Il paesaggio tra natura e città: a Olgiate Olona una riflessione sul futuro
Nel terzo incontro sui temi ambientali Futura Civitas si è concentrata sull'architettura del paesaggio, ospite la professoressa Sara Protasoni
Venerdì scorso 22 maggio si è svolto il terzo incontro del ciclo che l’Associazione Futura Civitas ha voluto dedicare ai temi ambientali. Dopo la conferenza sull’importanza delle piante negli ambienti cittadini tenuta dall’agronomo Daniele Zanzi e quella sul consumo di suolo del professor Paolo Pileri, è stata la volta di un’altra tematica di grande attualità, l’architettura del paesaggio, illustrata dalla professoressa Sara Protasoni, titolare della relativa cattedra presso il Politecnico di Milano.
L’incontro si inserisce in particolare nel percorso culturale che Futura Civitas ha voluto inaugurare per tenere viva l’attenzione sui temi del futuro Pgt che
l’amministrazione sta predisponendo in queste settimane.
“L’architettura del paesaggio, che si occupa della gestione sostenibile del territorio e di riqualificazione ambientale, si focalizza sulla progettazione degli spazi verdi urbani ed extraurbani, come parchi, giardini, piazze e aree dismesse con l’obiettivo di creare ambienti armoniosi e funzionali, sia dal punto di vista ecologico che architettonico e soprattutto sociale, che consentano la migliore integrazione possibile tra natura e città, migliorando la qualità della nostra vita”.
Molto interessanti infatti sono stati i numerosi esempi di progetti realizzati in varie città d’Europa per la riqualificazione di piazze e aree abbandonate. “Le più recenti linee guida, dettate dalla Convenzione Europea del 2000, che riconosce il paesaggio quale soggetto giuridico portatore di diritti, si ispirano a principi di
salvaguardia e valorizzazione del patrimonio storico e culturale del luogo, all’utilizzo di materiali che mitighino il rischio idrogeologico e di aree verdi integrate che conservino la biodiversità e forniscano benessere psicofisico alla comunità”.

“Non ultimo infatti, nello specifico per la nostra Olgiate Olona, l’invito della professoressa Protasoni, che si è anche occupata del nostro fiume, a “ripensare” la mappa degli spazi aperti da riqualificare, individuando, oltre a quelli urbani tradizionali come le piazze, anche gli spazi naturali caratterizzanti il nostro territorio e che possano diventare nuovi stimolanti e vitali punti di aggregazione per la comunità. Interessante sarebbe, sempre per Protasoni, creare tra questi luoghi una rete di percorsi ciclopedonali, a rappresentare un legame simbolico, oltre che fisico, che definisca e delinei l’architettura del nostro paesaggio. In quest’ottica, quindi, i progetti di riqualificazione richiedono una visione ampia sulla quale si sviluppi un disegno complessivo che tenda a portare il verde nello spazio urbano delle piazze e la comunità nel verde extraurbano che la circonda”.
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