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Violenza di genere: 230 accessi allo sportello Eva Onlus di Gallarate e Busto nel 2022

L'anno non è ancora finito ma i numeri sono vicini a quelli del 2021. Due i femminicidi nel Gallaratese, a Samarate, con vittime Stefania Pivetta e Giulia Maja. Di Pilla: "Trend in aumento, anche se di poco"

Violenza sulle donne

230 accessi nel 2022 allo sportello Eva Onlus di Gallarate, Busto Arsizio e Somma Lombardo: numeri di poco inferiori a tutto il 2021, quando gli accessi sono stati 239, ma bisogna tenere presente che manca ancora tutto il mese di dicembre alla fine dell’anno.

Di queste 230 donne, 87 si sono recate nel distretto di Gallarate e Somma Lombardo (qui i dati specifici del distretto gallaratese), mentre le restanti sono state accolte a Busto Arsizio. «98 hanno un alto livello di scolarità – ha spiegato Cinzia Di Pilla, di Eva Onlus – mentre l’età varia da chi è nata nel 1946 a chi è del 2006». 

Delle 230 donne, 132 sono di nazionalità italiana, mentre 127 hanno figli. «40 di loro sono disoccupate – continua Di Pilla – e in 140 hanno sporto denuncia accompagnate da noi di Eva onlus». 16 donne sono state collocate in casa rifugio. Sono dati che confermano la trasversalità del fenomeno della violenza di genere, che non ha distinzioni in termini di età, classe sociale, livello di cultura e studio o nazionalià.

Quanto agli abusanti, 148 «fanno abuso di droga e alcool. Di questi, in 107 hanno assistito a episodi di violenza domestica quando erano piccoli: hanno imparato in famiglia il linguaggio della violenza», sottolinea la responsabile mentre ricorda che la cura non è solo da garantire alle vittime di violenza, ma anche a chi ha problemi nella gestione della rabbia.

«Il dato è in rialzo, anche se non di troppo. Abbiamo fatto degli interventi capillari nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi», conclude mentre ricorda l’importanza del continuo aggiornamento, «i centri antiviolenza devono essere sempre più specializzati. Noi abbiamo integrato la nostra equipe con due avvocati, un assistente sociale e due psicoterapeute».

È un trend in crescita confermato anche dai dati dell’Osservatorio regionale antiviolenza comunicati questa settimana riferiti all’anno scorso: nel 2021 in Lombardia le richieste di aiuto ai centri antiviolenza sono aumentate del 13%; a chiedere aiuto sono soprattutto giovani donne, madri nella metà dei casi, che hanno subito maltrattamenti fisici o psicologici. Nel 69 % dei casi il responsabile è il marito, l’ex marito o il convivente e che spesso la vittima lascia dei figli piccoli.

I femminicidi in Italia nel 2022

Stando al report diffuso a Ferragosto dal Viminale, in occasione del Comitato per l’ordine e la sicurezza, tra il primo agosto 2021 e il 31 luglio 2022, sono state uccise 125 donne in Italia, in aumento rispetto alla precedente rilevazione.

Ma il femminicidio è solo la punta dell’iceberg delle tante forme di violenze che le donne subiscono: sono state registrate anche 15.817 denunce per stalking, oltre a 3.100 ammonimenti del questore e 361 allontanamenti per lo stesso reato. In Italia, secondo l’Istat, “è elevata la quota di donne che non parlano con nessuno della violenza subita”: i tassi di denuncia, secondo l’Istat, riguardano il 12,2% delle violenza da partner e il 6% di quelle da non partner. Un altro dato importante è che i carnefici appartengono al cerchio famigliare (sono padri, fratelli, compagni o ex mariti violenti): 108 vittime su 125 sono state uccise “in ambito familiare o affettivo” e sono 68 le vittime assassinate da un uomo con cui avevano avuto una relazione.

Ad oggi le vittime del 2022 sono 101 e vengono ricordate dal blog Femminicidio in Italia: l’anno non è ancora finito, ma i numeri sono molto vicini a quelli del 2021, quando si erano registrati 112 femminicidi (nel 2020 erano stati 113, mentre nel 2019 erano stati 111). L’ultimo solo ieri, giovedì 24 novembre, a Gabiano nell’Alessandrino. 

L’anno è iniziato con tre femminicidi nel giro di sei giorni (iniziati il 6 gennaio con Guglielmina Pasetto a Rovigo, proseguiti il 14 gennaio con Nadia Bergamini a Latina e conclusi con l’eccidio di Simona Michelangeli il 18 gennaio a Roma e quello di Silvana Laurent a Strambino lo stesso giorno); il mese con più femminicidio è stato giugno, in cui 11 donne sono state uccise: due di loro lo stesso giorno a Vicenza (8 giugno), Jenny Gabriela Serrano assassinata da Zlatan Vasiljevic per non aver accettato la fine delle reazione – che si è poi suicidato dopo aver tolto la vita anche all’ex moglie Lijdia Miljkovic. Oppure il caso del doppio femminicidio di Cavazzona di Castelfranco Emilia (13 giugno) di Gabriela Trandafir e la figlia Renata Alexandra, uccise dal marito e padre.

I femminicidi in provincia nel 2022

Nemmeno il Varesotto è esente da questa piaga culturale e sociale: a marzo a Paline di Borno è stato ritrovato il corpo di Carol Maltesi, ventiseienne originaria di Sesto Calende uccisa qualche mese prima a Rescaldina da Davide Fontana.

A maggio, a Samarate, sono state uccise Stefania Pivetta e Giulia Maja dal marito e padre Alessandro Maja, nel tentativo di uccidere l’intera famiglia (il figlio maggiore, Nicolò, rimasto gravemente ferito, è sopravvissuto).

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 25 Novembre 2022
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