Sul caso delle “case da pagare due volte” a Gallarate si è arrivati a un’iniziativa comune di tutti i partiti
La vicenda riguarda centinaia di famiglie, per una lunga vicenda burocratica e un parziale "buco" normativo. La presa di posizione unitaria è stata presentata da tutti i capigruppo: "Serve un intervento nazionale sui costi di affrancazione"
La vicenda delle cosiddette “case da pagare due volte” arriva in consiglio comunale a Gallarate con un documento sottoscritto unitariamente da tutti i capigruppo. La mozione sui valori di affrancazione degli immobili Peep con convenzioni sottoscritte prima del 1992 sarà discussa nella seduta di lunedì 28 settembre, convocata alle 20.45.
A firmare il testo sono Giuseppe Aspesi per la lista Cassani, Michele Bisaccia per la lista Silvestrini, Evelin Calderara per la Lega Salvini, Cosimo Ceraldi per Forza Italia, Cesare Coppe per Città Viva, Luigi Galluppi per Centro Popolare Gallarate, Giovanni Pignataro per il Partito Democratico e Luca Sorrentino per Fratelli d’Italia. Un passaggio politicamente significativo perché mette insieme, sulla stessa richiesta, tutte le componenti rappresentate nella conferenza dei capigruppo e quindi nel consiglio comunale, presieduto da Marco Colombo.
La mozione parte da una situazione che negli ultimi mesi è diventata sempre più rilevante per centinaia di famiglie gallaratesi. Il caso riguarda proprietari di abitazioni realizzate tra gli anni Settanta e Novanta nell’ambito dei Piani di edilizia economica e popolare, su aree cedute in diritto di proprietà. Per liberare gli immobili dai vincoli convenzionali, e quindi poterli vendere senza le limitazioni originarie, oggi possono essere richieste somme molto elevate. Il Comune stesso distingue tra gli alloggi in diritto di superficie e quelli in diritto di proprietà, per i quali è previsto l’assolvimento degli obblighi convenzionali e la rimozione dei vincoli.
VareseNews aveva raccontato già a febbraio come il problema interessasse circa 350 alloggi distribuiti in 17 interventi, con casi in cui il costo richiesto per l’affrancazione arriva a rappresentare una quota molto rilevante del valore dell’abitazione. Il nodo nasce anche dal meccanismo di calcolo applicato alle convenzioni più vecchie e dall’assenza, in alcuni casi, di una scadenza esplicita: secondo il Comitato Peep, questo produce il paradosso di valori che invece di diminuire con il trascorrere del tempo continuano a crescere.
È proprio su questo punto che interviene ora il documento unitario. Nelle premesse, i capigruppo osservano che, dopo i diversi interventi normativi e giurisprudenziali succedutisi negli anni, i valori di affrancazione per gli immobili Peep con convenzione precedente al 1992 sono diventati in alcuni casi «estremamente elevati», fino ad avvicinarsi al valore di mercato dell’immobile. Le case “da pagare due volte”, appunto.
La mozione sottolinea anche un secondo effetto già richiamato dal Comitato: importi tanto alti rendono difficile per i proprietari procedere allo svincolo e, di conseguenza, possono determinare anche una riduzione delle somme effettivamente incassate dal Comune.
Il precedente passaggio politico era stato proprio la richiesta, avanzata a luglio da alcuni consiglieri di opposizione, di convocare una commissione congiunta Pianificazione territoriale-Bilancio per affrontare nel dettaglio i criteri usati dal Comune. A sottoscriverla erano stati esponenti di Pd, Città è Vita e lista Silvestrini. La commissione si è poi riunita il 15 settembre, segnando un primo momento di confronto istituzionale sulla questione.
Ora però il quadro è cambiato: dal confronto in commissione si è arrivati a un documento condiviso da tutte le forze politiche. La mozione ricorda che in quella sede i consiglieri hanno chiesto alla struttura comunale un ulteriore approfondimento giuridico della materia attraverso un parere pro veritate, indicazione condivisa anche dal sindaco. Allo stesso tempo il testo riconosce che il problema non riguarda soltanto Gallarate, ma ha una dimensione nazionale e richiede, secondo i firmatari, un intervento legislativo uniforme.
Ed è proprio questo il cuore dell’impegno proposto al consiglio comunale. La mozione chiede a sindaco e giunta di trasmettere il documento ai presidenti di Camera e Senato e ai capigruppo dei partiti presenti in Parlamento, sollecitando una modifica della normativa che introduca valori massimi, dei “tetti”, per il costo di affrancazione e svincolo.
Ovviamente il documento a livello comunale non è in nulla risolutivo, è solo uno strumento per far arrivare il documento fino a Roma.
Ma è comunque un passaggio positivo che il tema sia posto da tutte le liste, compresi i partiti che hanno referenti in Parlamento.
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