Quantcast

Scuole materne Gallarate, “altro che fake news, mostrino il verbale con gli aumenti”

Massimo Gnocchi e la civica Ocg chiedono che la Fondazione e il Comune mostrino il documento che il 20 gennaio che il sindaco Cassani definì fake e che poi "sparì"

Massimo gnocchi fondazione scuole materne

Fare piena luce su quanto accaduto negli ultimi mesi attorno alla Fondazione scuole materne di Gallarate: è la richiesta avanzata dal consigliere comunale di minoranza Massimo Gnocchi insieme alla lista civica Obiettivo Comune Gallarate, nel corso di una conferenza stampa dedicata a una vicenda che intreccia aumenti delle tariffe, riduzione degli iscritti, chiusura delle sezioni Primavera e il “caso” del verbale del 20 gennaio 2026. Quello che fece dire al sindaco Cassani che si trattava di fake news e che la civica – documenti alla mano – dice essere vero: «Ora vogliamo che lo mostrino»

«Su questa vicenda abbiamo sempre cercato di approfondire e di capire cosa stesse accadendo davvero», ha premesso Gnocchi, ricordando le interrogazioni e le richieste di accesso agli atti presentate in consiglio comunale.

Nel frattempo, secondo quanto denunciato da Ocg e confermato poi dal presidente Marco Castoldi, il numero degli iscritti sarebbe sceso da 340 del 2025 ai 240 previsti nel 2026. Un dato che, per l’opposizione, si lega direttamente alle decisioni assunte: il taglio del contributo comunale, l’aumento delle tariffe e la comunicata chiusura delle sezioni Primavera.

Proprio su queste ultime si concentra una parte rilevante delle critiche. La motivazione ufficiale della chiusura sarebbe legata a problemi strutturali, ma Gnocchi ricostruisce una vicenda più complessa: le sezioni sarebbero state «attivate nel 2022 senza la necessaria comunicazione formale», con una Scia presentata solo nel maggio 2023.

Solo nel 2026 emergerebbe poi la mancanza dell’agibilità, legata a requisiti più stringenti. «Eppure – è stato sottolineato – l’11 marzo 2026 il Comune ci ha comunicato che già il 31 ottobre 2025 “in sala giunta” presidente e vicepresidente erano stati “informati” dell’assenza di agibilità dell’edificio di Crenna e della sede di via Poma», struttura di cui Palazzo Borghi è responsabile in base a una convenzione del 1986. Quella comunicazione in sala giunta, sottolinea Gnocchi, che non compare in alcun documento ufficiale.

Nel frattempo, le sezioni Primavera avevano continuato a operare, «ottenendo anche contributi regionali, circa 10mila euro nel 2025», nonostante una fase sperimentale che a livello nazionale risale al 2017. «Per questo – è la posizione – parlare oggi di chiusura come conseguenza di una “sperimentazione terminata” non regge. La chiusura delle Primavera, così raccontata, è una fake news».

A rafforzare il quadro anche la testimonianza di un’insegnante  intervenuta dal pubblico in conferenza stampa, a cui partecipavano anche alcuni genitori dei bambini: «Lavoravamo bene, c’erano progetti. Una settimana prima del 20 gennaio il presidente Castoldi ci aveva fatto i complimenti. Della chiusura abbiamo saputo pochi giorni dopo e non ci era mai stato detto di non raccogliere iscrizioni».

Il caso del verbale del 20 gennaio

Per Gnocchi e Ocg il punto centrale è quello del verbale del consiglio di amministrazione del 20 gennaio 2026, indicato come l’atto che ha di fatto dato valore legale all’aumento delle tariffe, comunicato alle famiglie subito dopo.

«Non si può parlare di bozza», ha osservato Gnocchi richiamando l’articolo 2388 del codice civile: «Qui c’è stata una decisione operativa».

Gnocchi respinge anche la ricostruzione fornita dall’amministrazione comunale all’indomani della pubblicazione del verbale sulla stampa, segnatamente dal quotidiano La Prealpina: allora Cassani aveva parlato di una bozza, non di un documento valido.

I documenti forniti dalla Fondazione e la ricostruzione successiva

Ma perché Gnocchi dice oggi che quel verbale esisteva?
Perché il documento consegnato successivamente dopo richiesta di accesso agli atti (23 febbraio), fa riferimento a «il verbale del 15 gennaio “rettificato” in data 30 gennaio. Quindi esiste, non era una bozza».

Il verbale del 30, dalla documentazione consegnata, risulta poi approvato in modo anomalo: la segretaria non ha sottoscritto il verbale, sostituita al momento della firma da altra consigliera, mentre altri consiglieri – tra cui uno assente – non avrebbero firmato (che ci fosse stato uno scontro interno era già emerso). Per Gnocchi è la prova che quel passaggio – «mai previsto dallo statuto» – era contestato, perché il verbale del 20 gennaio era in vigore e aveva già prodotto effetti.

«Non era una fake news, come sostenuto dal sindaco», ha aggiunto.
Da qui la decisione di mettere formalmente in mora la Fondazione chiedendo la pubblicazione del verbale originale. «La risposta è stata che la richiesta era infondata, ma per noi il documento con validità legale resta quello del 20 gennaio, quello che ha prodotto effetti concreti».

Un interrogativo che resta aperto: «Ho il legittimo sospetto che stessero nascondendo quel verbale. Ma è un diritto della città sapere la verità. Cosa c’è in quel verbale che non deve essere reso pubblico?».

“Rendano pubblico quel documento”

Ocg annuncia ulteriori passi nel caso in cui la documentazione richiesta non venga resa disponibile: «Se la richiesta non verrà evasa, ci rivolgeremo alla Prefettura e, se necessario, anche alla Procura. Noi non ipotizziamo reati, ma chiediamo che vemga evasa la richiesta, perché la città ha il diritto di sapere».

Infine, una domanda politica rivolta direttamente all’amministrazione, guardando al futuro: «Qual è oggi il piano?»

Via Confalonieri, 5

Castronno

Tutti gli eventi

di aprile

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 22 Aprile 2026
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore