Kur Art, l’associazione che sogna medici che prescrivono arte e cultura
Un gruppo di professionisti sociosanitari del territorio ha dato vita a Kur Art, realtà che vuole trasformare attività artistiche e culturali in strumenti riconosciuti per sostenere persone fragili, anziani e giovani
L’arte come strumento di cura, accanto alla medicina tradizionale. È questa l’idea alla base di Kur Art, associazione di promozione sociale nata a Varese per diffondere la prescrizione sociale e culturale, un approccio che punta a integrare attività artistiche e relazionali nei percorsi di benessere delle persone.
Il progetto è stato raccontato nella nuova puntata di “Soci All Time”, la trasmissione di Radio Materia e Csv Insubria dedicata alle realtà associative del territorio. A presentare la storia e gli obiettivi di Kur Art sono stati il presidente Claudio Tosetto e Roberta Barbatelli, intervistati da Orlando Mastrillo.
Che cos’è la prescrizione sociale e culturale
La prescrizione sociale e culturale nasce nei Paesi anglosassoni e si basa sull’idea che la salute non dipenda soltanto dalla cura della malattia, ma anche dalla qualità delle relazioni, dalla partecipazione alla vita sociale e dall’accesso alla cultura.
Il metodo prevede che il medico di medicina generale o il pediatra possano individuare situazioni di fragilità e indirizzare la persona verso attività artistiche, culturali o sociali capaci di affiancare le terapie tradizionali.
«Non si tratta di sostituire la medicina convenzionale, ma di creare un percorso integrato che migliori il benessere della persona», spiegano i promotori.
Un ruolo centrale è quello del “link worker”, una figura che fa da collegamento tra il mondo sanitario e le opportunità presenti sul territorio. Il suo compito è conoscere le attività disponibili e accompagnare la persona verso il percorso più adatto alle sue esigenze.
Teatro, cammini e libri come strumenti di benessere
Le attività che possono rientrare nella prescrizione sociale sono molteplici: dai laboratori teatrali ai percorsi nei musei, dalla danza ai gruppi di cammino, fino alla biblioterapia.
Kur Art lavora in particolare su tre ambiti: il teatro sociale, i cammini psicoeducativi e la lettura come strumento di relazione e crescita.
Il teatro sociale propone percorsi in cui utenti e operatori partecipano insieme alla costruzione di spettacoli, superando le differenze di ruolo e creando occasioni di espressione e confronto.
I cammini psicoeducativi uniscono il movimento all’aperto con momenti di riflessione guidati da professionisti, mentre la biblioterapia utilizza libri, lettura condivisa e iniziative come il book sharing o i poetry slam per favorire incontro e partecipazione.
Kur Art: una rete di professionisti nata a Varese
L’associazione è stata costituita formalmente il 19 gennaio 2026 ed è formata da circa venti professionisti del settore sociosanitario, tra medici, psicologi ed educatori, molti dei quali con esperienza nel lavoro con persone fragili e con problematiche legate alle dipendenze.
Il nome Kur Art nasce dall’unione dei concetti di “cura” e “arte” e rappresenta la missione dell’associazione: portare la dimensione culturale dentro i percorsi di salute.
Tra gli obiettivi c’è anche la formazione dei link worker, considerati figure fondamentali per costruire una rete territoriale capace di collegare servizi sanitari, associazioni e realtà culturali.
Il modello guarda anche alla sostenibilità della sanità
Secondo gli studi realizzati nei Paesi dove la prescrizione sociale è già attiva, questi percorsi possono avere effetti positivi non solo sulla qualità della vita delle persone, ma anche sull’organizzazione sanitaria.
Un esempio citato dai promotori riguarda una ricerca britannica secondo cui per ogni sterlina investita in questi programmi il sistema sanitario potrebbe ottenere un risparmio compreso tra 8 e 10 sterline.
L’obiettivo di lungo periodo di Kur Art è arrivare anche in Lombardia a un riconoscimento istituzionale della prescrizione artistica, con la possibilità per i medici di base di indicare attività culturali attraverso strumenti dedicati, come già avviene in altre regioni italiane.
«Vorremmo dare alle persone fragili pietre da scolpire o fogli bianchi su cui dipingere, offrendo strumenti concreti per ritrovare energia, relazioni e possibilità», è il messaggio dell’associazione.
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