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“Per Golasecca e non per la campagna elettorale”: il programma di Gianni Bullo e le Rondini

"Il denaro pubblico è sacro". Il candidato presenta la squadra e un piano amministrativo che punta sulle competenze dei candidati: tra le proposte il maggiordomo di paese e una nuova strategia per Malpensa: "Sedersi ai tavoli giusti per far sentire la propria voce"

Golasecca le rondini

«Il denaro pubblico è sacro». Poggiando sul tavolo della sala civica il piano amministrativo (un possibile dup in caso di vittoria) de le Rondini il candidato sindaco Gianni Bullo s’appella alla responsabilità di una squadra «moralmente sana», costituita al di là dei partiti. Il programma, «costruito per governare e non per la campagna elettorale» segue uno schema: individuazione del problema, possibile soluzione, intenzioni da parte della lista, ed è stato costruito in oltre un anno e mezzo di lavoro a Golasecca sulla base di cinque principi chiari: realismo, responsabilità, priorità, trasparenza e progettualità.

Nella presentazione di lunedì 20 aprile nella sala civica del municipio, Bullo ha definito la “bussola” della sua squadra: «Pagare le tasse costa sacrificio. Ogni sacrificio e ogni risorsa del Comune deve tornare ai cittadini sotto forma di servizi, interventi utili e risultati concreti». Il gruppo si presenta come «un’alternativa civica e autenticamente indipendente perché il futuro di Golasecca deve essere costruito fuori dalle logiche di schieramento e dalle appartenenze ideologiche».

Secondo la visione di Bullo, un Comune oggi cresce solo se ha la capacità tecnica di intercettare i bandi e le opportunità di finanziamento che spesso sono sfuggite nella città sul Ticino. Michele Calderara entra nel dettaglio della gestione finanziaria e della sicurezza, convinto che la serietà di un’amministrazione si misuri dalla capacità di controllare gli atti. «Essere virtuosi non vuol dire essere nobili» spiega Calderara, sottolineando come la tenuta dei conti del passato sia un merito da riconoscere, ma che oggi serva una struttura della spesa meno rigida e più orientata ai risultati concreti.

Sul fronte della sicurezza, il piano prevede un audit immediato degli impianti di videosorveglianza per verificare quali telecamere siano realmente in funzione. La squadra, che comprende Anna Baldassarri, Luca Caielli, Maria Angela Cannas, Giacomo De Gradi, Barbara Gelmini, Barbara Gestra, Stefania Salvi e Jonathan Stocco, ha diviso il lavoro per competenze specifiche. In lista anche un volto molto conosciuto in paese, quello di Mario Balzarini, che ha ricordato come la sua spinta a candidarsi arrivi da un progetto del passato legato all’ampliamento delle aree sportive e dei parcheggi, mai decollato per scelte urbanistiche diverse.

Se appunto ogni candidato è stato scelto per poter ricoprire deleghe specifiche, la lista e Bullo aspettano l’esito delle urne per stabilire la composizione di una possibile giunta. In linea di principio, chiarisce il candidato sindaco, non dovrebbe essere previsto l‘inserimento di un assessore esterno. Ma, appunto, questi discorsi prenderanno piede solo dopo le elezioni. Questo anche perché, aggiungiamo noi, bisogna sempre tenere conto di quali consiglieri saranno eletti.

Tornando al programma, per i servizi di prossimità, Barbara Gelmini ha insistito sulla necessità di un medico di medicina generale stabile e sulla creazione di uno sportello digitale che aiuti i cittadini meno esperti a gestire prenotazioni e burocrazia sanitaria. Stefania Salvi ha invece proposto l’introduzione della figura del maggiordomo di paese e l’attivazione del servizio civile per dare risposte concrete alle fasce più deboli della popolazione. Anche la cultura, nelle parole di Anna Baldassarri, deve uscire dall’isolamento: l’obiettivo è riaprire con costanza il centro museale Gam –  «troppo spesso chiuso» – e trasformare la biblioteca in un luogo di aggregazione per i ragazzi.

Il capitolo su Malpensa è stato affrontato dallo stesso Bullo, che si riserverà la delega in caso di vittoria «per sedersi ai tavoli giusti e affrontare un tema tanto complesso con una voce autorevole» ha dichiarato: «Non vogliamo andare contro la modernità, ma la gente ha diritto a una qualità della vita rispettabile» ha concluso il candidato sindaco.

L’intero impianto programmatico delle Rondini si configura come un’analisi tecnica che va oltre la scadenza elettorale. Il gruppo ha infatti ribadito che le oltre 30 pagine di proposte non andranno perdute: se i cittadini non dovessero scegliere la loro proposta, il documento rimarrà a disposizione della comunità come base di studio e analisi. «Perché, al di là del risultato elettorale, ciò che conta è aver lavorato per il paese».

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Marco Tresca
marco.cippio.tresca@gmail.com
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Pubblicato il 22 Aprile 2026
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