I Comuni di seconda fascia in rivolta sul Masterplan Malpensa: “Compromesso al ribasso”

I Comuni della zona più a Nord dello scalo, sulle colline verso il lago di Varese, critici su diversi punti. Dal consumo di suolo al tema del rumore dei decolli

Foto del giorno di luglio 2016

Dopo l’accordo tra Regione, Sea e Comuni del Cuv (la zona immediatamente a ridosso dell’aeroporto) sul Masterplan di Malpensa, si moltiplicano le prese di posizioni. Tra gli scontenti per la mediazione – definita «al ribasso» anche i Comuni del “COR2”, il Coordinamento di Comuni di Seconda Fascia Aeroportuale, che riunisce Azzate, Brunello, Cavaria con Premezzo, Cazzago Brabbia, Crosio Della Valle, Daverio, Inarzo, Mornago, Sesto Calende, Sumirago, Taino, Vergiate. Critiche sono venuti anche dai sindaci della zona del Castanese, al capo opposto dell’aeroporto. Riceviamo e integralmente pubblichiamo

COR2, Coordinamento di dodici Comuni di 2° Fascia, e la firma dell’accordo sul Master Plan 2035 di
SEA per Malpensa
L’accordo sottoscritto da SEA, Enac, Regione Lombardia e CUV di consenso all’avvio della
procedura di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) relativa alla proposta di Master Plan 2035 di
SEA è un parto infelice frutto di compromessi, con cessioni di territorio e di qualità ambientale, e
assenza di serie garanzie sulla salute dei cittadini.
Un accordo raggiunto a fatica fra gli enti e le amministrazioni del CUV.
SEA e Regione Lombardia fanno accordi con i Comuni del CUV tralasciando di interpellare i
cittadini dei restanti Comuni del Castanese, della Provincia di Varese fra cui i 12 Comuni del Cor2 e
della sponda piemontese del Ticino, tra cui 6 comuni del Novarese.
Una volta superata la soglia di 65 Db gli aerei non proseguono in verticale ma in orizzontale e
scaricano sulle popolazioni il rumore e i resti della combustione del carburante. A volte anche il
carburante incombusto, come testimonia la sentenza Quintavalle.
Dalle compensazioni che i Comuni CUV dovrebbero ricevere sono esclusi tutti gli altri. Ma la tutela
della salute dei propri cittadini è un dovere dei Sindaci che in questo caso non hanno avuto voce in
capitolo.
Il territorio su cui impattano decolli e atterraggi da e per l’aeroporto di Malpensa è infatti assai più
ampio dei 1.200 ettari di sedime aeroportuale che contengono la base aeroportuale, le
infrastrutture connesse, e 7 dei 9 comuni del CUV.
Queste popolazioni subiscono il rumore e gli inquinanti dei voli Malpensa senza avere diritto di
rappresentanza e di intervento nelle sedi istituzionali preposte, ovvero la Commissione
Aeroportuale, Enac, la stessa SEA, Regione Lombardia, il Comune di Milano, azionista di
maggioranza di SEA.
Gli accordi sottoscritti dai comuni del CUV corrispondono ad una logica di compromesso al ribasso
fondata sulla promessa da parte di SEA di compensazioni e mitigazioni venali, non presenti nello
Studio di Impatto Ambientale SIA, quindi tutte da verificare nella loro effettiva attuazione: questa
logica di un compromesso al ribasso sottoscritta dai Sindaci del CUV è contraria agli interessi delle
stesse popolazioni dei comuni del CUV in quanto non rappresenta una garanzia per la loro salute e
per la qualità dello svolgimento della loro vita quotidiana, né tantomeno per la crescita del valore
sociale, culturale, economico di queste amministrazioni.

Un compromesso al ribasso che estende i suoi danni anche oltre il sedime aeroportuale a toccare
le popolazioni dei comuni extra sedime sopra citati: per queste ragioni il COR2, Coordinamento
fra 12 Amministrazioni Comunali di seconda fascia aeroportuale con questo comunicato decide
di prendere netta posizione contraria all’accordo sottoscritto da Enti e Cuv, ritenendo di NON
POTER ACCETTARE:
• la cessione di oltre 40 ettari di brughiera pregiata nel Parco del Ticino in area del Gaggio
per la costruzione di capannoni destinati alla crescita dell’attività Cargo di Malpensa
• il progetto di crescita dei trasporti cargo a oltre 1 milione di tonnellate movimentate, un
trasporto che utilizza vettori 747 di vecchia generazione, i più inquinanti e più rumorosi
• l’estensione dei voli, quelli cargo in particolare, anche nelle ore notturne in deroga e in
diniego al Decreto D’Alema del 13 dicembre 1999
• il diniego a 3 importanti norme di salvaguardia della popolazione contenute nel Decreto
D’Alema:
1. minimizzare l’area di impatto complessiva (interna all’isofona Lva 60dbA);
2. minimizzare la popolazione residente in fascia delimitata dalle isofone Lva 65-75 dbA;
3. garantire che la superficie delimitata dalla isofona Lva 75 dbA resti all’interno del
sedime aeroportuale;
• il piano delle nuove infrastrutture connesse al Master Plan con ulteriore consumo di
territorio e nuovo innalzamento della concentrazione di CO2
• la responsabilità di vedere passivamente coinvolti, e loro malgrado, i propri cittadini in un
progetto aeroportuale che porterà ulteriore inquinamento e danni per la salute di tutti, e
per l’ambiente.
COR2 Coordinamento di Comuni di Seconda Fascia Aeroportuale
Comune di Cazzago Brabbia capofila, Sindaco Emilio Magni.
Per il Comitato Ristretto:, Alessio Fornasetti (del. Azzate), Alberto Tognola (Cons.Com. Daverio)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 Giugno 2022
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