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Giornata della Memoria a Busto Arsizio, omaggio al monumento ai Caduti nei lager

La celebrazione dell'amministrazione sarà chiusa al pubblico e prevede un momento di raccoglimento davanti al monumento all'ingresso del Palazzo Municipale con le associazioni che si occupano di perpetuare la memoria

giorno della memoria busto arsizio 2020

Il 27 gennaio ricorre la Giornata della Memoria che ricorda tutte le vittime dell’Olocausto, delle leggi razziali e di coloro che hanno messo a rischio la propria vita per proteggere i perseguitati ebrei, nonché tutti i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista. A causa della situazione sanitaria anche a Busto Arsizio non è stato possibile organizzare come di consueto momenti di approfondimento con esperti e studenti.

«Una giornata particolare, ripercorro le attività che ci sono state proposte da scuole e associazioni durante il mio mandato e sono amareggiato, rattristato e preoccupato – afferma il sindaco Emanuele Antonelli –. Per commemorare le vittime della Shoah limiteremo le uscite pubbliche alla sola deposizione di una corona al monumento alla Resistenza e Deportazione, in Via Fratelli d’Italia».

L’emergenza sanitaria può aver reso impossibile predisporre alcune iniziative, ma non impedisce di riflettere sul significato della giornata. «Stiamo vivendo un momento tribolato, che ci obbliga a cedere un poco della nostra libertà, in cambio di qualcosa di straordinario: la salute nostra e di tutte le persone – commenta Antonelli -. Pensiamo anche solo per un attimo alle privazioni che milioni di persone hanno patito, per conquistare – o meglio – riconquistare un minimo di libertà e di dignità. Oggi, il mondo è migliore grazie al sacrificio di queste persone, non dimentichiamole. Domani, le nostre piccole privazioni potrebbero rendere più sicuro vivere nelle nostre città».

Il programma prevede la deposizione di una corona di alloro al monumento dedicato ai Caduti nei Lager in via Fratelli d’Italia alle ore 9.00, alla sola presenza delle autorità e dei rappresentanti delle associazioni che si occupano della valorizzazione della memoria.

Si segnala inoltre che lunedì 25 gennaio alle ore 11.30 il sindaco ha partecipato all’avvio del corso di formazione per studenti e insegnanti “Per la colpa di essere nati: Shoah e l’infanzia negata”, organizzato dall’Associazione Amici di Angioletto, in collaborazione con i Figli della Shoah e il Memoriale della Shoah di Milano. Il corso, a cui parteciperanno più di 600 ragazzi con i loro insegnanti, si terrà a distanza sul canale YouTube del Liceo Candiani Bausch e si articola in sei incontri in programma tra gennaio e marzo.

giorno della memoria busto arsizio 2020

Liberto Losa, presidente ANPI, e Gianni Mainini, presidente Raggruppamento A. Di Dio – FIVL, così si esprimono sulla Giornata: «Quest’anno il giorno della memoria è pesantemente condizionato dall’emergenza sanitaria da coronavirus. Le limitazioni in atto non attenuano e anzi accentuano l’importanza di questo momento di ricordo e di riflessione. La scelta, risalente 2005, di istituire per legge questa ricorrenza, per ricordare le vittime dell’olocausto, poteva tradursi in un momento formale, per così dire burocratico. Non è stato così, grazie all’impegno delle Istituzioni, delle Associazioni e di singoli cittadini, la ricorrenza è cresciuta nel tempo ed è diventata un momento vero di ricordo, di riflessione e anche di studio e di approfondimento. Una funzione fondamentale è stata svolta dalle Scuole, ed è stata forte e attiva anche nella nostra Città. Onoriamo, pertanto, questa ricorrenza anche quest’anno, sia pure con tutte le limitazioni imposte dall’epidemia in corso, perché la memoria è irrinunciabile. Non si può guardare al futuro se non si conosce il passato. In questo momento il nostro pensiero riconoscente va a coloro che – essendo stati vittime della barbarie nazista – forzando la loro stessa umana ritrosia personale, hanno dedicato il loro impegno per lasciarci un ricordo indelebile di quella che è stata la tragedia della shoah e dei campi di concentramento nazisti ove furono rinchiusi e atrocemente uccisi soprattutto ebrei, ma anche, come è noto, avversari politici, omosessuali, appartenenti ad etnie di origine nomade, disabili e altri. Pensiamo innanzitutto a Primo Levi, grande scrittore che per primo si è fatto carico dell’onere di far conoscere al mondo intero l’immane tragedia dei lager nazisti, e poi ad altri come Liliana Segre, che ha portato più volte la sua testimonianza nella nostra Città.

Vogliamo concludere con la memoria di un episodio che documentata non solo la barbarie del campi di concentramento ma anche, in contrapposizione, la sopravvivenza, in quei contesti tragici, di sentimenti insopprimibili quali l’amore fraterno e la solidarietà. Da una lato il nazismo e la perversione assoluta del male, dall’altro il persistente, insopprimibile, senso di umanità. Ci agevola in questa memoria un breve, recente scritto di Massimo Gramellini».

Quando Samuel Modiano fu rinchiuso in un campo di concentramento aveva tredici anni e sua sorella Lucia sedici. Ogni sera, finiti i turni da schiavo, Sami camminava lungo il filo spinato che separava il lager dei maschi da quello delle donne nella speranza di incrociare lo sguardo di Lucia. Una volta vide uno scheletro con i capelli rasati che lo salutava e, pur senza riconoscerla, comprese che era lei. Allora tornò a trovarla con un regalo. Un tozzo di pane ammuffito, la sua cena, avvolto in uno straccio. Lo lanciò oltre il filo spinato. Lei lo prese al volo e scomparve. Un attimo dopo ritornò e gli lanciò indietro lo straccio. Sami lo aprì e vi trovò due pezzi di pane. Lucia morì qualche giorno dopo.Che cosa si potrebbe aggiungere? Nulla. Perché non accada più, ricordiamo.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 26 Gennaio 2021
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