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Anpi Cassano invita a raccontare la resistenza del 1945 e quella contro il Covid

L'Anpi cassanese aderisce all'iniziativa "Collettiva Resistenza" del Comitato antifascista di Busto Arsizio, con l'invito a realizzare un cartellone per raccontare il proprio anno di lotta

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Ricviamo da Anpi Cassano e pubblichiamo l’appello “Anpi Narrare è Resistere” (l’appello è firmato da Maria Rosaria Fosforino)

Si avvicina il 25 Aprile e l’Anpi di Cassano Magnago vi invita ad attuare un esercizio di memoria collettiva in relazione alla Resistenza Partigiana che, in quella precisa fase storica, aveva accomunato donne e uomini di diversa estrazione sociale e politica che si riconobbero nel grido di giustizia del ribelle e fondarono, attraverso il gesto della lotta, una nazione libera dell’oppressione nazifascista.

Il contributo dei partigiani cassanesi fu sicuramente alto. Oltre ai quattro partigiani caduti, tra i quali Alvaros Colombo, Mario Albino Bonicalza, Giovanni Mazzel e Franco Brogioli, bisogna rammentare l’importante presenza nel nostro territorio dei GARIBALDINI, guidati da Magni Paolo, nome di battaglia Spartaco, che condusse pericolose e temute azioni partigiane anche con il gruppo dei “sette orfanelli” di cui ricordiamo Luigi Giani, Franco Luoni, Luigi Luoni, Antonio Magnoni, Giannino Mazzuchelli, Luigi Zaupa. Tra le altre formazioni partigiane italiane ricordiamo anche la divisione Alfredo Di Dio, la Brigata Lombarda della montagna e la formazione Brigate all’estero.
Buona parte della popolazione diede inoltre il suo differente ma valido aiuto. La stampa clandestina, ad esempio, giungeva a Cassano tramite Giovanni Gasparoli, mentre Don Luigi Gadda nascondeva gli oppositori del regime.
Tutti loro si ribellarono alla barbarie nazifascista e ai repubblichini, impegnati a tempo pieno a trovare e a catturare antifascisti, partigiani, cittadini italiani ebrei, bambini e malati inclusi, da consegnare ai camerati tedeschi per lo sterminio nei campi di concentramento.

E basti questo per dire che i repubblichini non possono essere equiparati ai combattenti per la libertà.
Vi invitiamo però a chiedervi come la libertà, Il senso della giustizia, della democrazia e dell’equità possano tradursi in pratica politica. Questo perché essere antifascisti, ieri come oggi, è soprattutto un modo di stare, un modo di pensare, un modo di ricordare, un modo di agire e partecipare.

Oggi più che mai è necessario un lavoro di memoria e pratica culturale in difesa del patrimonio valoriale che è stato costruito durante la resistenza.
Urge, in primis, sottolineare come queste donne e uomini fossero animati da un ideale comune: la libertà, una libertà colma però di contenuti che verranno poi espressi egregiamente nella nostra Costituzione. Si pensi a quel fondamentale secondo comma dell’art.3.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Converrete con l’Anpi che se non si realizza a pieno questo articolo, il concetto stesso di meritocrazia viene viziato da evidenti condizioni sociali di partenza.
Questo è ancora più significativo e reale in questo contesto di catastrofe umanitaria dovuta al Covid -19.

In virtù di ciò, l’Anpi di Cassano Magnago insieme al Sindaco Nicola Poliseno hanno aderito all’iniziativa lanciata dal Comitato antifascista di Busto Arsizio, ossia una “Collettiva Resistenza” in piazza Vittorio Emanuele il 25 aprile.
Il comitato antifascista invita i partecipanti a realizzare un cartellone colorato che racconti il proprio anno di Resistenza.

Questo affinché si ricordi come la Liberazione del 25 aprile del 1945 fu il frutto del Combattere e Resistere e che, nel contesto pandemico, almeno su un piano simbolico, la prossima liberazione arriverà certamente dal popolo che ora combatte e resiste negli ospedali, nelle scuole, sui luoghi di lavoro e tra le mura domestiche. Vi sarà inoltre un “microfono aperto” e si potrà intervenire con le proprie storie o riflessioni.

Dopo le celebrazione ufficiali a Cassano Magnago, io, Maria Rosaria Fosforino, portavoce ufficiale dell’Anpi Cassanese, insieme a Marina Noce, coordinatrice Anpi scuola e cultura e la nostra presidente Luisella Filippini, ci recheremo a Busto Arsizio dove leggeremo le testimonianze di Gemma Tagliabue (consigliera Comunale), Luciana Sanarico (volontaria associazioni), Renata Magni (figlia del partigiano Magni Paolo, nome di battaglia Spartaco), Don Andrea Arrigoni e dei tanti cittadini che hanno deciso di aderire all’evento.

Inoltre porteremo e mostreremo con orgoglio il grande cartellone colorato con i messaggi di resistenza e resilienza realizzato dai nostri bambini e ragazzi delle scuole.

L’Anpi è dunque una narrazione di passato, presente e futuro: perché non vi può essere gioventù, slancio, dignità se le parole dell’oggi restano sprovviste di quel “prima e dopo” che è l’ossatura del nostro poter camminare. E’ così che si diventa partigiani, prima, e cittadini, poi.
Ringraziamo tutti coloro che hanno voluto partecipare raccontandoci le loro storie perché, come scriveva João Guimarães Rosa, “Le storie non si limitano a staccarsi dal narratore, lo formano anche: narrare è Resistere”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 Aprile 2021
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