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Lascia il primario di ortopedia dell’ospedale di Busto: medici preoccupati per le “gravi difficoltà”

La decisione del dottor Merlo di anticipare la pensione ha fatto scattare l'allarme nell'equipe che teme il crollo del sistema già gravemente sofferente

dottor marco merlo ortepedia

Nuova tegola sull’ortopedia di Busto Arsizio. Il primario, dottor Marco Merlo, ha annunciato di lasciare: se ne andrà alla fine di gennaio 2023. La domanda di pensionamento è stata depositata. La scadenza del suo impegno professionale potrebbe sembrare naturale, il medico compirà infatti 70 anni. La sua decisione, però, anticipa di qualche mese quello che sarebbe stato il termine previsto. Ed è proprio sulla differenza di mesi che gli specialisti della sua equipe ospedaliera vedono un segnale di allarme sullo stato di salute del reparto.

In una nota, ribadiscono la preoccupazione verso il futuro perché, secondo loro, non è una scelta “fisiologica” ma è frutto di una condizione lavorativa di grave difficoltà dove la situazione di Saronno è solo “la goccia che hai fatto traboccare il vaso”.

Il malessere degli specialisti è generale: è legato alla riduzione del numero di sedute operatorie programmate per carenza di anestesisti che porta ad allungare le liste d’attesa, a cui ora si aggiunge l’aggravio della copertura di turni nel presidio di Saronno. I sanitari lamentano che gli ulteriori carichi non si riducono a “qualche reperibilità telefonata non in presenza” ma in un impegno di pronta disponibilità per consulenze in pronto soccorso, a cui devono seguire dei riposi compensativi. Dato che la richiesta è di coprire 1 weekend ogni due mesi in presenza a Saronno, l’aggravio su un sistema già all’osso comporterà ulteriori sofferenze. 

I medici invitano a non minimizzare un problema, soprattutto a non considerare “straordinaria” la sofferenza del presidio di Saronno che è diventata ormai cronica e che non può esser risolta con provvedimenti tampone.  Le scelte della direzione, che impone ulteriori carichi su un personale già in difficoltà, potrebbero provocare il crollo di un sistema già gravemente sofferente. 

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 07 Novembre 2022
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