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Il potere e il conflitto: l’Antitempesta della Scuola di teatro delle Arti selezionata da Dacia Maraini per il festival di Arona

Scritto nel 2025 dagli attori insieme a Giulia Provasoli rilegge la Tempesta di Shakespeare in dialogo con i temi della contemporaneità. Come racconta la stessa genesi del testo e della messa in scena, partita dalle acque e che adesso torna alle acque

Antitempesta Gallarate

La Scuola di teatro delle Arti di Gallarate si guadagna il palcoscenico prestigioso di Teatro sull’acqua ad Arona: lo spettacolo Antitempesta è stato selezionato dalla direzione artistica di Dacia Maraini per il festival internazionale di teatro sulle sponde del Lago Maggiore. Sarà in scena martedì 1°settembre, al lido della città, in corso Europa.

Messo in scena da gruppo Bausch della scuola, con la regia di Giulia Provasoli, Antitempesta è uno dei tre spettacoli creati nel 2025 da altrettanti gruppi della Scuola partendo dalla Tempesta di William Shakespeare, riletta secondo la sensibilità contemporanea. Incentrato sul tema del potere, dialoga in modo esplicito e non banale con il contesto di oggi.

«Quando abbiamo presentato lo spettacolo non sapevamo se sarebbe stato ammesso un testo di una scuola di teatro» racconta con emozione Giulia Provasoli, che dirige la scuola di teatro e firma la regia, oltre ad avere contribuito alla scrittura dello spettacolo insieme agli interpreti (Nicolò Aldrighetti, Stefano Canziani, Stefania D’Anna, Luisa Donner, Alessandro Forner, Martina Peron, Giulia Petrolio, Ylenia Racalbuto, Anna Saibene, Anita Tozzi).
La selezione è stata una sorpresa. «Innanzitutto c’è dentro il tema dell’acqua, che dialoga con il titolo della rassegna». Tema che è ovviamente nel testo shakespeariano ed è evocato in modo forte, in scena, dalla presenza del relitto di una barca in legno – dal Lago Maggiore – che ha caratterizzato tutti e tre gli spettacoli 2025 messi in scena dalla Scuola.  Dentro alla rilettura contemporanea emerge «il tema del conflitto: politico, generazione, famigliare, di coppia».

E ancora il tema della violenza della coppia e «un’eco del tema dei progetti di espulsione dei migranti».
Nel 2025 lo spettacolo andò in scena a Gallarate, per simbolica coincidenza, pochi giorni dopo il Remigration Summit, la riunione della nuova destra radicale europea: il relitto della barca “sfilò” per il centro cittadino proprio mentre il centro era militarizzato per il summit della destra razzista e per le contemporanee, pacifiche contestazioni in piazza.

Una rilettura che richiama temi «che ci interrogano oggi come individui e come comunità»: i legami familiari e affettivi, la guerra e il desiderio di potere, la violenza sulle donne e su chi non ha privilegi, le nuove forme di discriminazione. Lo spettacolo procede per immagini e suggestioni, seguendo un percorso emotivo più che narrativo, in bilico costante tra sogno e veglia. «Per la Scuola è un riconoscimento artistico importante» conclude Provasoli. Un riconoscimento che segue quello della città per il lavoro formativo svolto dentro alla più ampia, stimolante esperienza del Centro Culturale Teatro delle Arti, laboratorio di riflessione sull’arte e il mondo contemporaneo.

Il Teatro delle Arti di Gallarate presenta una stagione di prosa tra grandi interpreti, classici e contemporaneo

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 06 Luglio 2026
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