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Lubo, quando la Svizzera “rubava i bambini” alle famiglie nomadi

Al cineforum delle Arti di Gallarate il nuovo film di Giorgio Diritti, che racconta la storia poco nota della persecuzione degli jenisch

Lubo Giorgio Diritti

Al cineforum delle Arti di Gallarate giovedì 25 gennaio viene proiettato Lubo, il nuovo film di Giorgio Diritti.
Presentato al Festival di Venezia -con Franz Rogowski, Christophe Sermet, Joel Basman, Valentina Bellè – Lubo racconta la storia della famiglia nomade radicata in Svizzera di Lubo Moser, un giovane jenisch, ovvero un appartenente a una delle popolazioni nomadi definite “zingare”. L’uomo ha un carattere forte e al tempo stesso allegro, è molto legato alla sua famiglia, formata dalla moglie Mirana e dai loro tre figli. A Lubo la vita nomade non pesa, anzi adora essere libero spostarsi di volta in volta con il carro e racimolare denaro suonando la fisarmonica nei suoi spettacoli in piazza.

Siamo negli anni Trenta e dalla Germania soffia un vento di guerra, che si ripercuote su ogni frontiera europea. In questo clima teso il governo svizzero, dichiara la mobilitazione dei suoi cittadini maschi, compresi gli zingari. È così che Lubo si ritrova in divisa con il compito di controllare e difendere i confini.

L’uomo accetta di sottostare ai comandi dei suoi superiori, convinto che quella situazione, che vive come una prigionia, prima o poi finirà e lui potrà tornare alla vita di sempre.
Una notte Lubo riceve la visita di suo fratello, giunto per portagli tragiche notizie dal campo nomadi dopo l’intervento della polizia. Una parte di Lubo sembra morire per far posto a un uomo diverso, mosso da una sete di vendetta, che lo porterà a riformulare il senso di giustizia e a riconsiderare quel labile confine tra bene e male.

Come solito in duplice proiezione: alle ore 15:00 introdotto dalla prof.ssa Cristina Boracchi e poi alla sera, alle ore 20.45, introdotto e commentato da Gabriele Lingiardi.

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 24 Gennaio 2024
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