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Sanità, Varese fa il pieno di nuovi Oss e Asa: qui il 17% dei corsisti lombardi

Fratelli d'Italia plaude al bando regionale da 1.400 posti: «Segnale importante per le strutture e le famiglie del territorio. Platea composta soprattutto da donne over 40»

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C’è anche la provincia di Varese in prima fila nel piano di Regione Lombardia per il rafforzamento del personale socio-sanitario e assistenziale. Il territorio varesino ha risposto con forza al bando finanziato tramite i fondi europei Fse+ 2021-2027, intercettando ben il 17% dei partecipanti complessivi a livello regionale: un dato che posiziona la provincia alle spalle della sola Milano e in linea con i numeri di Bergamo.

Il piano ha portato all’ammissione di 60 progetti per circa 1.400 studenti totali in tutta la Lombardia, traducendosi nell’avvio di 57 corsi (26 per Asa, ausiliari socio-assistenziali, e 31 per Oss, operatori socio-sanitari) distribuiti su tutte le province per rispondere alla carenza di personale.

Un aiuto a strutture e famiglie

A commentare positivamente i dati sono i consiglieri regionali varesini di Fratelli d’Italia, Romana Dell’Erba e Luigi Zocchi: «La forte adesione del nostro territorio conferma l’attenzione di Regione verso il fabbisogno concreto delle strutture locali. Oss e Asa non sono figure accessorie, ma un presidio fondamentale di assistenza e cura. Potenziarle significa dare continuità ai servizi, alleggerire i carichi di lavoro delle RSA e dei centri diurni, e offrire risposte alle famiglie che assistono anziani e persone non autosufficienti».

Il profilo dei corsisti: donne e over 40 in cerca di occupazione

Oltre alla valenza assistenziale, la misura si inserisce nel contesto delle politiche attive del lavoro. I corsi, essendo completamente finanziati dall’ente pubblico, offrono una strada di reinserimento a persone disoccupate che faticherebbero a sostenere i costi di una formazione privata.

I dati sull’identikit dei frequentanti parlano chiaro: l’86% degli iscritti è donna e il 56% ha un’età superiore ai 40 anni.

«Un ringraziamento va alla giunta lombarda – concludono Dell’Erba e Zocchi – per una misura che riesce a unire l’esigenza della formazione professionale, il ricollocamento lavorativo e l’innalzamento della qualità dei servizi per i soggetti più fragili».

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Pubblicato il 06 Luglio 2026
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