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Malpensa vista dai giornalisti: «La sfida comincia da Milano-Cadorna»

Dalla tavola rotonda emerge il ruolo dello scalo come porta di un territorio più ampio di Milano e della Lombardia. Investimenti e nuove rotte sono decisivi, ma senza collegamenti efficienti il sistema rischia di fermarsi ai terminal

Malpensa, porta d'Italia

Malpensa come porta sul mondo, ma anche come infrastruttura da leggere dentro un sistema molto più vasto. È il filo che lega le riflessioni dei giornalisti Stefano Cappellini (la Repubblica), Maria Latella (Rai e Radio24), Marco Castelnuovo (Il Corrire della sera) e Giuseppe Bottero (La Stampa).

IL BIGLIETTO DA VISITA DEL TERRITORIO

Per Cappellini  la forza dello scalo risiede innanzitutto nella «connessione fisica» perché anche nell’epoca del digitale, persone e imprese hanno bisogno di muoversi e incontrarsi. Malpensa offre così l’accesso a un territorio ricco di opportunità economiche, culturali e personali e lo sviluppo di questa vocazione può generare nuova crescita. Maria Latella guarda invece all’aeroporto come al primo biglietto da visita per chi arriva dall’estero. Per questo considera positivamente gli investimenti annunciati. Un aeroporto capace di accogliere bene chi arriva e chi parte contribuisce all’immagine dell’intero territorio. Malpensa, inoltre, è luogo di turismo ma anche di business: la vicinanza allo scalo può favorire incontri internazionali e aziende lombarde poco conosciute dal grande pubblico ma capaci di esportare tecnologia e prodotti nel mondo.

UN’OSSATURA PAZZESCA CHE NON SI VEDE

È proprio questa parte meno visibile del sistema produttivo a interessare Bottero. Accanto alla Milano glamour raccontata dalla ricerca – moda, turismo e grandi eventi – esiste «un’ossatura pazzesca che non si vede», fatta di imprese e produzioni meno appariscenti. Anche i media, osserva, dovrebbero raccontarla di più. Ma soprattutto Malpensa non può essere pensata soltanto come aeroporto di Milano e Lombardia: deve diventare la porta intercontinentale di un Nordovest integrato, collegando Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Da qui la necessità di ragionare su una rete che comprenda aeroporti, porti, ferrovia e trasporto delle merci.

MALPENSA INIZIA DA CADORNA

Gli investimenti nello scalo, secondo il ragionamento emerso nel panel, devono procedere insieme a quelli nei territori circostanti perché arrivare velocemente a Malpensa serve a poco se persone e merci incontrano poi difficoltà nel proseguire il viaggio.
Marco Castelnuovo (Corriere della Sera) porta il ragionamento sul punto più concreto: «Per me Malpensa comincia dalla stazione Cadorna di Milano». Migliorare l’aeroporto significa quindi anche aumentare i treni e rendere più semplici i collegamenti con destinazioni come Bergamo e il lago di Como. La qualità del terminal, i bagagli e i servizi contano, ma la vera esperienza del viaggiatore continua una volta usciti dall’aeroporto.
Sullo sfondo rimane Milano, che Cappellini descrive come la città italiana dove storicamente «il futuro arrivava prima», mentre Castelnuovo sottolinea la distanza fra un racconto nazionale spesso concentrato sui problemi e lo sguardo internazionale, che continua a vedere una città delle opportunità.

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Pubblicato il 17 Settembre 2026
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