Sogni sullo schermo: al cinema Incontro di Besnate si rinnova la magia del grande schermo
Le "sale della comunità" sono un pezzo importante del cinema in Italia, luoghi di passione vissuta insieme e anche presidio culturale di aree periferiche
«L’esperienza del vedere un film su un grande schermo in una sala, con persone che non conosci, resta un’esperienza spirituale, culturale e umana che non si può ripetere in nessun altro dei vari metodi di fruizione». La speranza di Giuseppe Tornatore, che alla magia del cinema ha dedicato uno dei suoi film più famosi, resta un auspicio. E in Italia ci sono centinaia di luoghi dove questa speranza, questo auspicio trovano forma nell’impegno di volontari: sono le “sale di comunità”, i cinema indipendenti, le associazioni culturali che gestiscono monosale magari storiche.
A Besnate la magia del cinema come rito collettivo è ri-partita con un evento speciale, la presentazione del doppio cineforum 2026 (sette film, quattordici proiezioni da qui a dicembre) che è divenuta una serata in omaggio alla settima arte, al sogno che diviene immagine sullo schermo.
Al Cinema Incontro l’attività è portata avanti da una cinquantina di volontari: c’è chi stacca i biglietti e chi prepara i file (ok, la pellicola era più romantica), c’è chi va al festival di Venezia per selezionare le pellicole da proporre, senza affidarsi solo alle recensioni altrui.
Con la “Mostra internazionale d’arte cinematografica” di Venezia c’è un rapporto particolare, a Besnate, «deriva anche dal fatto che tanti volontari vanno a Venezia» ha detto l’assessore alla Cultura e impenitente cinefilo Giuseppe Blumetti. «Tra loro poi c’è anche Giorgia Carena, musicista e fotografa, che è da sei anni fotografa ufficiale al festival».

Nella serata di presentazione a Besnate Giorgia Carena ha presentato uno slideshow di scatti in questi anni di festival, i volti dell’industria del cinema, quei professionisti che danno corpo a storie e sogni sullo schermo: da Almodovar a Pierfrancesco Favino, da Susan Sarandon a Maggie Gyllenhaal, da Sorrentino ad Adam Driver, da Tilda Swinton a Guadagnino, per citare solo qualche nome più o meno a caso.
E nella serata è stato proposto anche il cortometraggio – che unisce riprese recitate e animazione- “Il senso della terra” di Simone Massi e Alessandro Ingaria, presentato nella sezione Orizzonti Cortometraggi dell’83esima Mostra del Cinema di Venezia. Ingaria è anche intervenuto in collegamento a raccontare l’opera, perfetta per raccontare anche il rapporto tra il reale e l’immaginifico che il cinema incarna.
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