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Il piano di risanamento delle Scuole Materne di Gallarate: nove posti di lavoro in meno e l’obiettivo del pareggio dal 2027

Previsto un ulteriore adeguamento delle tariffe, mentre si ipotizza il rilancio delle sezioni Primavera. Il documento prevede una riduzione strutturale dell’organico pari a 9 posti "full time equivalent" entro la fine del 2026. Entra nel gruppo dirigenziale Cristina Boracchi. Ancora frontale lo scontro politico sulle responsabilità

Fondazione consorzio scuole materne del comune di Gallarate - Anno 2021

Il risanamento della Fondazione Consorzio Scuole Materne di Gallarate passa da una consistente riduzione del costo del personale, da nuovi contributi richiesti al Comune, con l’obbiettivo di riportare i conti in equilibrio già dal 2027.

È quanto emerge dal Piano di risanamento 2026-2029, presentato in commissione (richiesta dal Pd) in Comune, l’ente che è primo finanziatore della Fondazione. Un documento che quantifica in modo preciso l’intervento sull’organico: una riduzione strutturale complessiva di nove “Full time equivalent”, vale a dire equivalenti a nove unità tempo pieno, da completare entro il 31 dicembre 2026. L’effetto economico pieno dovrebbe manifestarsi dal primo gennaio 2027.

È questo uno dei passaggi più delicati del piano. La Fondazione – guida da Alessandro Agostini, alla guida del Cda nominato dall’amministrazione – mette a bilancio un risparmio sul personale a regime di circa 310mila euro l’anno, con un costo complessivo previsto che passa dai 2,1 milioni indicati per il 2026 a 1,58 milioni nel 2027, a cui si aggiungono 12mila euro di accantonamento Tfr. Sono inoltre previsti circa 150mila euro complessivi di incentivi alla riduzione dell’organico.

Il documento non individua i dipendenti coinvolti e precisa che non vengono predeterminati singoli recessi: ogni misura dovrà essere sottoposta alle verifiche organizzative e professionali, alle procedure previste e alle decisioni degli organi competenti.

La strada indicata è quella di procedere prioritariamente attraverso uscite consensuali e altre misure alternative, tra cui potranno essere valutate le soluzioni praticabili per chi è vicino alla pensione. Per l’eventuale quota di esuberi che dovesse rimanere, il piano prevede invece il confronto con i sindacati, la verifica delle possibilità di ricollocazione e, in ultima istanza, le procedure che possono portare alla cessazione dei rapporti di lavoro.
Non si tratta dunque, allo stato attuale, di nove licenziamenti già deliberati, ma di un obiettivo di riduzione dell’organico pari a nove posti equivalenti a tempo pieno, che il piano punta a raggiungere entro la fine dell’anno attraverso un insieme di strumenti, dalle uscite volontarie fino alle eventuali cessazioni residue.

Fondazione consorzio scuole materne del comune di Gallarate - Anno 2021

Il cronoprogramma: entro dicembre il nuovo assetto

Il piano scandisce anche i tempi dell’operazione. Tra agosto e settembre era previsto il confronto sindacale per valutare «misure alternative, uscite consensuali, ricollocazioni, criteri e condizioni economiche». Tra settembre e ottobre il passaggio successivo prevedeva accordi, conciliazioni, eventuali preavvisi e la gestione di Tfr e rapporti con l’Inps.

La milestone finale è fissata al 31 dicembre 2026, quando dovrebbe essere completata la riduzione complessiva di 9 Full Time Equivalent, con il pieno effetto economico dal gennaio successivo. È previsto anche l’adeguamento delle tariffe all’inflazione.

I conti: dal rosso 2026 alla previsione di un avanzo nel 2027

L’operazione sul personale è il pilastro principale di un piano che mira a riportare in equilibrio i conti della Fondazione. Per il 2026 il documento stima 2 milioni 506mila euro di ricavi e 2 milioni 541mila euro di costi, con un risultato negativo di circa 35mila euro. La situazione dovrebbe invertirsi nel 2027: 2 milioni 125mila euro di ricavi, 2 milioni 18mila euro di costi e un risultato positivo previsto di 106.900 euro.

Il piano si regge però anche su un sostegno significativo da parte del Comune. Per il 2026 la Fondazione considera già erogati 600mila euro, cui si sono aggiunti altri 340mila euro netti di contributo straordinario (erogato tra luglio e ottobre prendendoli dal capitolo comunale “refezione scolastica spese di funzionamento”), oltre a un beneficio economico di 20mila euro per l’assistenza educativa. Dal 2027 la richiesta è invece di rendere strutturale un contributo comunale da 500mila euro netti all’anno, oltre a 30mila euro per l’assistenza educativa.

Il patrimonio da ricostruire entro il 2029 e nuovo assetto dirigenziale

C’è poi un secondo problema da affrontare: quello patrimoniale. Il piano segnala infatti che il bilancio 2025 presenta un patrimonio netto negativo.

La strategia indicata consiste nel destinare gli avanzi di gestione degli esercizi 2027, 2028 e 2029 alla sua graduale ricostituzione, nella convinzione dunque di poter riportare in pari i conti. L’entità effettiva dell’intervento verrà stabilita sulla base del bilancio chiuso al 31 dicembre 2026 e delle indicazioni degli enti competenti.

L’obiettivo complessivo è mantenere aperti i quattro plessi, intervenire in maniera strutturale sui costi e riportare la Fondazione in equilibrio economico dal 2027. È la stessa finalità indicata nelle prime righe del documento: garantire la continuità educativa, completare la riduzione dei nove FTE e ricostruire progressivamente il patrimonio tra il 2027 e il 2029. Nel corso della presentazione in Commissione il consulente Benedetto Di Rienzo ha anche aperto alla possibilità di riattivare le Sezioni Primavera, chiuse a gennaio 2026.

Nel frattempo cambia anche l’assetto che affianca la Fondazione nella gestione di questa fase delicata. Da settembre ha iniziato a collaborare con la Fondazione Cristina Boracchi, ex dirigente scolastica del liceo Crespi di Busto Arsizio, che entra ora nel board dirigenziale dell’ente, a fianco di Di Rienzo, anch’egli ex dirigente scolastico.

Un anno e mezzo di scontro sul futuro della Fondazione

Il destino della Fondazione rimane al centro del dibattito politico a Gallarate da oltre un anno.
Il sindaco di Gallarate Andrea Cassani aveva deciso, con la maggioranza, il taglio del contributo, deliberato a luglio in consiglio comunale, a cui è seguita la fase di decisioni a inizio 2026, con l’aumento delle tariffe e la già citata chiusura delle Sezioni Primavera (una delle tre è stata poi mantenuta).

Nel frattempo sono cambiate decisamente le condizioni, visto che il Comune ha dovuto sbloccare nuovi fondi per assicurare la continuità, dopo che la Fondazione è entrata in una profonda fase di crisi. Il sindaco Cassani ha comunque rivendicato il percorso intrapreso nell’ultimo anno e per certi versi ha contrattaccato ancora, richiamando presunte responsabilità del passato («si sono assunte insegnanti, anche senza i titoli, pensando che il Comune avrebbe coperto tutti i costi»).

Critiche sono arrivate da PiùGallarate-Azione: «Tre mesi fa sulla stampa si parlava di un ‘Piano di rilancio’, oggi invece ci si trova a discutere un ‘Piano di risanamento’ ». La lista civica chiederà anche (grazie al consigliere di Città è vita Cesare Coppe) spiegazioni sulla perdita di uno specifico contributo regionale.«

Il Pd ha sottolineato anche che l’ultimo contributo da 340mila euro è stato stanziato prendendo le risorse da un capitolo di bilancio, quello per “la refezione scolastica”, senza coinvolgimento del consiglio comunale, spia di una assenza di programmazione e condivisione (il Pd contesta comunque che era competenza del consiglio, non della giunta).

Massimo Gnocchi ha criticato pesantemente la gestione a partire dal 2025: «Lo scorso anno ci veniva raccontato che tutto andava bene. Poi Cda – che per 4/6 è ancora al suo posto – a gennaio ha chiuso le sezioni primavera e ha aumentato le rette del 50%: quelle decisioni hanno prodotto un collasso certo, quello degli iscritti. Da 334 nel 2021/22 e 345 nel 2024/2025 a 240 oggi. E gli aumenti monstre hanno prodotto la fuga delle famiglie e il calo degli iscritti. È ovvio che a questo punto la struttura collassa e si procede a licenziare».

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 27 Ottobre 2026
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