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Albizzate al bivio dei rifiuti: tra i dubbi sulla Tarip e l’ombra dell’addio a Coinger

Una sala gremita e un dibattito acceso hanno segnato l’assemblea pubblica dedicata al futuro del servizio di igiene urbana. Al centro della serata, la scelta che l’amministrazione comunale dovrà compiere a breve: restare o seguire i Comuni "dissidenti"

Assemblea Coinger Albizzate

Una sala gremita e un dibattito acceso hanno segnato l’assemblea pubblica dedicata al futuro del servizio di igiene urbana. Al centro della serata, la scelta che l’amministrazione comunale dovrà compiere a breve: restare nella “famiglia” di Coinger accettando il passaggio alla Tarip (Tariffa Puntuale), o seguire l’esempio dei comuni “dissidenti” e cercare un nuovo gestore.

L’analisi del sindaco: costi, dati e incertezze

Il primo cittadino ha aperto l’incontro sottolineando che, ad oggi, nessuna decisione definitiva è stata presa: «Siamo in una fase consultiva, l’amministrazione non ha ancora deciso se restare o uscire». Ha però messo sul tavolo i numeri “della serva” per un eventuale recesso: tra “penali” a Coinger (circa 180.000 euro) e l’adeguamento obbligatorio del centro di raccolta (non meno di 100.000 euro), l’uscita costerebbe alle casse comunali almeno 300.000 euro.

Assemblea Coinger Albizzate

Difendendo parzialmente l’operato di Coinger, il sindaco ha ricordato i riconoscimenti come “Comune Riciclone” e l’aumento della pulizia stradale meccanizzata. Tuttavia ha ammesso le criticità: «È paradossale, ma il giorno della carta le strade sembrano più sporche: i camion, senza copertura, seminano “coriandoli” di carta al loro passaggio». Ha poi spiegato la struttura della Tarip, evidenziando come la bolletta sia composta da una parte fissa preponderante e una variabile, basata sul volume dei mastelli e sul numero di svuotamenti, con un minimo garantito di 20 esposizioni annue per l’indifferenziato.

La voce dei cittadini: «Tariffa non così puntuale e servizio scadente»

Gli interventi del pubblico sono stati numerosi e carichi di critiche ed è del resto probabile che abbiano partecipato soprattutto i cittadini più scettici nei confronti del servizio. Il punto più contestato è stato proprio il concetto di “puntualità” della tariffa: diversi cittadini hanno espresso frustrazione per l’obbligo di pagare un numero minimo di svuotamenti anche quando il bidone non viene esposto. «Perché devo pagare 20 raccolte se metto fuori il sacco una volta al mese? Voglio pagare quello che effettivamente produco», ha sintetizzato uno dei presenti.

Oltre all’aspetto economico, il pubblico ha lamentato la qualità del servizio su più fronti. Molti hanno segnalato la rottura frequente dei mastelli in comodato d’uso, definiti di «qualità orridamente scadente», e numerosi episodi di rifiuti lasciati davanti ai cancelli dopo lo svuotamento o bidoni lanciati dagli operatori. È emerso anche il timore che tariffe troppo alte spingano i non residenti ad abbandonare sacchi nei boschi o lungo le strade comunali. Sul fronte delle eccezioni, un cittadino ha sollevato il paradosso di chi pratica il compostaggio domestico ma è comunque costretto a pagare la quota per l’umido, mentre per le utenze non domestiche — come la ristorazione — la Tarip è stata definita una vera e propria «mazzata».

L’intervento del sindaco di Brunello: «Una scelta dettata dai numeri»

Tra gli interventi più attesi vi è stato quello del sindaco del vicino comune di Brunello, uno dei comuni che ha già abbandonato Coinger. «La mia scelta è stata dettata dai numeri», ha esordito, criticando aspramente il sistema Tarip del gestore: «Non ha senso avere un conferimento minimo basato sulla superficie. In un comune Coinger dove ho un’attività, la mia Tari è raddoppiata».

Verso la decisione

Il sindaco di Albizzate ha concluso ricordando che il tempo stringe: l’accordo “a doppia velocità” scadrà a breve e la comunicazione della scelta dovrà avvenire entro il 30 giugno. «Se dovessimo restare, cercheremmo comunque di negoziare un ingresso posticipato al 2028, per avere il tempo di sistemare il bilancio comunale». La palla passa ora ai capigruppo e alla giunta, che nei prossimi giorni dovranno decidere se restare su Coinger o intraprendere una strada autonoma.

Il nodo del bando: pochi gestori e procedure da rispettare

Il sindaco Mirko Zorzo ha poi affrontato un aspetto spesso sottovalutato nel dibattito sull’eventuale uscita da Coinger: trovare un nuovo gestore non è né semplice né scontato. «Non è che hai la fila fuori dalla porta, in questa zona», ha detto con franchezza. Il mercato è ristretto: i nomi che circolano sono sostanzialmente sempre gli stessi. «Non c’è tutta questa concorrenza: sono sempre quelli che hanno i requisiti e si aggiudicano gli incarichi», ha aggiunto Zorzo.

Sul piano procedurale, il sindaco ha precisato che un’eventuale uscita non si tradurrebbe in una trattativa diretta: trattandosi di importi ben superiori alle soglie per gli affidamenti diretti, l’amministrazione sarebbe tenuta ad avviare una procedura pubblica, con tutti i passaggi che ne conseguono. Sarà la giunta o il consiglio comunale a fissare gli obiettivi; il responsabile d’area provvederà poi agli atti di gestione — le cosiddette determine — fino all’individuazione del nuovo soggetto affidatario.

Un ultimo elemento ha temperato le critiche più accese della serata: nonostante le inefficienze contestate, Zorzo ha ricordato che «Coinger è ancora una delle realtà che, alla fine, chiede meno sul territorio lombardo». Un dato che non chiude il dibattito, ma che pesa nella bilancia di una decisione tutt’altro che facile.

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Pubblicato il 21 Aprile 2026
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