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Sei felice?

di Emanuele Forma

Il racconto della domenica

Non ci vedevamo da anni, e un giorno l’incontro in una città che non era la nostra. Un abbraccio imbarazzato, qualche frase di circostanza, e mentre pensavo a una scusa per salutare e andarmene, lei mi fa:
Sei felice?
Avrei potuto rispondere in mille modi, invece:
Ho quello che merito”.
E lei, implacabile:
Mi manchi
Non posso dire altrettanto, sei con me ogni giorno, ogni istante”.
E poi ha aggiunto:
Mi ha fatto piacere vederti”.
E sono rimasto a bocca aperta a guardarla allontanarsi fra la folla fino a girare l’angolo. “Ma che razza di domande” pensai tra me “non ci vediamo da anni e mi chiede se sono felice, e io che le rispondo in quel modo”. Camminavo e acceleravo il passo immerso in questi pensieri. La gente mi guardava in modo strano. Avevano ragione: gesticolavo e parlavo da solo.
Entrai in un bar e ordinai un cappuccino, avevo bisogno di riacquistare la calma.
Un quarto d’ora e tre paste dopo mi ero tranquillizzato quando all’improvviso riprovai la frenetica felicità dei nostri giorni, l’uno diverso dall’altro, e sempre appaganti. Ci misi una settimana per ritornare al saporifero tran tran a cui mi ero abituato.
Il venerdì del mese dopo, giornata del pranzo settimanale con gli amici, dopo almeno due anni si fece rivedere Carlo. Uscendo dal ristorante mi chiese se avessi saputo di Valeria.
Cosa ha combinato, si è risposata?
Veramente, mi spiace dirtelo, ma è mancata.”
Il gelo nell’anima.
Non è possibile… l’ho vista da poco, qualche settima fa”.
Guarda che ti sbagli, sono stato al funerale, saranno almeno tre mesi”.
Volle accompagnarmi fino alla macchina perché mi vedeva sconvolto, e aveva ragione. Quella sera non riuscivo a prender sonno, al computer incrociavo le date degli annunci trovati in rete con la mia agenda: Carlo aveva detto il vero.
Vorrà dire che mi sono immaginato tutto”.
Davanti a una tazza di camomilla con una pastiglia di sonnifero in mano presi un impegno formale:
Basta, da domani questa storia sarà chiusa nei cassetti della memoria, ma se ti venisse voglia di venirmi a trovare un’altra volta ti prego, amore mio, portami via con te”.

Racconto di Emanuele Forma (www.ilcavedio.org)

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Pubblicato il 24 Marzo 2024
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