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I 5 Stelle sulla chiusura della farmacia Agesp di Sacconago: “È quella che rende di più”

Anche la consigliera Claudia Cerini dice la sua sulla vicenda che sta tenendo banco da qualche giorno e che riguarda lo spostamento di una farmacia Agesp da Santa Croce alla nuova area commerciale ex-Mizar

consiglio comunale busto arsizio claudia cerini

Non si placa la polemica politica attorno all’ipotesi ventilata da Agesp Attività Strumentali di chiudere due farmacie (quelle di Sacconago e Santa Croce) per aprirne una nuova nell’area ex-Mizar in fase di riqualificazione. Secondo il Movimento 5 Stelle le affermazioni di Francesco Speroni, in risposta alle richieste di chiarimenti del PD sulle farmacie, sono disarmanti: «Agesp Attività Strumentali può assumere iniziative autonome, non è che per ogni cosa che fa deve chiedere il permesso» afferma il segretario cittadino della Lega. Affermazioni che – secondo gli esponenti bustocchi del Movimento – rivelano l’insicurezza di chi è stato colto con le mani nella marmellata, come osserva in particolare la consigliere pentastellata Claudia Cerini.

L’oggetto del contendere è l’idea di spostare la farmacia 4 che da Santa Croce andrebbe a Beata Giuliana (nel nuovo centro commerciale che sorgerà all’Ex Mizar) e la cessione della farmacia 2 di Sacconago a un privato, giustificati, secondo Della Marra, amministratore unico di Agesp, dalla bassa redditività.

Cerini spiega: «Anzitutto ricordiamo a Speroni che Agesp è solo un gestore, e un domani potrebbe cambiare, mentre le farmacie sono proprietà del comune. Pertanto è pieno diritto dei consiglieri intervenire quando si parla di vendere o spostare delle farmacie».

Il movimento 5 stelle ha analizzato i dati del bilancio presentato lo scorso 17 dicembre in consiglio scoprendo che «si parla di bassa redditività della farmacia 2, di Via P. Reginaldo Giuliani, ma dal bilancio presentato in consiglio comunale, abbiamo potuto vedere come la Farmacia in questione si attesta al secondo posto della classifica per valore assoluto, segno che il bacino d’utenti che copre non è esiguo. Nei ricavi a fronte ricetta è addirittura prima per gli anni 2018 e 2019, nonostante nel bilancio venga riportato che è penalizzata dalla mancanza di studi medici nei dintorni».

Il bilancio di Agesp però stranamente non riporta i margini o gli utili e i costi sono aggregati per l’attività dell’intera partecipata, quindi, dai numeri forniti, i 5 Stelle non sono in grado di confrontare la redditività delle diverse farmacie, ma «possiamo immaginare che non ci siano grosse discrepanze tra le quattro sedi visto che personale e immobili sono simili. Abbiamo comunque richiesto di poter avere i bilanci completi delle sole farmacie, per poter fare un’analisi più approfondita».

Se poi vogliamo guardare puramente l’aspetto logistico, le due farmacie di Sacconago e Santa Croce non appaiono in esubero rispetto al bacino di utenza, anzi, «se mai è il centro città quello dove si concentrano più attività farmaceutiche. In aggiunta, a nostro avviso, una farmacia pubblica non deve avere come mission il guadagno ma il servizio, e il primo servizio è la distribuzione di farmaci alla popolazione locale; alienare le farmacie che maggiormente offrono questo servizio che senso ha? Pensiamo ad esempio alle limitazioni agli spostamenti durante l’emergenza di quest’anno, sarebbe stato un bel problema non avere una farmacia di quartiere».

Infine sempre in merito alla redditività, prima della logistica vengono altri fattori da analizzare «quali ad esempio economie di scala negli acquisti, quali servizi potrebbero essere attivati oltre alla vendita dei farmaci, quali investimenti sono stati fatti negli anni per tenersi al passo con il mercato. Il calo di redditività del 2019 rispetto al 2018 non è un bel segnale, perché riguarda tutte le farmacie comunali indipendentemente dalla localizzazione».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 21 Dicembre 2020
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