Donazione degli organi, Aido Lombardia interviene sul caso Gallarate: “Informare significa mettere tutti nelle condizioni di scegliere”
Dopo il no del Comune ai materiali multilingue all’anagrafe, Aido regionale e Fondazione Trapianti prendono posizione sull’accessibilità delle informazioni. Cassani in Consiglio: "Gli stranieri hanno una cultura diversa"
La polemica sui materiali informativi in più lingue per la donazione degli organi all’Anagrafe di Gallarate esce dai confini cittadini. Dopo il confronto politico nato dalla scelta dell’assessora ai Servizi comunali Stefania Picchetti di non mettere a disposizione volantini in lingue diverse dall’italiano, sul tema intervengono ora Aido Lombardia e Fondazione Trapianti ETS, che richiamano il valore dell’accessibilità dell’informazione quando si tratta di una scelta delicata come quella sulla donazione.
Il caso era nato nei giorni scorsi, dopo l’installazione all’Anagrafe di un totem informativo di Aido dedicato alla donazione di organi, tessuti e cellule. Proprio negli uffici comunali, al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità elettronica, i cittadini maggiorenni possono infatti esprimere la propria volontà sulla donazione. A Gallarate, secondo i dati ricordati in occasione dell’iniziativa, le dichiarazioni favorevoli si fermano intorno alla metà del totale (uno dei dati più bassi in provincia di Varese.
A margine dell’iniziativa era emersa l’ipotesi di predisporre materiale informativo anche in altre lingue per chi non padroneggia sufficientemente l’italiano. Una possibilità respinta dall’assessora Picchetti, che aveva affermato che «l’anagrafe del Comune di Gallarate è un servizio pubblico italiano e la sua lingua è l’italiano», escludendo la presenza di materiale tradotto anche qualora fosse prodotto gratuitamente da associazioni esterne.
La questione – che ha suscitato più di una perplessità – è poi arrivata in Consiglio comunale, dove le opposizioni hanno chiesto all’amministrazione di rivedere la posizione. Massimo Gnocchi di Obiettivo Comune ha citato anche il caso di Treviso, dove sono disponibili informazioni sulla donazione in più lingue, mentre Michele Bisaccia, medico e consigliere della lista Silvestrini, ha richiamato l’importanza di ampliare il più possibile la platea delle persone correttamente informate.
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Cassani: “Non è un problema di comprensione della lingua”
Nel dibattito è intervenuto anche il sindaco Andrea Cassani, che ha polemicamente escluso che il minor numero di dichiarazioni favorevoli tra alcuni cittadini stranieri possa essere attribuito principalmente a una difficoltà linguistica. «Gli stranieri conoscono i bonus molto meglio degli italiani», ha detto il sindaco in Consiglio comunale, sostenendo con sarcasmo che esiste «una rete di associazioni, una rete di persone» capace di indirizzare e informare sulle opportunità disponibili.
Secondo Cassani, dunque, il basso numero di adesioni alla donazione «non è legato al fatto che non capiscano, perché le persone che spiegano diritti e opportunità le trovano». Il sindaco ha indicato piuttosto una possibile spiegazione di carattere culturale: «Probabilmente è un problema di cultura, una cultura diversa dalla nostra», prima di lanciarsi in un nuovo attacco contro la sinistra.
“La cultura della donazione deve raggiungere tutte le persone”
È proprio però sul tema dell’accessibilità dell’informazione che si concentra invece il documento diffuso il 28 settembre da Aido Lombardia e Fondazione Trapianti ETS.
Le due organizzazioni non citano direttamente Gallarate nel titolo del comunicato, ma fanno riferimento alla notizia «del rifiuto, da parte di un’amministrazione comunale, di esporre presso gli uffici anagrafe informazioni multilingue» sulla possibilità di registrare la propria volontà in occasione del rilascio della carta d’identità.
La posizione espressa è netta: «Informare significa mettere ogni persona nelle condizioni di comprendere e scegliere».
Per Aido Lombardia e Fondazione Trapianti la donazione «è un gesto di solidarietà che non conosce confini, appartenenze, origini o differenze culturali» e l’obiettivo dell’informazione dovrebbe quindi essere quello di raggiungere il maggior numero possibile di persone.
Il punto centrale, spiegano le due realtà, è che l’utilizzo di più lingue non comporta una messa in discussione dell’italiano. «L’utilizzo di strumenti informativi in più lingue, laddove possa essere utile a raggiungere e informare un maggior numero di persone, non significa sostituire l’italiano né mettere in discussione l’identità di una comunità», si legge nel comunicato. Il multilinguismo viene invece descritto come uno strumento per «rimuovere, quando possibile, un ostacolo alla comprensione di un messaggio importante».
Una posizione che risponde indirettamente anche a uno degli argomenti utilizzati dall’assessora Picchetti, che aveva legato il tema della lingua alla più generale questione dell’integrazione e della tutela dell’identità della comunità ospitante.
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Aido: “L’informazione multilingue rende il messaggio più accessibile”
Aido Lombardia e Fondazione Trapianti sottolineano soprattutto la natura particolare della decisione che viene chiesta ai cittadini all’Anagrafe. «La donazione degli organi riguarda tutti», scrivono. Riguarda chi può decidere di diventare donatore, chi potrebbe avere bisogno di un trapianto e le famiglie chiamate ad affrontare momenti particolarmente delicati.
Da qui il principio indicato nel documento: difendere e valorizzare la lingua italiana e, contemporaneamente, utilizzare strumenti capaci di facilitare la comprensione per chi possiede competenze linguistiche differenti sono obiettivi compatibili.
«L’informazione multilingue, quando utilizzata come strumento di supporto, non cancella l’identità: contribuisce a rendere il messaggio più comprensibile e accessibile», affermano le due organizzazioni.
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