Gallarate riscopre Fratel Venzo, il gesuita-pittore: al Museo degli Studi Patri una mostra di opere inedite
Nato nel Veneto povero, emigrato per cercar fortuna nella vivace Parigi degli anni Venti-Trenta, con l'arrivo all'Aloisianum di Gallarate trovò un riconoscimento. "Un omaggio a un autore che è già parte della storia della città"
Prima artista cosmopolita nella Parigi delle avanguardie, poi gesuita capace di trasformare il colore in esperienza spirituale. La vicenda di Fratel Venzo attraversa gran parte del Novecento e si intreccia profondamente con la storia di Gallarate, la città che negli ultimi decenni della sua vita, attraverso l’Aloisianum, ne riconobbe pienamente il valore umano e artistico.
Nato nel 1900 a Rossano Veneto, pianura povera, Venzo maturò la propria formazione durante il lungo soggiorno parigino iniziato nel 1925. Nella capitale francese frequentò gli ambienti artistici più vivaci del tempo, esponendo anche accanto a nomi come Giorgio De Chirico e Filippo De Pisis. Dal 1929 al 1939 partecipò ogni anno alle esposizioni della Société des Artistes Indépendants, consolidando una ricerca pittorica personale e in continua evoluzione (foto di apertura: “Nei pressi di Sarego”, collezione privata).
Fu però l’incontro con il Sudamerica a segnare una svolta decisiva. In quei paesaggi e in quella luce intensa scoprì una nuova dimensione del colore, che sarebbe diventata la cifra più riconoscibile della sua pittura, con toni espressionisti. Rientrato in Italia a causa della guerra, nel 1941 entrò nella Compagnia di Gesù come fratello coadiutore assumendo il nome di Fratel Venzo, senza però interrompere del tutto la propria attività artistica.
Dopo gli anni trascorsi nelle case gesuite di Lonigo, dal 1961 si stabilì a Gallarate. Fu all’Aloisianum che la sua opera trovò un ambiente capace di valorizzarla pienamente, riconoscendone non solo la dimensione religiosa ma anche quella strettamente artistica. Gallarate divenne così la città che lo accolse nell’ultimo terzo della sua vita, contribuì a valorizzare la sua opera (in un contesto di vivacità artistica e di critica) e che ancora oggi ne conserva la memoria. Fratel Venzo morì nel 1989, lasciando un patrimonio di opere che continua a essere studiato e apprezzato.
A Fratel Venzo – ma in qualche modo anche alla città – è dedicata la mostra “Fratelvenzo. Inedito gallaratese”, allestita dal 20 giugno al 12 luglio 2026 al Museo della Società Gallaratese per gli Studi Patri, uno dei luoghi in cui si custodisce e si sedimenta, si stratifica la memoria cittadina, anche quella più recente.
L’esposizione nasce dalla collaborazione tra la Studi Patri, collezionisti privati e l’Associazione Amici di Fratel Venzo, fondata nel 2007 per promuovere e valorizzare l’opera dell’artista.
«La mia idea era proporre una mostra di quadri inediti di Fratel Venzo, una collaborazione tra collezionisti privati e la Studi Patri», spiega Massimo Palazzi, presidente della Studi Patri.
«Verranno esposti quadri mai presentati in una mostra, solo qualcuno compare nel catalogo generale dell’opera di Fratel Venzo. È poi anche un modo per ricordare che la Studi Patri ha costituito la sua collezione grazie alle donazioni dei collezionisti gallaratesi, soprattutto negli anni Venti e Trenta. Infine raccontare un autore che, pur essendo moderno, fa già parte della storia della città ed è stato molto amato dai gallaratesi».

Tra le opere esposte – da collezioni private – non mancheranno sorprese. «Vedremo anche un primo Fratel Venzo, un’opera del 1930, quando era a Parigi e la sua produzione era completamente differente», anticipa Palazzi, offrendo così ai visitatori la possibilità di confrontarsi con fasi diverse della sua ricerca.
Contributo fondamentale all’organizzazione è quello dato dall’associazione guidata da Luca Graffeo, che da anni lavora per diffondere la conoscenza dell’artista: nel corso della sua carriera Fratel Venzo partecipò a circa cento mostre, una quindicina delle quali personali, esponendo in Italia, in Sudamerica e anche a Parigi, dove nel 2004 una sua mostra fu ospitata nella chiesa di Notre-Dame de la Consolation.
Le opere inedite vengono soprattutto da collezioni private, raccontano un altro pezzo della storia di Fratel Venzo, la committenza e mecenatismo legato alla città. Palazzi sottolinea che la mostra va a
L’inaugurazione è prevista per sabato 20 giugno. Alle ore 16 il chiostrino del museo ospiterà un concerto del Conservatorio “Giacomo Puccini”, dedicato alla musica da camera e ad autori del Novecento legati alla stagione culturale europea frequentata dall’artista. Alle 17 seguirà l’apertura ufficiale della mostra.
Il programma del concerto comprende musica da camera e anche Henri Sauget e Astor Piazzolla, con brani che riportano anche alla Parigi vissuta da Fratel Venzo. «Sarà anche una sorta di preludio al concerto che il Conservatorio Puccini terrà il 4 ottobre, giorno di San Francesco e anniversario dell’inaugurazione del museo avvenuta cento anni fa», conclude Palazzi.
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