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Nei corali di San Giovanni il “Rinascimento bustese”: cinque volumi raccontano una Busto del Cinquecento

Cinque preziosi libri miniati, oggi conservati nella Biblioteca Capitolare di San Giovanni, testimoniano una stagione culturale poco conosciuta della città. Mercoledì 14 ottobre la conferenza di Aldo Greco all’Università Cittadina per la Cultura Popolare

corali bustesi

Cinque grandi volumi, usati dal coro di San Giovanni fino all’Ottocento e oggi custoditi nella Biblioteca Capitolare di San Giovanni, raccontano una pagina poco nota della storia di Busto Arsizio: si tratta di un salterio e quattro antifonari miniati, realizzati nei primi decenni del Cinquecento, in una fase che lo storico Pio Bondioli arrivò a definire “Rinascimento bustese”.

Non il Rinascimento delle grandi corti e dei nomi più celebri della storia dell’arte, ma quello di un borgo lombardo inserito pienamente nei cambiamenti culturali dell’epoca. Negli stessi decenni prendeva forma il cantiere della chiesa di Santa Maria, con gli architetti Antonio Lonati e Tommaso Rodari, veniva istituita la scuola gratuita di Giovanni Crespi Paronino e nasceva la Biblioteca Pubblica di San Giovanni per iniziativa dei sacerdoti Alberto Crespi, Bernardino Crespi e Francesco Crespi de Roberti.

Proprio questi corali saranno al centro della conferenza “I ‘corali’ miniati della Capitolare: un importante episodio del Rinascimento bustese”, in programma mercoledì 14 ottobre alle 15.30 all’Università Cittadina per la Cultura Popolare.

A condurre l’incontro sarà Aldo Greco, studioso bustocco che a questi manoscritti ha dedicato una parte importante della propria attività di ricerca. Laureato in Lettere all’Università degli Studi di Milano con una tesi in storia dell’arte proprio sui corali miniati di Busto, Greco ha pubblicato nel 1993 una monografia sull’argomento e negli anni ha proseguito le ricerche, arrivando anche a nuove attribuzioni nell’ambito della miniatura milanese.

Uno dei personaggi su cui si concentrerà la conferenza è Francesco Crespi de Roberti, amanuense dei cinque corali. Figura di rilievo nella cultura religiosa bustese del tempo, fu revisore del messale e del breviario ambrosiano e lasciò precise trascrizioni musicali nei suoi antifonari. La sua attività restituisce il profilo di un intellettuale attento tanto alla correttezza dei testi quanto alla materialità del libro.

corali bustesi

Per molto tempo allo stesso Crespi de Roberti venne attribuita anche la paternità delle miniature. Un’ipotesi risalente allo storico seicentesco Pietro Antonio Crespi Castoldi e mai verificata a fondo dagli studiosi tra Ottocento e Novecento. Le ricerche successive hanno invece permesso di individuare tre diversi maestri impegnati nella decorazione dei corali, precisandone gli stili, gli interventi e le datazioni e ricollocando così le miniature bustesi nel contesto della produzione milanese contemporanea.

Durante l’incontro verranno proiettate anche immagini delle miniature, utili a seguire il percorso che ha portato alle nuove attribuzioni e alla revisione di alcune letture precedenti.

La conferenza offre così l’occasione per riscoprire anche la stessa Biblioteca Capitolare di San Giovanni, un luogo poco conosciuto dagli stessi bustocchi ma custode di un patrimonio che permette di rileggere Busto Arsizio non soltanto come centro produttivo dei secoli successivi, ma anche come realtà partecipe, già nel Cinquecento, dei fermenti culturali del suo tempo.

L’appuntamento rientra nel calendario dell’Università Cittadina per la Cultura Popolare, realtà che ha recentemente superato i duecento iscritti.

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Pubblicato il 12 Ottobre 2026
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