Ad Albizzate scatta il divieto di bere alcolici in strada, nei parchi e nelle piazze
Vietati detenzione e consumo di alcolici e superalcolici in tutte le aree pubbliche. Restano fuori bar, ristoranti, negozi e il mercato. Chi viola il divieto rischia la sanzione amministrativa e il sequestro
Niente più birre e bottiglie nei parchi, sulle panchine, davanti ai portoni. Ad Albizzate è entrato in vigore il divieto di detenzione e consumo di bevande alcoliche e superalcoliche in strade, piazze, giardini, parchi e in tutte le aree pubbliche o aperte al pubblico transito, comprese le loro adiacenze. Lo stabilisce l’ordinanza firmata il 4 settembre dal sindaco e resa immediatamente esecutiva.
Il provvedimento nasce, si legge nelle premesse, dalla volontà dell’amministrazione di intervenire “con fermezza e continuità” sui fenomeni legati all’abuso di alcol, un consumo che secondo il Comune “sfocia spesso in schiamazzi e liti” e incide in modo negativo sulla qualità urbana. L’ordinanza cita esplicitamente le segnalazioni arrivate dai residenti di alcune zone del paese, dove si sarebbero create situazioni di degrado e di “allarme sociale”.
C’è poi il capitolo delle bottiglie abbandonate. Il testo sottolinea come i vetri lasciati nelle aree pubbliche finiscano spesso per rompersi, danneggiando il decoro cittadino, costituendo un pericolo per i passanti e rendendo più complicate le operazioni di pulizia.
Le eccezioni
Il divieto non riguarda le attività commerciali di vendita, di ristorazione e di somministrazione, gli esercizi che effettuano il servizio a domicilio e gli operatori del mercato cittadino. Restano escluse anche le aree concesse dall’amministrazione o comunque autorizzate, mentre resta consentito il semplice trasporto delle bottiglie per portarle nelle abitazioni private. Sono infine possibili deroghe per iniziative ed eventi pubblici di carattere temporaneo organizzati, patrocinati o sostenuti dal Comune.
Controlli e sanzioni
L’esecuzione è affidata alla Polizia locale e alle Forze dell’ordine. Chi non rispetta il divieto va incontro a una sanzione amministrativa e gli agenti possono procedere al sequestro cautelare delle bevande, come previsto dall’articolo 13 della legge 689 del 1981.
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