Rete scolastica, accorpamenti a Besozzo, Gallarate e Varese. Altri comprensivi sono già vicini alla soglia minima
Mentre alcuni plessi vengono unificati, i numeri degli iscritti indicano già le autonomie da tenere sotto osservazione nei prossimi anni: a Saronno e Cantello bastano pochi studenti in meno per scendere sotto i parametri regionali
Fusioni di plessi, accorpamenti e una rete scolastica che comincia ad adattarsi alla progressiva diminuzione degli studenti. Nel Piano provinciale di organizzazione della rete scolastica per l’anno 2027/2028, approvato il 9 ottobre dal presidente della Provincia Marco Magrini, entrano anche le decisioni assunte dai Comuni per riorganizzare le scuole dell’infanzia e del primo ciclo.
La competenza su apertura e chiusura dei plessi, trasferimenti delle sedi, riorganizzazioni e proposte di ridefinizione degli istituti comprensivi appartiene infatti agli enti locali. La Provincia raccoglie queste decisioni e le inserisce nel piano complessivo della rete.
A Besozzo due primarie diventano un unico plesso
Una delle riorganizzazioni riguarda Besozzo. Il Comune, con la deliberazione del 29 luglio, ha deciso la fusione dei plessi della scuola primaria “G. Mazzini” e “G. Pascoli”.
Dall’anno scolastico 2027/2028 ci sarà quindi un nuovo plesso scolastico con sede in via Cavour 5, che manterrà il codice meccanografico fino ad oggi attribuito alla Pascoli. Entrambe le scuole appartengono all’Istituto comprensivo “G. Adamoli” di Besozzo.
Gallarate unifica Cavour e Mazzini
Operazione analoga a Gallarate, dove il Comune ha approvato la riorganizzazione delle primarie “Cavour” e “Mazzini”, appartenenti all’Istituto comprensivo Ponti.
Il codice della Cavour sarà soppresso, mentre quello attualmente attribuito alla Mazzini diventerà il codice identificativo del nuovo plesso unificato “Cavour-Mazzini”, collocato nel polo scolastico. La modifica recepisce una richiesta formulata dallo stesso istituto comprensivo.
A Varese accorpate Cairoli-Mazzini e Righi-Don Rimoldi
La riorganizzazione più articolata è quella decisa dal Comune di Varese.
A partire dal 2027/2028 la scuola primaria “Cairoli” del comprensivo Varese 1 perderà il proprio codice meccanografico e sarà accorpata alla primaria “Mazzini”.
Lo stesso avverrà per la secondaria di primo grado “Righi”, che sarà accorpata nella nuova “Don Rimoldi”, di via Pergine.
Nel piano provinciale figurano anche la chiusura della primaria “E. Toti” di Lisanza decisa da Sesto Calende, il trasferimento dell’infanzia “B. Munari” di Cassano Magnago nel nuovo polo 0-6 e l’attivazione di una scuola dell’infanzia statale a Cislago.
Le soglie da tenere d’occhio
Le riorganizzazioni dei plessi acquistano particolare significato alla luce della diminuzione degli iscritti. Regione Lombardia fissa a 600 alunni la soglia ordinaria per il mantenimento dell’autonomia scolastica, ridotta a 400 alunni per le istituzioni collocate nei comuni montani. Per il 2027/2028 è prevista inoltre la possibilità di mantenere l’autonomia per gli istituti che nel triennio precedente si siano discostati dai parametri.
Quattro comprensivi sono già sotto i rispettivi limiti: Vergiate con 523 studenti, Castellanza con 578, Lavena Ponte Tresa con 388 e Porto Ceresio con 391: questi ultimi sorgono in aree montane.
Ma il dimensionamento provinciale permette di individuare anche alcune autonomie che, pur rispettando ancora i parametri, hanno un margine ridotto. Il caso più evidente è l’Istituto comprensivo Aldo Moro di Saronno, che conta 602 alunni: appena due in più rispetto alla soglia ordinaria di 600.
Sul versante delle scuole interessate dalla soglia montana, l’IC di Cantello conta 402 studenti, soltanto due in più rispetto al limite di 400.
Accorpare i plessi prima di dover intervenire sulle autonomie
Le decisioni assunte quest’anno da Besozzo, Gallarate e Varese rappresentano quindi un primo livello di riorganizzazione: si interviene sui singoli plessi senza modificare le autonomie degli istituti comprensivi.
Per Comuni e dirigenti scolastici la sfida sarà quindi utilizzare il tempo a disposizione per ragionare insieme, prima che siano i numeri a imporre le scelte: valutare la consistenza dei plessi, gli spostamenti degli studenti, gli edifici disponibili e le possibili collaborazioni territoriali, così da accompagnare il calo demografico con una programmazione condivisa anziché con accorpamenti decisi in emergenza.
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