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Graphiae, a Malpensa gli ideogrammi si fanno arte e celebrano la Cina

La videoinstallazione di Gianluca Cingolani in aeroporto rilegge le forme di un'antica scrittura cinese. Ed è la firma su un percorso di alleanza tra l'aeroporto di Milano e il Paese del dragone

Graphiae Malpensa

Dove è nata la scrittura?
Un tempo i libri di scuola – eurocentrici – dicevano che era nata in Mesopotamia, oggi sappiamo che ci sono state diverse “fonti”, diversi luoghi in cui gli uomini hanno avuto l’idea di trasformare le parole in segno grafico riproducibile.
E una di queste è la scrittura cinese, affatto diversa da quella alfabetica a cui siamo abituati nel mondo occidentale.

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Graphiae Malpensa 4 di 15

La scrittura con ideogrammi, nella sua forma più antica, è al centro dell’opera Graphiae, di Gianluca Cingolani, un un polittico multimediale, all’aeroporto di Milano Malpensa, che fonde con maestria la modernità dello strumento artistico con elementi di una cultura lontana.

E allora quel segno – l’ideogramma – diventa anche rivendicazione di una centralità della cultura cinese, anche qui in Europa. E non a caso in un grande aeroporto dove passano molte delle connessioni aeree tra Cina e Italia: «Un’occasione unica per scoprire la Cina e la bellezza della sua cultura tradizionale» ha detto nel suo messaggio Liu Kan, console generale della Repubblica Popolare a Milano.

La scrittura è anche ciò che tiene insieme un universo di centinaia di varianti linguistiche esistenti nel Paese-continente: è un elemento unificante, non a caso l’alfabeto è un elemento caro al Partito Comunista che guida lo sviluppo della Cina.

Nell’installazione artistica (alla “Porta di Milano”, l’accesso dal piano stazione e parcheggi) la scrittura cinese millenaria diviene così antropomorfa, prendendo vita e diventando protagonista di un’affascinante narrazione visiva. Con una visione astratta ed enigmatica, “Graphiae” celebra la grande invenzione della scrittura, trasportando lo spettatore in un viaggio attraverso il tempo e lo spazio delle idee.

«La nostra vocazione di unire le persone che abitano in territori diversi. Tra questi spicca l’Estremo Oriente e la Cina in questo ha una posizione particolare» ha aggiunto Armando Brunini, ad di Sea, la società di gestione dell’aeroporto.

Generico 15 Apr 2024

In qualche modo la mostra “Graphiae” è la firma in calce ad un documento che si è scritto in questi anni: la grande alleanza tra Malpensa e la Cina, cresciuta nonostante (o forse in parallelo con) le tensioni internazionali che oggi sono l’Ucraina, Gaza, il Mar Rosso.

Un’alleanza commerciale e di relazioni disegnata prima del Covid, che ha subito l’improvviso stop della pandemia, per poi decollare «dal 2023»: sono infatti cinque le compagnie che collegano lo scalo internazionale di Milano (Air China, Cathay Pacific, Hainan Airlines, Juneyao e l’italiana Neos). Questi vettori offrono collegamenti diretti per le principali città cinesi quali Beijing, Shanghai, Wenzhou (Air China), Nanjing (Neos), Shenzhen e Chongqing, Zhengzhou. C’è anche un desk informativo in lingua per i cinesi.

La stagione estiva del 2024 vedrà infatti – per il continente asiatico nel suo complesso – la presenza di 28 compagnie aeree, con 33 destinazioni in 24 Paesi, posizionando il gateway intercontinentale milanese tra i primi 4 scali europei per portafoglio di vettori e numero di rotte verso l’Asia.

La mostra fino al 26 giugno 2024

Fuori dall’alleanza commerciale, resta la mostra: “Graphiae” rappresenta un’opportunità unica per i passeggeri e gli appassionati d’arte di immergersi in un’esperienza visiva e concettuale straordinaria, arricchendo ulteriormente l’offerta culturale e artistica dell’aeroporto di Milano Malpensa (all’inaugurazione anche decine di ragazzi dell’Istituto Confucio dell’UniCatt di Milano).

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 26 giugno 2024 e rappresenta un’occasione da non perdere per tutti coloro che transitano dall’aeroporto di Malpensa.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 17 Aprile 2024
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