Minoranze di Busto Arsizio compatte: “2023 anno di svolta. La maggioranza dialoghi con la città o ci muoveremo da soli”

I capigruppo di Pd, Popolo Riforme e Libertà, Progetto in Comune e Busto al Centro lanciano l'ennesimo appello alla maggioranza e alla giunta Antonelli: "Aprano un confronto con noi e con le forze vive della città"

La sfida per la città è di quelle che non si ripetono con frequenza e le forze di minoranza di Busto Arsizio (Pd, Popolo Riforme e Libertà, Busto al Centro e Progetto in Comune) hanno deciso di compattarsi attorno ad una richiesta ben precisa all’attuale amministrazione: «aprire una stagione di dialogo con noi e con le forze vive della città per tracciare un’idea di futuro alla quale tutti si sentano partecipi».

2023 anno di svolta
Questo perchè «il 2023 sarà un anno di straordinaria importanza per il futuro della Città e per lo sviluppo dell’Area dell’Alto Milanese e di Malpensa» – scrivono in una nota firamata dai quattro capigruppo. «E’ opportuno, se non indispensabile che, al di là delle appartenenze politiche di maggioranza o di minoranza, ci si interroghi con il massimo coinvolgimento possibile di associazioni, ordini, rappresentanti del mondo economico e professionale, sul ruolo e le funzioni che la Città di Busto Arsizio può e deve svolgere nei prossimi decenni all’interno di una prospettiva di vasta area».

Quali sono i temi sui quali si chiede maggiore partecipazione
Il tema dell’Ospedale territoriale e del riassetto complessivo dell’offerta sociosanitaria locale, i diversi progetti di rigenerazione urbana, che chiamano la Città, ma non solo, a scelte fortemente impegnative e strategiche, il Masterplan Malpensa e le sue ricadute economiche su un territorio d’area vasta, la ridefinizione del ruolo, cittadino e territoriale, delle partecipate nello sviluppo economico ma anche ambientale, fortemente intrecciato con le transizioni energetiche e digitali (Agesp, Prealpi Gas , Agesp Energia e Neutalia, progetto dell’Hidrogen Valley), sono solo alcuni tasselli di un ampio mosaico territoriale in cui si gioca il futuro di Busto Arsizio.

Ultimo appello o ennesimo appello
«La Città intera, in coerenza con la sua storia, deve progettare il proprio sviluppo in un quadro sovracomunale, suscitando ed organizzando la necessaria partecipazione delle migliori energie economiche, culturali e civili di cui Busto Arsizio e il territorio indubbiamente dispongono» – questa l’idea presentata da Gigi Farioli, Maurizio Maggioni, Gianluca Castiglioni e Franco Cascio. «Ma se anche questa volta non dovessero arrivare segnali di apertura allora ci faremo noi stessi promotori di incontri con le varie categorie di cittadini coinvolte» – ha aggiunto Maggioni.

Cosa chiedono in concreto le minoranze
Nel documento comune, stilato a 8 mani dai capigruppo, chiedono che la Presidenza del Consiglio Comunale, in accordo con il Sindaco, ed insieme con i Gruppi consiliari promuova momenti di incontro, organizzati nelle forme che si riterranno più opportune ( tavoli di lavoro, conferenze, convegni, stati generali ) tali da meglio assicurare la collaborazione degli esperti, dei rappresentanti più qualificati della società civile dell’associazionismo e delle professioni, in merito alle questioni più urgenti (Variante generale del PGT, Accordo di Programma per l’ Ospedale Nuovo, organizzazione del servizio sanitario territoriale, utilizzo degli edifici ed aree esistenti, progetti PINQUA e PNR) che concorrano a far svolgere alla Città di Busto quel ruolo di protagonista consapevole che, certamente, è negli obiettivi dell’Amministrazione e che non può che vedere tutte le migliori espressioni della comunità cittadina operare in sinergia anche in ottica necessariamente sovracomunale.

Maurizio Maggioni del Pd è chiaro: «Siamo diversi e rimaniamo diversi ma siamo anche uniti per una domanda che è importante per tutti: che città vogliamo per il futuro, partendo dalle sfide che abbiamo davanti?».

Il capogruppo di Popolo Riforme e Libertà, Gigi Farioli aggiunge: «Rifiutiamo un ruolo di contrapposizione precostituita. Vogliamo porre un metodo tipico di Busto Arsizio e che nei decenni scorsi ha fatto avanzare tutto il territorio. Per la prima volta abbiamo tutti votato contro il dup perché chiediamo che emerga una programmazione, una visione e un obiettivo. Vorremmo che sia d’insegnamento quanto fatto per l’aeroporto di Malpensa, per la Mostra del Tessile, per l’Itis Facchinetti e per Accam. Citando la consigliera Serati di Gallarate che ne parlava in ambito sportivo: perché non discutere in logica di conurbazione? Busto deve avere un ruolo di protagonista prescindendo dal colore dell’amministrazione».
Il concetto che Farioli e gli altri vogliono far emergere è che la variante generale del pgt, il tema della sanità, i fondi Pnrr devono tracciare una visione di città insieme a quelle intorno: «Pensiamo sia urgente coinvolgere intera amministrazione, forze economiche, associazioni, sindacati di categoria».

Santo Cascio definisce il problema di questa maggioranza «sembra non avere un concetto progettuale che va al di là del naso. Busto non è solo il proprio territorio. C’è il concreto pericolo di spendere male i tanti soldi che sono arrivati. Va messa da parte la ricerca del consenso immediato e va superata l’idea di maggioranza e minoranza. Dopo le elezioni si è tutti al servizio della città». Sempre in ottica di allargamento della partecipazion sottolinea la mancanza di veri comitati di quartiere: «Oggi abbiamo solo persone di fiducia dell’amministrazione che segnalano i problemi».

La priorità delle priorità per Maggioni è «l’attuazione della riforma sanitaria è da fare subito. C’è un accordo di programma da definire nel giro di poche settimane ma è un tema che ci portiamo dietro da tanti anni. Si intrecciano parti politiche, amministrative e tecniche. Nel frattempo abbiamo due ospedali impoveriti e nessuno che si pone il problema della mancanza di trasporto pubblico locale nella zona del nuovo ospedale quando in Olanda prevedono anche le fermate del treno». Poi fa l’esempio dei progetti Pinqua (housing sociale): «Sono stati fatti in un mese e mezzo. Nessuna discussione su cosa produrranno. Sono progetti calati dall’alto».

Secondo Gianluca Castiglioni di Busto al Centro, infine, «ci vuole lo stesso spirito di collaborazione che abbiamo riscontrato quando si è parlato di contributi sportivi. È stato positivo per dialogare. Sono ottimista di natura».

 

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 13 Gennaio 2023
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