Uneba Varese incontra la politica regionale: “Non più RSA, ma centri di servizi per assistere gli anziani a casa”
L'associazione che raduna 52 strutture socio sanitarie del territorio ha incontrato gli esponenti regionali per condividere riflessioni per il futuro
Una riflessione sul futuro dell’assistenza agli anziani, ma anche una proposta concreta per ripensare il ruolo delle strutture residenziali sociosanitarie. È questo il cuore della serata promossa da Uneba Varese, che ha riunito esponenti della politica regionale del territorio, tra cui il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, l’assessore regionale Francesca Caruso e i consiglieri varesini presenti in Regione: Samuele Astuti, Emanuele Monti, Romana Del’Erba e Giuseppe Licata.
L’incontro è stato l’occasione per presentare un cambio di paradigma: superare l’idea tradizionale di RSA (Residenze sanitarie assistenziali) per evolvere verso un modello più ampio e integrato, sintetizzato nel nuovo acronimo CSA, “Centri di Servizi Assistenziali”.
«Ci siamo permessi di fare questa proposta, anche in modo un po’ provocatorio – ha spiegato il presidente di Uneba Varese Luca Trama che raduna 52 strutture socio sanitarie– perché noi non siamo più semplicemente RSA. L’anziano, quando possibile, deve rimanere a casa: è la casa il miglior luogo di cura».
Un’affermazione che non mette in discussione il valore delle strutture residenziali, definite “posti bellissimi”, ma che sottolinea una direzione ormai sempre più condivisa: privilegiare la permanenza degli anziani nel proprio ambiente di vita, affiancata da servizi adeguati.
In questo senso, il modello CSA si propone come una rete di servizi capace di operare non solo all’interno delle strutture, ma anche nelle case delle persone. Dalla residenzialità leggera alle cure domiciliari, fino a formule integrate come i centri diurni o le “case albergo”, l’obiettivo è ampliare l’offerta e rispondere in modo più flessibile ai bisogni della popolazione anziana.
«Non siamo più la casa di riposo – ha ribadito Trama – ma strutture che lavorano con il territorio e con le famiglie, offrendo una pluralità di servizi».
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato anche come Regione Lombardia abbia da tempo intrapreso un percorso in questa direzione, investendo sui servizi territoriali. Una visione definita “lungimirante”, che ora richiede però un ulteriore passo avanti, anche attraverso il coinvolgimento diretto degli operatori del settore.
«Noi vogliamo essere protagonisti di questo cambiamento – è stato sottolineato – contribuendo alla ricostruzione di un sistema che la Regione sta rivedendo. Siamo in prima linea e riteniamo importante che la nostra voce venga ascoltata».
Alla serata ha portato il proprio saluto il presidente Fontana, che ha riconosciuto il ruolo centrale delle RSA e delle associazioni come Uneba, in una fase particolarmente complessa per il comparto.
«Le RSA sono realtà fondamentali – ha evidenziato – ma stanno vivendo momenti difficili, così come l’intero sistema dell’assistenza. I costi rischiano di diventare insostenibili e per questo è necessario stare loro vicino, lavorare insieme per individuare soluzioni alternative e nuove possibilità di sostenibilità».
Tra le prospettive emerse, la necessità di diversificare le fonti di entrata e di sviluppare nuovi servizi, per evitare che il peso economico ricada esclusivamente sulle famiglie e sulle istituzioni.
La serata si è così configurata non solo come un momento di confronto, ma anche come un primo passo verso una ridefinizione del sistema di assistenza agli anziani in Lombardia, sempre più orientato all’integrazione tra strutture e territorio.
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