Dal dancefloor a Caporetto: Max De Giovanni sulle tracce del bisnonno Tobia
Lettere dal fronte, archivi italiani ed europei e una ricerca durata anni. Giovedì 10 settembre alle 18.30 a Materia, Max De Giovanni presenta Cercando Tobia, la storia del bisnonno disperso nella Grande Guerra
Per anni il suo terreno di ricerca è stato la musica. I dj, la nightlife, i club, le mode e i linguaggi del divertimento. Poi, quasi all’improvviso, il cambio di prospettiva: dalla consolle alle trincee della Prima guerra mondiale, dalle piste da ballo agli archivi di Stato, alla ricerca di un uomo scomparso più di un secolo fa.
È da questo scarto, tanto netto quanto personale, che nasce Cercando Tobia, il libro con cui Max De Giovanni ricostruisce la storia del bisnonno Tobia Ernesto Bendazzi, bracciante della bassa ravennate, partito per il fronte e ufficialmente disperso nel 1917 nei giorni di Caporetto. Il volume sarà al centro dell’incontro in programma giovedì 10 settembre alle 18.30 a Materia di Castronno, in una serata che intreccerà racconto, documenti, immagini e letture di alcune delle lettere più significative.
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De Giovanni arriva a questo lavoro dopo anni trascorsi a scrivere di musica, clubbing e professione del dj. Ha pubblicato Disco Selector. Professione dj, la storia e collaborato con riviste e siti specializzati nel mondo della nightlife. Con Cercando Tobia, però, il centro della sua ricerca cambia completamente: al posto delle notti romagnole ci sono la Grande Guerra, la memoria familiare e le tracce lasciate da un uomo di cui in famiglia era rimasto soprattutto il ricordo di un’assenza.
Il punto di partenza sono le lettere dal fronte conservate per anni nell’archivio familiare. Parole che non raccontano soltanto una guerra, ma una vita quotidiana sospesa tra paura, nostalgia, amicizia, solidarietà e il bisogno costante di mantenere un legame con casa. È forse questo il cuore più forte del libro: riportare la Grande Guerra alla dimensione degli uomini che la vissero.
Dietro i numeri delle battaglie, i nomi dei reggimenti e le date dei bollettini militari ci sono infatti persone strappate alla famiglia, al lavoro, alla terra. Nel caso di Tobia, un bracciante proveniente da una realtà segnata dalla povertà e dalla precarietà, catapultato in un conflitto che avrebbe cambiato per sempre la storia europea e, nel suo caso, anche quella della propria famiglia.
Da quelle lettere prende forma una ricerca lunga e paziente. De Giovanni attraversa archivi di Stato italiani ed europei, documenti militari, diari di reggimento e fonti storiche nel tentativo di ricostruire con precisione il percorso del bisnonno. Un lavoro quasi investigativo, che lo porta anche a rintracciare i discendenti di alcuni commilitoni. Il libro finisce così per muoversi su più livelli.
Da una parte c’è la storia individuale di Tobia; dall’altra quella di un’intera generazione mandata al fronte. E poi c’è il ritratto sociale dell’Italia di allora, in particolare di quella bassa ravennate fatta di lavoro agricolo, povertà, famiglie numerose e vite già fragili prima ancora che la guerra arrivasse a sconvolgerle. Le lettere sono il filo che tiene insieme tutto.
Dentro quelle righe affiorano sentimenti che la distanza di oltre un secolo non riesce a rendere estranei: l’affetto per chi è rimasto a casa, la nostalgia, la fratellanza tra soldati, la paura e la sensazione che la morte sia sempre lì, poco distante. Anche la veste del libro accompagna questo lavoro sulla memoria. Fotografie storiche, documenti e riproduzioni delle lettere originali contribuiscono a riportare il lettore dentro il tempo di Tobia e a dare concretezza alla ricerca.
A Materia sarà Rita Caravita ad accompagnare il racconto con la lettura di alcune lettere particolarmente significative, mentre De Giovanni utilizzerà immagini e documenti raccolti nel corso della ricerca per mostrare al pubblico il percorso che lo ha condotto sulle tracce del bisnonno. È questo, in fondo, il senso di Cercando Tobia: partire da un nome quasi inghiottito dalla storia e provare a restituirgli un volto. Non per trasformarlo in un eroe, ma per raccontarlo come uomo.
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Materia si trova in via confalonieri 5 sant’Alessandro Castronno.
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