Passa la variante parziale al Pgt di Somma, ma non mette d’accordo tutti

Al centro la riduzione del consumo di suolo e la tangenziale di Somma, la maggioranza ha votato a favore. Per FdI la variante è dettata dall'ideologia, mentre per la Lega non si è fatto abbastanza

tangenziale somma frana lombardo

La variante del Pgt di Somma Lombardo è passata in consiglio comunale ieri, venerdì 19 novembre, con i voti della maggioranza: il suo punto centrale, la tangenziale. In un tour de force di 8 ore sindaco, giunta e consiglieri hanno passato al vaglio e votato le 200 osservazioni pervenute dai sommesi (tra queste, 121 erano sulle distanze dal confini e 3 sulla tangenziale).

Un consiglio prettamente tecnico ma che ha lasciato spazio alle critiche di natura politica da parte dell’opposizione di centrodestra che, se per certi versi ha dimostrato un certo apprezzamento del lavoro dell’amministrazione Bellaria bis, alla fine ha espresso voto contrario.

L’assessore all’Urbanistica, Francesco Calò, ha ricordato «l’elemento partecipativo» che ha seguito tutto il lungo iter della variante parziale al Pgt: gli obiettivi della variante ricoprono la diminuzione del consumo di suolo, «dove si è adottata una matrice quantitativa e qualitativa.

Quali sono i punti cardine? La riduzione, anche secondo i parametri della legge regionale»; gli addensamenti commerciali che permetteranno al consiglio comunale di «tornare protagonista» in ambito decisionale; il tema dei parcheggi («Stiamo individuando sul territorio comunale zone in cui potranno insediarsi i parcheggi di Malpensa»), considerato un’ulteriore sfida per la ridefinizione del regolamento dei parcheggi comunali, i percorsi ecologici comunali; e, infine, il tema della tangenziale, il cui progetto sarà alla base «di una condivisione».

La tangenziale va in consiglio comunale di Somma Lombardo

 

La variante frutto di “ideologia politica”

Pur condividendo la «filosofia» della variante, Manuela Scidurlo (Fratelli d’Italia) non ne condivide il metodo: «Abbiamo lavorato con il giusto spirito critico ma anche con fare collaborativo alla variante, ma abbiamo avuto l’impressione che le controdeduzioni fossero dettate da un’ideologia politica, per la quale ogni operazione immobiliare è speculazione e chiunque operi nell’ambito dell’edilizia è visto come un nemico e non un alleato per rendere grande la città».

La consigliera ha poi criticato la variante al Pgt, rea di non tener conto delle necessità dei cittadini, che subiranno una conseguenza dolente: «Non considera l’esborso dei 20 anni in cui hanno dovuto pagare le imposte sui terreni, su cui nella maggior parte dei casi non hanno potuto costruire perché parte di Piani attuativi che coinvolgevano troppi proprietari. Ma non considera nemmeno le realtà di Somma, dove spesso i terreni edificabili vengono acquistati nella speranza di poter realizzare una casa per i figli».

“Una visione ideale”

In risposta a Scidurlo il consigliere di maggioranza Claudio Brovelli (“Sinistra per Somma”) ha affermato di non poter accettare che il Pgt sia «macchiato» da un pregiudizio ideologico: «Si poteva fare in modo diverso la Variante? Senz’altro, ognuno ha la sua idea. Tutte le scelte sono state ponderate, discusse e motivate da ragionamenti».

Dalle fila del Partito Democratico, il segretario cittadino Angelo Ruggeri ha parlato di una «visione ideale», e non di un’ideologia, che ha mosso verso una «parziale riduzione del consumo di suolo». Le sue parole, però, hanno lasciato spazio all’autocritica – o autoironia – interna della maggioranza: «Si poteva fare di più? Probabilmente. Non è la miglior variante, ma nemmeno la peggiore», definendo poi la variante un «buono strumento» per affrontare i prossimi anni. Ha poi sottolineato che non si tratta di una variante espansiva, in quanto viene messo l’accento sulla «riduzione di suolo, che probabilmente si poteva usare di più. Ma queste sono scelte che sono state fatte con l’approvazione del febbraio 2020».

Per “Somma civica” la consigliera Stefania Garbuzzi ha giudicato la variante come frutto di una scelta coerente, in primis perché «mette al centro la scelta del minor consumo di suolo, tutt’altro che banale. Se si sono respinte delle osservazioni rivolte a rendere edificabile in maniera indiscriminata qualsiasi tipo di terreno disponibile, si è cercato di accordare delle modifiche laddove questo uso incontrasse le esigenze di un tipo di edilizia più piccola, più famigliare». Garbuzzi ha affermato che, in questo contesto storico, Somma non abbia bisogno di «tutta questa edificazione»: «Abbiamo ancora tanto di invenduto e di inabitato sul territorio, vista la recente crisi».

Riduzione di suolo? “Insufficiente”

Anche la Lega è riuscita ad attaccare sul piano politico la maggioranza: «La variante ha dato un’impronta poco significativa all’assetto urbanistico, ma condizionerà sensibilmente l’aspetto normativo della città», ha preso la parola Alberto Barcaro, «le osservazioni dei tecnici hanno lavorato sul territorio per fornire suggerimenti in  questo senso, sarebbe stato utile dare loro più spazio».

Il consigliere leghista ha poi bocciato la riduzione di suolo, definendola insufficiente; sulla tangenziale, infine, ha affermato così: «Crediamo sia determinante per la crescita di una città che nell’ultimo ventennio ha visto un incremento mostruoso del traffico di passaggio, sia da est che da ovest, in direzione sud. E che oggi porta solo confusione e inquinamento».

Al momento della votazione, la maggioranza ha votato in maniera compatta (9 voti favorevoli), mentre i cinque consiglieri di Lega e Fratelli d’Italia si sono dimostrate contrarii.

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 20 Novembre 2021
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