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L’ultima campanella: la scuola di Cascinetta si racconta, in una mostra 70 anni di presenza educativa e sociale

Nata nel 1956 in un quartiere prevalentemente operaio, oggi la scuola viene chiusa con trasferimento delle classi nel nuovo plesso unificato con Cajello. È stata una presenza importante che ha seguito i cambiamenti della società, le migrazioni, la città che cresceva

L’ultima campanella è suonata pochi giorni fa, per l’ultima volta sono usciti i bambini, per le vie del quartiere. Chiude la scuola “Mazzini” di Cascinetta, attiva da 70 anni, per certi versi il cuore del popoloso quartiere di Gallarate: presidio educativo ma anche di socialità.

Da settembre i bambini saranno nel nuovo polo unificato con Cajello, in via Curtatone, a metà strada tra i due quartieri.
Rimarranno le mura della scuola, risalente al 1956 (prima fase) e 1973 (ampliamento): lo stesso edificio, insieme alla comunità che lo animava, racconta come la scuola abbia seguito l’evoluzione del quartiere.

«La scuola era frequentata da una maggioranza di figli di operai, ma anche di contadini e di commercianti» racconta Roberta Beria. Insieme ad altre docenti, ex alunni, famiglie, ha curato la mostra che sarà visitabile sabato 20 giugno e che racconta il legame profondo tra il quartiere e la scuola.

In mostra ci sono le foto delle prime classi, bambini in grembiule nero, dei tempi in cui la scuola iniziava regolarmente al 1° ottobre. Uno di loro, Angelo Bruno Protasoni, ha ritrovato gli articoli del quotidiano La Prealpina che raccontano la genesi della scuola: il progetto, il cantiere curato dall’impresa gallaratese Bidorini, lo stupore per l’edificio molto moderno del 1956, «quanto mai razionale e rispondente alle più moderne concezioni» (dato per scontato, l’edificio è in realtà non banale neanche oggi).
Spazi rivoluzionari, per un quartiere dove già si faceva scuola, ma in singoli locali qua e là.

Generico 15 Jun 2026

Dall’archivio della scuola viene invece il progetto dell’espansione del 1973, il raddoppio che servì ad accogliere la ancora massiccia immigrazione dal Sud Italia, che stava facendo crescere molto la Cascinetta, ben oltre le vecchie case del Cotonificio Carminati che insieme alla Cesare Macchi fu primo motore del rione: l’accoglienza di chi veniva da altre realtà era già allora una sfida.  Scuola Cascinetta Gallarate Docenti e volontarie della mostra

Le belle foto raccolte dagli ex alunni mostrano le classi ma anche un’Italia più giovane, con i cortili pieni di bambini. Negli anni Ottanta arrivò anche il tempo pieno – prima sperimentazione in città, vincendo alcune resistenze – per opera delle giovani maestre e del direttore Giambattista Di Malta, figura amata per il sacrificio che diede alla scuola pubblica (morì alla sua scrivania, prima di una riunione didattica).

Scuola Cascinetta Gallarate

Ultimo capitolo, la grande sfida dell’arrivo di bambini da tutto il mondo, in una città dove la quota di cittadini stranieri supera il 15% del totale. Sfida non facile, va detto, cui le maestre e tutto il personale scolastico hanno risposto con amore e passione, rivolgendosi non solo ai più piccoli ma anche alle famiglie (da ricordare l’esperienza della “scuola delle mamme” per insegnare italiano alle mamme). In questi anni c’è stato anche un ruolo dell’associazionismo per venire incontro alle esigenze che emergevano.

Scuola Cascinetta Gallarate

Cascinetta è stata dall’origine un esempio di scuola interclassista, di tutti, vera scuola pubblica che accetta la sfida educativa e sociale. «Questa scuola è stata importante grazie alla partecipazione delle famiglie, perché la scuola è la scuola di tutte, anche se negli ultimi anni l’abbiamo vista un po’ scemare» conclude Beria. «Ci insegna che la scuola pubblica è di tutti ma è importante che tutti vi partecipino e che si faccia rete intorno alla scuola dove i bambini crescono e formano il loro futuro».

Tra le foto in mostra anche quelle della “festa degli alberi”, quando i bambini andavano a piantare alberi su un terreno in via Curtatone: divenne il bosco, dove oggi è stata costruita la nuova scuola. Mentre in anni più recenti si faceva l’orto, in questa scuola che è (era) nel mezzo dei palazzi: a Cascinetta si coltivava il futuro, insieme.

 

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 19 Giugno 2026
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