Montagna lombarda, nasce il gruppo di lavoro per salvare pascoli e alpeggi
Al via al Pirellone un tavolo congiunto tra due commissioni per contrastare lo spopolamento e valorizzare le produzioni d'alta quota
Garantire il “diritto a restare” a chi vive e lavora nelle terre alte della regione, abbattendo la burocrazia e potenziando i servizi sul territorio. Con questo obiettivo si è insediato ufficialmente in Consiglio regionale il gruppo di lavoro “Salvaguardia di pascoli, malghe e alpeggi: sostegno all’agricoltura e all’allevamento di montagna”.
Il tavolo nasce dall’azione congiunta della Commissione “Agricoltura, Montagna e Foreste” e della Commissione speciale “Valorizzazione e tutele dei territori montani e di confine”. Coordinato da Giacomo Zamperini (Presidente della Commissione speciale Territori montani), il gruppo vede la partecipazione dei consiglieri regionali Michele Schiavi, Carlo Bravo, Alberto Mazzoleni, Marisa Cesana, Giovanni Malanchini, Paola Pollini, Jacopo Scandella e Silvana Snider, affiancati dalle Direzioni Generali regionali e dagli enti di settore.
I temi sul tavolo: dai grandi carnivori alle infrastrutture
L’obiettivo strategico è la stesura di proposte concrete e operative a sostegno dell’economia zootecnica e agricola di quota. Il confronto si concentrerà su sette pilastri fondamentali:
Valorizzazione degli alpeggi e delle malghe lombarde;
Sostegno alle produzioni casearie tradizionali e identitarie;
Sicurezza alimentare e snellimento delle procedure burocratiche;
Infrastrutture e accessibilità per le aree isolate;
Gestione dei grandi carnivori (lupi e orsi) a tutela delle greggi e delle mandrie;
Competitività delle imprese montane e rilancio delle aree interne.
“Il nostro obiettivo è trovare un equilibrio tra tutela della salute pubblica, sostegno alle aziende agricole e difesa delle nostre produzioni – sottolinea Giacomo Zamperini –. Non possiamo permettere che la burocrazia, l’assenza di servizi o la mancanza di investimenti mettano in crisi un patrimonio economico, culturale e ambientale che appartiene a tutti i lombardi”.
Verso una nuova legge per l’agricoltura di montagna
Il percorso del gruppo di lavoro non si esaurirà nelle stanze della politica milanese: le prossime tappe prevedono il coinvolgimento diretto del territorio. Saranno infatti ascoltati consorzi di tutela, operatori del settore, ATS, associazioni di categoria, enti locali e stakeholder.
L’obiettivo finale è raccogliere queste istanze per tradurle in tempi brevi in un atto formale: una proposta di Risoluzione regionale o, in alternativa, una specifica proposta normativa interamente dedicata all’agricoltura di montagna.
“Il principio europeo del ‘Right to Stay’, il diritto a restare, deve tradursi in una possibilità reale – conclude Zamperini –. Una persona deve poter costruire il proprio futuro nei territori montani senza essere costretta ad andarsene per avere servizi o opportunità dignitose. Le nostre montagne non chiedono assistenzialismo, ma strumenti per continuare a essere competitive, attrattive e moderne”.
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