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Strade ciclabili, autovelox e targhe straniere: le novità al Codice della strada

Il Decreto legge semplificazioni apporterà modifiche importanti al modo di intendere la viabilità nei centri cittadini. Si attende il via libera della Camera dei deputati

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Novità importanti in arrivo per la circolazione nelle aree urbane. Nel testo del Decreto legge semplificazioni, approvato venerdì 4 settembre in Senato, e in attesa del via libera della Camera, sono state inserite nuove norme che apporteranno modifiche significative al Codice della strada.

Queste riguardano varie questioni tra cui la realizzazione di strade preferenziali per ciclisti, il posizionamento di autovelox fissi anche in centro, la possibilità di potenziare la sorveglianza attraverso dipendenti pubblici e di società private, ma anche una deroga per i frontalieri italiani alla guida di veicoli con targa straniera.

Nasce la “strada urbana ciclabile”

Come riporta il decreto, si tratta di una “strada urbana a unica carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi, con limite di velocità non superiore a 30 km/h, definita da apposita segnaletica verticale e orizzontale, con priorità per i velocipedi”. I ciclisti avranno quindi la precedenza rispetto a tutti gli altri veicoli mentre circoleranno o si immetteranno in strade di questo tipo. I conducenti degli altri veicoli potranno superare i ciclisti in una strada urbana ciclabile solamente “a ridottissima velocità qualora le circostanze lo richiedano” e dovranno comunque “usare particolari cautele al fine di assicurare una maggiore distanza laterale di sicurezza”. I ciclisti nelle strade urbane ciclabili non avranno non vigerà più l’obbligo di procedere su un’unica fila, ma si potrà stare affiancati solo fino a un massimo di due.

Le biciclette potranno (in alcuni casi) procedere contromano

Si tratta del “doppio senso ciclistico“. Le biciclette potranno circolare contromano sulle strade urbane di quartiere, locali, urbane ciclabili e sugli itinerari ciclopedonali, ma solo lungo la corsia ciclabile per doppio senso ciclabile, che i sindaci potranno individuare attraverso un’ordinanza e un’apposita segnaletica sulle strade con limite di velocità di 30 km/h e nelle Ztl. Queste corsie si potranno realizzare “indipendentemente dalla larghezza della carreggiata, dalla presenza e dalla posizione di aree per la sosta veicolare e dalla massa dei veicoli autorizzati al transito”. I ciclisti potranno transitare anche nelle corsie riservate ai mezzi pubblici, a patto che non ci siano binari del tram a raso e che la larghezza della strada sia di almeno 4,30 metri.

Le multe in sosta vietata

I dipendenti comunali e delle società private che gestiscono la sosta e i parcheggi potranno multare gli automobilisti per violazioni della sosta e della fermata, e anche ordinare la rimozione forzata del veicolo. Le stesse prerogative saranno nelle mani anche dei dipendenti delle aziende municipalizzate e delle società incaricate della raccolta dei rifiuti. Gli operatori ecologici potranno così multare per divieto di sosta sia le auto che ostacolano il normale svolgimento del loro lavoro, ma anche quelle che intralciano il traffico nelle corsie riservate al trasporto pubblico. Per formalizzare la multa, al dipendente basterà una fotografia. Potranno svolgere questa attività solamente persone senza precedenti penali che hanno seguito un corso di formazione specifico.

Autovelox fissi anche nelle strade del centro

Il decreto ha esteso ai comuni la possibilità di istallare autovelox fissi anche nelle strade di categoria E e F, vale a dire le strade urbane di quartiere e locali. Al momento gli autovelox fissi possono trovarsi solo lungo le strade urbane a scorrimento (strade a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia).

Videocamere per multare il transito vietato

Il decreto allarga l’autorizzazione per l’istallazione di videocamere che sanzionino la circolazione sulle strade con accesso o transito vietato. Tutte le apparecchiature dovranno essere omologate direttamente dal Ministero dei Trasporti.

I frontalieri potranno circolare con targhe straniere

Secondo la legge in vigore, le persone residenti in Italia da più di 60 giorni non possono essere al volante di un’auto con targa straniera (esclusi alcuni casi particolari di leasing o di noleggio senza conducente). Le modifiche introdotte con il decreto semplificazioni garantirebbe delle deroghe a questa regola per i residenti di Campione d’Italia, il personale civile e militare in servizio all’estero e i lavoratori residenti in Italia, ma che per raggiungere il loro posto di lavoro devono recarsi nei paesi vicini. I frontalieri potranno quindi guidare auto con targhe straniere.

Nascono le “zone scolatiche”

Il decreto definisce la zona scolastica come “zona urbana in prossimità della quale si trovano edifici adibiti a uso scolastico, in cui è garantita una particolare protezione dei pedoni e dell’ambiente, delimitata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e di fine”. In queste aree i sindaci potranno vietare il traffico di tutti i tipi di veicolo in orari specifici. Resterebbero comunque esclusi dal divieto i mezzi adibiti al trasporto scolastico e quelli con contrassegno invalidi.

Tricicli oltre i 250 cm3 potranno tornare in autostrada

Non esisterà più il divieto di circolazione in autostrada (e nelle strade extraurbane principali dove è indicato) “dei tricicli di cilindrata uguale o superiore a 250 cm3 se a motore termico e comunque di potenza non inferiore a 15 kW, destinati al trasporto di persone e con al massimo un passeggero oltre al conducente”.

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Pubblicato il 08 Settembre 2020
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