Cosa fanno le api a giugno? È il momento della transumanza

Seguiremo per un anno intero il ciclo di vita di questi preziosi animali con l’aiuto di Federico Tesser, apicoltore. Segreti, ricette e curiosità sul mondo delle api partendo dalla "transumanza" di giugno

Le api sono fondamentali per l’uomo, ormai dovremmo averlo imparato. Come dovremmo aver imparato che sono in pericolo per una serie di cause, cambiamenti climatici, pesticidi, malattie, parassiti, predatori e nubi tossiche. Abbiamo deciso di provare a raccontare cosa fanno le api e cosa fanno gli apicoltori per prendersene cura.

Seguiremo per un anno intero il ciclo di vita di questi preziosi animali con l’aiuto di Federico Tesser, apicoltore che produce miele biologico con la sua azienda Fonte Incantata. Staremo “Un anno con le api” raccontando mese per mese quali sono i passaggi fondamentali che compie un apicoltore, unendo a questo racconto “didascalico” una parte più concreta che spiegherà cosa si può fare con il miele: ricette, curiosità e “segreti” utilizzando tutti i prodotti derivati dal lavoro delle api.

GIUGNO, LA TRANSUMANZA DELLE API

Comincia il periodo estivo, è terminata la produzione del miele di acacia e le arnie si spostano in montagna, dove fioriscono i tigli e i castagni. Le api vanno a pascolare, succhiano il nettare e si caricano di polline che poi spargono nei prati e nei boschi, per poi tornare nell’alveare e produrre un miele con caratteristiche uniche. È una vera e propria transumanza, le casse con le api si spostano di notte, col buio, stando attenti al rischio di soffocamento: una volta trasportate, le arnie vengono subito aperte per far uscire le api e permettere loro di cominciare ad adattarsi al nuovo ambiente.

Con Federico Tesser abbiamo assistito allo spostamento delle api da Casciago al bosco di Castello Cabiaglio, all’interno del territorio del Parco del Campo dei Fiori. Le api vanno spostate ad almeno 3 chilometri di distanza dal punto precedente, perchè altrimenti tornerebbero al punto di partenza riconoscendolo come “casa”. I primi giorni le api riprendono possesso della zona di volo, studiano il territorio circostante per ritrovare i punti di riferimento e poi ricominciano a lavorare. I temporali possono creare danni e gli apicoltori sono attenti alle precipitazioni che possono danneggiare i fiori, togliendo alle api il nutrimento e impedendo loro di conseguenza di produrre il miele. A giugno con le temperature alte c’è il clima giusto, ma va fatta attenzione in caso dei temporali estivi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 Giugno 2022
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