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La libreria Hoepli di Milano potrebbe riaprire. Graziani: “Siamo a buon punto, servono quattro milioni e mezzo di euro”

Vittorio Graziani, libraio dell'anno 2025, ha raccontato a Gallarate il progetto per far rinascere la storica libreria milanese. Una cordata di imprenditori al lavoro per mantenere nome, sede e parte dei dipendenti

Generico 19 Oct 2026

La libreria Hoepli di Milano potrebbe riaprire nella sua sede storica, conservando il nome e recuperando una parte dei dipendenti. Il progetto è ancora in fase di definizione, ma la trattativa è arrivata a un punto avanzato. Per realizzarlo servono quasi quattro milioni e mezzo di euro e una cordata imprenditoriale capace di sostenere una nuova idea di libreria indipendente.

A raccontarlo è stato Vittorio Graziani, libraio dell’anno 2025, titolare della libreria Centofiori di Milano e autore di Vendere libri è una cosa seria. L’occasione è stata l’incontro di sabato 24 ottobre al Ridotto del Teatro Condominio Vittorio Gassman di Gallarate, organizzato nell’ambito del progetto Book the face, face the book e condotto da Francesca Boragno.

Graziani, intervenuto insieme ai librai Claudio Colombo e Matteo Brandolini, ha risposto a una domanda della stessa Boragno sul futuro della Hoepli, la cui chiusura ha suscitato grande attenzione nel mondo culturale milanese.

«Vogliamo riaprire la Hoepli dove si trovava»

«Non posso dire molto perché sono vincolato da un accordo di riservatezza», ha premesso Graziani, spiegando di aver scoperto proprio durante questa trattativa il significato dell’acronimo NDA, che indica un accordo di non divulgazione. Qualche anticipazione, però, è arrivata.

«L’idea è ancora in atto e siamo a buon punto. Vogliamo riaprire la libreria dove era, lasciando il nome, mantenendo parte dei dipendenti e sviluppandola in una forma moderna di libreria indipendente». Non si tratta dunque semplicemente di trovare un nuovo gestore per gli spazi commerciali, ma di costruire un progetto imprenditoriale che recuperi l’identità della Hoepli e la rilanci con una formula aggiornata.

L’investimento necessario è consistente: circa quattro milioni e mezzo di euro. Una cifra che dà la misura della complessità dell’operazione e della dimensione della libreria. «La Hoepli era la più grande libreria indipendente d’Italia. Aveva un fatturato paragonabile a quello di venti o venticinque librerie indipendenti messe insieme e quaranta dipendenti».

Graziani ha ricordato anche un aspetto importante della vicenda: la libreria non è fallita, ma ha chiuso a seguito di una liquidazione volontaria decisa dalla proprietà.

Tutto è cominciato da un editoriale sul Corriere della Sera

La storia del possibile salvataggio è nata quasi per caso. Dopo la chiusura, Graziani aveva scritto un editoriale sul Corriere della Sera, giornale con cui collabora, per spiegare le ragioni che, secondo la sua analisi, avevano portato alla fine della storica libreria.

Qualche tempo dopo, durante un pranzo con un’avvocata, è nata l’idea di provare a fare qualcosa di concreto. «A un certo punto ho detto: ma perché non proviamo a vedere se si può riaprire? Chiamiamo la liquidatrice».

Da quella domanda è cominciato un percorso molto più impegnativo del previsto. «Da lì è partita la rumba, come dico io. Abbiamo incontrato quasi cinquecento persone, tantissimi rappresentanti dell’imprenditoria milanese». Incontri, cene, confronti e contatti con il mondo economico della città per verificare se esistessero le condizioni per mettere insieme le risorse necessarie.

Un lavoro che, stando alle parole di Graziani, sta producendo risultati incoraggianti, anche se non è ancora possibile annunciare un accordo definitivo.

«Quando chiude una libreria ci sono dieci giorni di lacrime di coccodrillo»

Dietro il progetto c’è anche una riflessione più ampia sul destino delle librerie nelle città italiane. Graziani ha raccontato di aver assistito molte volte alla chiusura di attività storiche, accompagnate da manifestazioni di dispiacere che raramente si traducono in iniziative concrete.

«Quando chiude una libreria, di solito si fanno dieci giorni, se va bene, di lacrime di coccodrillo sulla stampa. Tutti si dispiacciono, poi dopo dieci giorni apre un negozio qualsiasi e ci siamo dimenticati della libreria». Per la Hoepli, invece, ha deciso di tentare una strada diversa.

Non limitarsi a denunciare la perdita di un presidio culturale, ma cercare imprenditori disponibili a investire per riportarlo in vita. «Quando chiudono librerie come questa non dobbiamo chiedere aiuto soltanto al Comune o a entità astratte. È l’imprenditoria che deve farsi avanti».

Un richiamo particolarmente significativo a Milano, città che ha una lunga tradizione nel mondo editoriale e nella quale sono nate alcune delle maggiori imprese italiane del settore. Graziani ha citato le storie di Rizzoli e Mondadori, ricordando come grandi realtà editoriali siano nate dall’iniziativa di imprenditori capaci di partire da attività molto piccole.

«Mi sono accorto che questa imprenditoria a Milano c’è», ha spiegato, riferendosi alla risposta ricevuta durante i numerosi incontri organizzati per sostenere il progetto.

Una libreria indipendente, ma con una struttura imprenditoriale solida

Il progetto per la Hoepli si collega direttamente a un altro tema affrontato da Graziani durante la serata di Gallarate: la necessità di ripensare il modello delle librerie indipendenti.

Secondo il libraio milanese, il settore italiano soffre sia per la concentrazione della filiera editoriale nelle mani di pochi grandi gruppi sia per la mancanza di una formazione professionale strutturata. «In Italia non abbiamo una scuola per librai. In Germania si studia per due anni, in Francia ci sono istituti che formano e accompagnano chi vuole intraprendere questa professione. Da noi chiunque può aprire una libreria domani mattina».

La passione, dunque, non basta. Servono competenze, capacità di gestione, conoscenza del mercato e risorse economiche adeguate. È anche da questa convinzione che nasce l’idea di una Hoepli rinnovata, capace di conservare il patrimonio culturale e commerciale della sua storia, ma con un’organizzazione moderna e sostenibile.

Generico 19 Oct 2026

Da Gallarate un segnale di speranza per Milano

La notizia è emersa durante un incontro dedicato proprio al futuro delle librerie indipendenti, promosso da Francesca Boragno con il sostegno di Filosofarti e della Fondazione Comunitaria del Varesotto. Accanto a Graziani erano presenti Claudio Colombo, proprietario delle librerie Carù di Gallarate e Nuova Terra di Legnano, e Matteo Brandolini, fondatore di Librando a Gallarate.

Tre esperienze differenti, accomunate dalla convinzione che le librerie debbano essere luoghi di cultura e di incontro, ma anche imprese capaci di sostenersi economicamente. Il racconto della possibile rinascita della Hoepli ha aggiunto una prospettiva concreta al confronto.

Per ora non ci sono una data di riapertura né la conferma che l’operazione andrà a buon fine. Graziani ha però assicurato che il progetto è ancora vivo e che il lavoro per coinvolgere gli investitori è arrivato a un punto significativo.

Dopo mesi di discussioni sulla perdita di una delle librerie più importanti d’Italia, da Gallarate arriva dunque una notizia che apre uno spiraglio: per la Hoepli potrebbe esserci una seconda vita.

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Marco Giovannelli
marco@varesenews.it
La libertà è una condizione essenziale della nostra vita. Non ci può essere libertà senza consapevolezza e per questo l’informazione è fondamentale per ogni comunità.
Pubblicato il 24 Ottobre 2026
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