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Busto al Centro: “La Lega vuole chiudere le farmacie nei quartieri per aprirne una alla ex-Mizar”

La lista di centro, all'opposizione in consiglio comunale, attacca la Lega: "Perchè chiudere le farmacie di Agesp nei quartieri? Perchè aprirne una alla ex-Mizar?"

busto al centro

Busto al Centro è contraria all’ipotesi di chiusura delle due farmacie di Agesp nei quartieri di Sacconago e Borsano. La notizia, circolata nei giorni scorsi da indiscrezioni di stampa, sarebbe emersa nell’ambito di un incontro di maggioranza in cui una sua componente (Lega), ha proposto di valutare l’ ipotesi della chiusura delle Farmacie di proprietà Agesp spa (ex Farmacie Comunali) in Sacconago e Borsano, a fronte di un ingente investimento, da parte della società stessa, per l’apertura di una nuova farmacia situata in un futuro insediamento privato localizzato sulla s.s. del Sempione (zona Beata Giuliana).

Busto al Centro dichiara tutta la sua opinione negativa sulla base di diverse argomentazioni: «Innanzitutto la motivazione essenzialmente economica dell’operazione, posto che abbia un riscontro verificabilmente positivo, non può essere quella determinante, se si tiene conto che Agesp spa è società interamente comunale e come tale con l’obbligo di rispettare e valutare le finalità sociali che a suo tempo erano alla base dell’apertura delle farmacie stesse e che ancor oggi devono essere ritenute prioritarie».

Secondo Busto Al Centro «la dichiarata scarsa redditività delle due realtà deve essere affrontata sul piano dei criteri gestionali, avvicinando gli stessi, se non equiparandoli, a quelli di una farmacia privata in termini di prodotti offerti, campagne promozionali, elasticità negli acquisti etc.».

La lista civica non vede, poi, come si possa valutare il nuovo investimento prima ancora che il nuovo insediamento privato veda la luce (in realtà il cantiere è stato avviato nei giorni scorsi) ed essendo, di conseguenza, «del tutto incerti gli investimenti di Agesp (affitti, allestimenti etc) ma soprattutto l’entità e i tempi dei rientri economici, in particolare per quanto concerne l’ entrata a regime degli incassi in funzione dell’avvio dell’intero insediamento e delle sue caratteristiche che prevedono flussi di transito e non di residenza».

A proposito di questo ultimo punto Bac sostiene che «secondo la stampa specializzata , le farmacie nei centri commerciali sono notevolmente meno produttive di quelle di “vicinato”, proprio perché queste ultime svolgono una funzione sociale e fiduciaria inserita nei tessuti quartierali».

In conclusione: «Abbiamo la netta sensazione che la questione possa inserirsi in un contesto di strategie pre-elettorali interne od esterne alla Lega e, in questa ipotesi, riterremmo la cosa inaccettabile data la connotazione sociale dell’argomento. Al proposito riterremmo opportuno che i comitati presenti nei quartieri interessati, esprimessero la loro opinione come puntualmente avviene su altri argomenti presenti sul loro territorio. Da ultimo vorremmo segnalare la necessità di una totale trasparenza sulle motivazioni societarie, economiche e sociali che hanno orientato la scelta dell’ipotetico nuovo insediamento privato rispetto ad altre soluzioni (es.area delle Nord)».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 11 Dicembre 2020
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