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“Il lavaggio delle tute a Malpensa è lavoro straordinario”. La Corte d’Appello di Milano conferma la sentenza

Nuovo pronunciamento del tribunale del lavoro, in appello, sulla causa intentata da Cub Trasporti, questa volta si riferisce a Dnata. Il caso riguarda il riconoscimento del lavoro di pulizia di tute e scarpe antinfortunistiche per chi lavora in piazzale

Malpensa aeroporto piazzale

«Il lavaggio dei Dpi è lavoro straordinario»: lo ha ribadito la Corte d’Appello di Milano, confermando i pronunciamenti del Giudice del lavoro di Busto Arsizio e altre sentenze della Corte d’Appello su precedenti casi che riguardano gli operai che lavorano sul piazzale di Malpensa. Quest’ultima sentenza si riferisce alla causa intentata da personale di Airport Handling (oggi Dnata).

Come detto si tratta del risarcimento per l’omesso lavaggio, nel corso degli anni, da parte aziendale dei Dispositivi di Protezione Individuale che sono stati consegnati ai lavoratori di Malpensa con l’obbligo di indossarli durante l’attività lavorativa: la pulizia degli strumenti veniva delegata ai lavoratori, anche se nome di Legge e successivi pronunciamenti stabilivano che il mantenimento in efficienza dei Dispositivi di Protezione Individuale – divise ad alta visibilità comprese – spetta all’azienda. A seguito dei ricorsi coordinati dal sindacato di base Cub Trasporti, i giudici hanno riconosciuto arretrati ai lavoratori che si erano rivolti al tribunale. «Un risarcimento del danno pari ad un’ora di straordinario per ogni settimana di effettiva presenza in servizio» ricorda Cub Trasporti.

La Cub rivendica le azioni giudiziarie e anche la consistenza del danno, che era stata appunto quantificata dal sindacato in un’ora di lavoro aggiuntivo a settimana. Il ricorso e le sentenze tenevano conto del fatto che tra i dispositivi di protezione individuale figurano anche le stesse tute ad alta visibilità usate sul piazzale dell’aeroporto, sottoposte ad un ambiente dove si depositano polveri e altri inquinanti.

C’è anche una quota di polemica del sindacato di base contro le sigle confederali: la Cub denuncia infatti «i molti e ripetuti tentativi delle organizzazioni sindacali confederali di offrire un supporto alle aziende del settore sottoscrivendo accordi al ribasso che prevedono somme ampiamente ed ingiustificatamente inferiori a danno dei lavoratori ed a vantaggio del padrone».

Secondo la Cub Trasporti il sindacato e le aziende avevano concordato un «accordo al ribasso che prevede meno di un terzo da quanto liquidato» nella speranza di condizionare le successive sentenze. Al di là delle accuse, il giudice anche in secondo grado ha confermato il valore dello straordinario.

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Pubblicato il 20 Ottobre 2026
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