Tra guerre, sovranità e innovazione: la sfida di un mondo più frammentato
Dall’analisi geopolitica di Paolo Magri alle riflessioni sulla sovranità digitale e sull’intelligenza artificiale di Stefano Bortoli di Leonardo Aeronautica
Un mondo più frammentato, meno ordinato e attraversato da crisi che si susseguono senza lasciare il tempo di assorbire gli effetti della precedente. È questa la fotografia tracciata da Paolo Magri, presidente del Comitato Scientifico dell’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale), nel suo intervento dedicato agli scenari internazionali e alle trasformazioni che stanno ridefinendo gli equilibri globali.
Un’analisi che invita alla prudenza anche di fronte ai segnali positivi provenienti dai negoziati e dalle crisi in corso. Magri ha messo in guardia dal rischio di cadere in una narrazione eccessivamente ottimistica. Alcuni accordi e alcuni segnali di distensione rappresentano certamente elementi incoraggianti, ma non autorizzano a pensare che tutto possa tornare rapidamente come prima. Le conseguenze dei conflitti, delle tensioni geopolitiche e delle crisi energetiche continueranno infatti a produrre effetti nel medio e lungo periodo.
ALLA RICERCA DI PROTEZIONE
Secondo il presidente del Comitato Scientifico dell’Ispi, il mondo sta entrando in una fase caratterizzata da una crescente ricerca di protezione. Protezione militare, economica, energetica e tecnologica diventano priorità per governi, imprese e cittadini. Ma proprio questa corsa alla protezione contiene un paradosso. Se tutti cercano di difendersi contemporaneamente, il risultato potrebbe non essere una maggiore sicurezza collettiva.
Magri ha utilizzato una metafora efficace, paragonando la situazione a un ristorante rumoroso in cui tutti alzano la voce per farsi sentire, contribuendo però ad aumentare il rumore generale. Nel nuovo contesto globale, inoltre, la politica torna ad avere un ruolo centrale.
NUOVE PRIORITÀ
Dopo anni dominati dalla ricerca dell’efficienza e dall’organizzazione delle catene globali del valore, oggi emergono nuove priorità. Le imprese sono chiamate a ripensare i modelli produttivi, privilegiando affidabilità, prossimità e resilienza rispetto alla sola convenienza economica. Una trasformazione che comporta inevitabilmente costi maggiori, ma che viene percepita come necessaria per affrontare un contesto internazionale sempre più incerto.
SOVRANITÀ TECNOLOGICA
Accanto alle questioni geopolitiche, ampio spazio è stato dedicato ai temi della trasformazione digitale e dell’intelligenza artificiale con Stefano Bortoli, managing director di Leonardo Aeronautica. Al centro del suo intervento il concetto di sovranità tecnologica, considerato un elemento strategico per la competitività industriale e per la sicurezza.
Bortoli ha spiegato come la scelta dei partner e delle filiere produttive sia diventata oggi un fattore determinante. Se in passato la globalizzazione spingeva a cercare il costo minimo e il fornitore più conveniente, le esperienze del Covid e delle successive tensioni internazionali hanno evidenziato la fragilità di catene di approvvigionamento troppo estese e dipendenti da singoli attori.
LEONARDO INVESTE IN INFRASTRUTTURE PROPRIETARIE
In questo quadro la dimensione digitale assume un valore fondamentale. Leonardo ha investito in infrastrutture proprietarie e in un supercomputer per garantire il controllo e la protezione dei dati, considerati una risorsa strategica sia dal punto di vista industriale sia da quello della sicurezza. Per l’azienda, la sovranità dei dati rappresenta una condizione indispensabile per lo sviluppo di prodotti ad alta tecnologia e per la tutela dei propri clienti. Particolare attenzione è stata riservata anche all’intelligenza artificiale. Bortoli ha sottolineato come l’obiettivo non sia sostituire il lavoro umano, ma aumentare produttività ed efficienza, migliorando al tempo stesso la qualità del lavoro.
INNOVAZIONE TECNOLOGICA
L’innovazione tecnologica è dunque uno strumento di progresso capace di rendere più efficaci i processi industriali e di creare nuove opportunità di crescita. Un esempio concreto arriva dal settore dell’addestramento dei piloti. Leonardo ha sviluppato sistemi avanzati che integrano strumenti digitali e simulazione, consentendo di ridurre i tempi di formazione sui velivoli reali e di raggiungere standard qualitativi elevati. Un modello che ha già attirato piloti provenienti da numerosi Paesi e che conferma il ruolo dell’Italia come punto di riferimento internazionale nel settore.
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