarato è arrivare, nell’arco di cinque anni, a una caserma a pieno regime con circa cento militari stabilmente impiegati sul territorio varesino.

I Cacciatori — gli specialisti dell’Arma per l’attività in zone impervie e boschive — sono da tempo presenti in provincia, dove hanno operato soprattutto a supporto delle stazioni territoriali nel contrasto allo spaccio di stupefacenti nei boschi del Varesotto, fenomeno con forti connotati transfrontalieri.

Il nuovo Squadrone, in particolare, sarà di tipo eliportato, una caratteristica che lo rende complementare ai quattro Squadroni già esistenti (“Calabria”, “Sardegna”, “Sicilia” e “Puglia”), tutti rappresentati venerdì dallo schieramento in armi previsto durante la cerimonia. Allo schieramento parteciperanno anche reparti del Comando provinciale di Varese, le Squadre d’Intervento Operativo del 3° Reggimento CC “Lombardia”, una pattuglia di Carabinieri a cavallo e la Fanfara del 3° Reggimento.

Malpensa Generiche

Il luogo: dove nacque l’aviazione italiana

La scelta di Cascina Malpensa non è casuale. Proprio qui, il 27 maggio 1910 — esattamente 116 anni e due giorni prima della cerimonia di venerdì — Gianni e Federico Caproni fecero spiccare il volo il Ca.1, il primo aeroplano italiano interamente progettato e costruito sul suolo nazionale. Da quel pioniere nacque, di lì a poco, l’aeroporto militare, antesignano dell’attuale Malpensa, scalo civile nato nel 1948.

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 26 Maggio 2026
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