L’auto-sorveglianza ormai si applica solo a scuola: lettera aperta dei comitati genitori a Meloni

Parte dal comitato Prima a scuola Varese ed è condivisa dalla Rete Nazionale scuole in presenza la richiesta di rivedere le regole legate al Covid-19 in ambito scolastico

prima a scuola varese e  provincia

Parte dal comitato Prima a scuola Varese e provincia ed è condivisa da tutta la Rete nazionale Scuole in presenza e dal gruppo “Gli Sportivi” #sportnegato una lettera aperta indirizzata alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere la “cessazione delle restrizioni relative alla gestione della pandemia da SarsCOV2 in ambito scolastico e dei servizi educativi”. 

“Gli studenti e le studentesse italiane sono ancora una volta vessati rispetto al resto dei cittadini, non per legge ma attraverso note ministeriali”, si legge nella lettera che ricorda da un lato la fine dell’emergenza sanitaria (stabilita per legge) e dall’altro la nota ministeriale di fine agosto che prevede restrizioni per l’auto sorveglianza con tempi maggiori rispetto alle attuali quarantene per i positivi. “La Rete Nazionale “Scuola in Presenza” auspica dunque un tempestivo intervento chiarificatore sulle regole valide in ambito scolastico ed educativo”, si legge nella lettera.
Di seguito il testo completo.

 

Oggetto: Richiesta di cessazione delle restrizioni relative alla gestione della pandemia da SarsCOV2 in ambito scolastico e dei servizi educativi

La Rete Nazionale Scuola in Presenza, costituita da 43 comitati presenti nella maggior parte delle Regioni Italiane, si è costituita agli inizi del 2021 per contrastare le ingiustificate chiusure scolastiche e fino ad oggi si è adoperata per tutelare il diritto all’istruzione, all’educazione ed a quella rete di relazioni e affetti che sono vitali per bambini e bambine, ragazzi e ragazze, anche attraverso i ricorsi al TAR che hanno permesso di riaprire le scuole italiane nell’aprile 2021.

Gli Sportivi #sportnegato è un gruppo di genitori, ragazzi, allenatori e professionisti del mondo dello sport. È costituito da circa 9000 genitori di 25,000 ragazzi italiani sparsi in tutta la penisola, che, disobbedendo in maniera civile e facendo rete, si sono battuti per il diritto allo sport dei giovani sani e hanno creato una comunità alternativa di sportivi (a distanza e non). Grazie all’hashtag da loro lanciato #sportnegato il gruppo “Gli Sportivi” è riuscito a coinvolgere numerosi professionisti che hanno sostenuto la causa allenando e sostenendo con squadre, allenamenti e iniziative concrete i ragazzi esclusi dallo sport a causa del “super green pass”.

Abbiamo ascoltato e apprezzato le Vostre dichiarazioni relative alle misure restrittive adottate dai precedenti Governi: queste hanno provocato gravissimi danni alle giovani generazioni, penalizzandole enormemente dal punto di vista fisico, sociale, nonché mentale a fronte di un rischio di malattia da Sars-Covid19 assolutamente trascurabile, travalicando qualsiasi evidenza scientifica presente al tempo e ancora oggi disponibile.

I dati riportano pochissimi giovani colpiti da malattia grave mentre sono molti, quelli, colpiti da disturbi afferenti la sfera psichica e mentale causati dalle sopracitate misure restrittive e di contenimento. Nelle scuole e nei servizi educativi all’infanzia italiani a tutt’oggi vengono applicate norme comportamentali riportate in una nota MIUR del 28 agosto 2022, che trasmette un vademecum composto di slides recante alcune indicazioni alle quali le istituzioni scolastiche devono attenersi, come ad esempio l’utilizzo di mascherine chirurgiche/FFP2 in caso l’alunno presenti sintomatologia compatibile con COVID-19 o comuni sintomi influenzali.

La Rete Nazionale, grazie alla propria presenza nelle scuole e alla relazione diretta con le famiglie, intende portare alla vostra attenzione come tali disposizioni diano luogo ad una eccessiva, variegata e dubbia discrezionalità interpretativa da parte dei Dirigenti Scolastici: a seconda della scuola un alunno/a dovrà portare la mascherina solo per uno starnuto, oppure potrà continuare a frequentare senza nessuna prescrizione particolare. Tale regola, inoltre è prevista inspiegabilmente solo in ambito scolastico: in nessun altro contesto lavorativo e non, chi presenta sintomi da raffreddamento è costretto a portare una mascherina fino alla scomparsa dei sintomi.

Vorremmo, altresì, evidenziare alcune incongruenze relative al regime di auto-sorveglianza all’interno della scuola, ovvero all’obbligo di mascherina FFP2, per 10 giorni per tutta la classe in caso di positività di un alunno o insegnante della classe: l’indicazione viene applicata dagli istituti scolastici e dai servizi educativi in maniera spesso intransigente, nonostante le norme che prevedano l’autosorveglianza (inserite dal D.L. del 24/03/2022, poi convertito in legge 52 del 19 maggio 2022), seppur non abbiano cessato la loro vigenza, siano del tutto inapplicabili in mancanza di tracciamento sanitario da parte di ASL/ATS dei contatti stretti.

Decaduto il tracciamento, l’osservanza della norma da cui scaturisce il regime di auto-sorveglianza è quindi nei fatti applicabile solo a scuola, in forza solamente di una nota Miur e nonostante la parte di decreto che determinava regole sanitarie ad hoc per la scuola abbia dal 1° settembre perso per legge efficacia: in questo senso, gli studenti e le studentesse italiane sono ancora una volta vessati rispetto al resto dei cittadini, non per legge ma attraverso note ministeriali.

Vorremmo inoltre segnalare un’incongruenza sulle tempistiche relative al regime di quarantena per positività e al regime di auto-sorveglianza per i contatti stretti: a seguito di un tampone positivo, il soggetto affetto da Sars-Covid19 deve restare in quarantena per 5 giorni. Appare folle che chi invece sia solo un contatto “stretto” debba osservare dieci giorni di auto-sorveglianza: paradossalmente le restrizioni cesseranno prima per l’alunno positivo che per il suo contatto stretto.
A tutto questo, si aggiunge che l’idoneità delle mascherine FFP2 non è mai stata certificata per i minori di 18 anni.

La Rete Nazionale “Scuola in Presenza” auspica dunque un tempestivo intervento chiarificatore sulle regole valide in ambito scolastico ed educativo, affinché nessuna scuola possa ancora imporre arbitrariamente comportamenti illegittimi o mascherine, distanziamento, scaglionamento, pannelli di plexiglass in mensa, divieti di bere o di fare merenda durante le lezioni, obbligo di consumare al banco e in solitudine, isolamento al primo sintomo e imposizione della mascherina a bambini e ragazzi che sono a tutti gli effetti sani.

Ribadiamo con forza che gli effetti di una gestione inadeguata della pandemia – anche dopo i primi tempi di assoluta emergenza – sulle nuove generazioni sono ormai evidenti per tutti: drammatici quelli certificati sull’apprendimento, sull’abbandono scolastico, sull’incidenza delle patologie psichiatriche nelle fasce d’età pediatrica e adolescenziale.
La Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza ha recentemente affermato che i numeri del malessere sono da vera e propria emergenza sanitaria: tra il 2020 e il 2022 si segnala un aumento esponenziale degli accessi e dei ricoveri in ospedale per cause legate ai tentativi di suicidio, triplicati quelli per disturbi alimentari, il 20% di bambini e adolescenti manifesta i segni di un disturbo d’ansia e il 25% di depressione con disturbi neuropsichiatrici in costante aumento.
Se questi sono i drammatici effetti nell’immediato, c’è da chiedersi quali saranno le conseguenze in futuro.

I due anni e mezzo trascorsi dal marzo 2020 hanno rappresentato una pagina buia della storia italiana in termini di restrizioni e umanità, nei quali la punta dell’iceberg è stata l’applicazione, senza alcuna remora, di un’ingiustizia generazionale ai danni dei bambini, delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze. Per garantire questa, e in primis il loro diritto costituzionale ad una scuola libera quale ambiente educante e stimolante, i genitori, gli studenti e gli insegnanti della Rete Nazionale continueranno a vigilare e ad impegnarsi prima di tutto nelle scuole e poi in tutte le sedi competenti per difendere il diritto all’educazione e all’istruzione così come un tempo di vita sereno tra le mura scolastiche.
Nella speranza che condividiate con noi l’idea che tale diritto non possa essere sottoposto a condizioni o limitazioni in assenza di evidenze scientifiche comprovate, porgiamo cordiali saluti.

I Comitati della Rete Nazionale Scuola in Presenza
Il gruppo “Gli Sportivi” #sportnegato

di
Pubblicato il 07 Novembre 2022
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore