Marcello Mascherini, tra mito e natura la riscoperta di un protagonista del Novecento
A Villa Borletti un’esposizione ripercorre la ricerca di un protagonista del Novecento italiano, tra mito, natura e materia, dagli esordi degli anni Trenta alla maturità artistica
Sono molto bravi i componenti dell’Associazione Amici di Villa Borletti ad attivare, nell’ambito delle proposte culturali, esposizioni d’arte dedicate ad artisti nazionali e lombardi che grazie alla loro acquisita internazionalità hanno occupato le cronache editoriali dal dopo guerra agli anni 80/90 e che poi, per una certa supponenza critica sono stati “accantonati”.
Esposizioni come quelle realizzate sul movimento “CORRENTE”, sulla scultura di Luciano Minguzzi, sulla scultura del milanese Vincenzo Balena, di Franco Fossa o le collettive attorno ad autori lombardi legati al REALISMO ESISTENZIALE, all’Astrattismo COMASCO, all’INFORMALE post-guerra mostrano percorsi espositivi sostenuti da un notevole spessore culturale.
La mostra di Marcello Mascherini si inserisce tra queste proposte d’attenzione storico/critica e rimette nella memoria generale, del mondo dell’arte, le abilità espressive d’uno scultore che nonostante le sue notevoli posizioni artistiche è stato lentamente relegato in una incomprensibile dimenticanza. Mascherini appartiene a quella generazione che pur cominciando a mostrarsi nel campo espositivo attorno agli anni ’30 (1930), in continuità con il mondo scultoreo di Arturo Martini, ha saputo elaborare un suo mondo espressivo autonomo e lontano dagli stilemi figurativi delle esperienze del così detto NOVECENTO e dalla pesante arte di regime (dal 1927/30, sino al 1945 l’Italia è in pieno regime fascista).
Lavori legati ad una figuratività alleggerita da ogni peso e carichi d’una intrinseca vitalità, grazie alle loro affusolate articolazioni che hanno trovato, nella memoria del mito (in particolare nelle figurine bronzee etrusche), elementi idonei al modellare e, in modo analogo, un riferimento alle sintesi cubiste sui volumi geometrici e lineari come in ICARO 1956 o RITMI sempre del 1956. Nei successivi lavori degli anni Sessanta la sintetica figurativa si allontana formalmente e definitivamente dal piatto realismo naturalistico, FLORA, la NOTTE sempre del 1956 o DONNA CHE RIDE 1960, per una scultura per niente descrittiva e più simbolista.

Sono anche gli anni in cui le capacità scultore dell’autore sono ben testimoniate da inviti e dalla partecipazione alle diverse esposizioni nazionali come le Biennali Veneziane, le Quadriennali Romane o le Triennali Milanesi, dove non solo espone ma ha sale personali e premi. Riceve inoltre inviti espositivi in diversi Musei europei come Anversa, Parigi, Budapest, Francoforte, Berlino e a livello internazionale, San Paolo, New York, Sindey, Tokyo, Hong Kong…, sempre accompagnati da premi e riconoscimenti
Ma è il tempo della guerra a condizionare la sua visione artistica con un naturalismo conseguenziale al tragico mondo del passato conflitto. Mascherini “ruba” alla naturalità carsica che lo circonda, la potenzialità espressiva degli elementi, usando parti di queste rocce come matrici e componenti della sua figurazione: Morte in Miniera 1962, il Minotauro 1968, la Vittoria 1968, sono tutti lavori realizzati attraverso questa abile integrazione.
Recuperare questi elementi naturali come matrici materiche che integrano la scultura significa ritrovare tutta la dimensione esistenziale della vita, significa ricomporre l’esistenza in tutta la sua umana integrità. E’ una spinta stilistica che lo accompagnerà in tutti gli anni Settanta e che raggiunge maggior completezza e compiutezza in lavori dove il dato arcaico/naturalistico è integrato ad elementi germinativi. Una sorte di metamorfosi vegetale che ha memoria nel mito di DAFNE e che trova, nei frammenti d’albero o nelle sintesi naturalistiche di foglie e semi, una pacificata comunanza espressiva, più vicina all’idealizzazione delle forme mitiche e primarie presenti in natura.
Forme scultoree che uscite lentamente dal mito materializzano un loro definito percorso, liberando immagini che appagano e al tempo stesso significano e che avendo coscienza della naturalità del mondo, coscientemente e consapevolmente se ne distinguono.
MARCELLO MASCHERINI
La Naturalità del Mito
Villa Borletti – Origgio (VA)
Dal 03/10/ al 15/11 – 2026
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