Alla piscina di Moriggia a Gallarate i lavori sono fermi da mesi
L'impianto deve essere profondamente rinnovato. Le prime operazioni erano iniziate in primavera, ma poi il cantiere si è fermato, per lungaggini nel progetto esecutivo. Gnocchi: "L'amministrazione deve prendersi le sue responsabilità". Si riuscirà ad averla per la prossima estate?
Alla piscina di Moriggia, a Gallarate, il cantiere è fermo, le lavorazioni vere e proprie non sono ancora partite , perché si attende che si sblocchi il progetto definitivo. La piscina è chiusa al pubblico dal settembre 2025, in vista della radicale riqualificazione prevista attraverso un intervento in project financing. Si riuscirà a riaprire per l’estate 2027?
A sollevare nuovamente il caso è Obiettivo Comune Gallarate, la lista di opposizione guidata da Massimo Gnocchi, che ha pubblicato un video girato nell’area della piscina per mostrare le condizioni in cui si trova oggi la struttura. Gnocchi parla di «forte degrado» e contesta anche la facilità con cui sarebbe possibile accedere all’impianto nonostante la chiusura al pubblico. «Il cantiere evidentemente non è in sicurezza, chiunque può entrare», è una delle accuse mosse da Obiettivo Comune, che sottolinea soprattutto come «le lavorazioni siano sospese da diversi mesi».
Una situazione che per Gnocchi va letta anche alla luce delle aspettative che avevano accompagnato l’operazione. «Ci dicevano che il project financing era un’operazione abbastanza semplice che si sarebbe risolta in pochi mesi. In realtà è passato oltre un anno dal luglio 2025 e siamo a questo punto. Questa amministrazione se ne dovrebbe assumere le responsabilità», attacca la lista.

Dalle prime demolizioni allo stop
In effetti all’interno della Moriggia qualcosa è stato fatto, ma si è trattato finora soprattutto delle operazioni preliminari e delle demolizioni. A metà aprile il sindaco Andrea Cassani spiegava che «la società è entrata iniziando a fare le prime demolizioni interne». Quanto alla riapertura, in quel momento il primo cittadino indicava come speranza «i primi mesi del 2027». A luglio Cassani aveva poi confermato la conclusione delle demolizioni e indicato come passaggio successivo la validazione del progetto prima dell’avvio della ricostruzione.
Da allora, però, il cantiere non ha visto partire le lavorazioni principali. Secondo le verifiche svolte da Varesenews è da metà giugno che l’area di cantiere è senza lavorazioni, con un limitato presidio di personale della Ecocostruzioni , uno dei soggetti del project financing (in Raggruppamento Temporaneo di Imprese), responsabile del cantiere.
Dal Comune confermano che attualmente non ci sono attività in corso perché resta da completare una parte dell’iter documentale. Le gru e i mezzi necessari sono già presenti nell’area e sono state effettuate le operazioni preparatorie: «Le lavorazioni principali previste dal progetto non sono ancora state autorizzate all’esecuzione in quanto subordinate all’approvazione del progetto esecutivo», è la spiegazione fornita dal Comune. «La verifica del progetto esecutivo da parte dell’Organo Verificatore incaricato è in fase di completamento».
L’incarico per la validazione del progetto esecutivo era stato affidato già nel dicembre 2025 alla società Progetto Costruzione Qualità PCQ srl per un importo netto di 29.500 euro. Secondo l’amministrazione si tratta di «una procedura complessa subordinata all’acquisizione di tutte le approvazioni di legge e al completamento delle fasi istruttorie legate a una progettazione esecutiva di tale portata, che ricomprende tutti gli aspetti di definizione economico-finanziari».
Sul piano formale, dunque, l’intervento non è abbandonato: è ancora all’interno dell’iter di verifica e approvazione. Sul piano concreto, però, questa fase si è tradotta in mesi nei quali il cantiere è rimasto sostanzialmente fermo.

Il progetto da quasi 9 milioni
La riqualificazione era stata presentata pubblicamente nel luglio 2025, dopo una lunga attesa e dopo che il Comune aveva fermato un primo intervento già ipotizzato nel 2016, a seguito di problemi emersi nella struttura e resi poi più evidenti dal crollo del controsoffitto della piscina interna nel 2018 (l’impianto era stato poi riaperto dopo una messa in sicurezzA).
Il progetto prevede un investimento di 8,9 milioni di euro, all’interno di un’operazione dal valore complessivo più ampio, con 1,8 milioni provenienti dal Conto termico, un milione di cofinanziamento comunale e 6,1 milioni a carico del privato. Il Raggruppamento temporaneo d’imprese presentato allora comprendeva H2O, destinata alla gestione della piscina, Ecocostruzioni e Ing srl per le opere, oltre a Mediocredito Trentino Alto Adige per la parte finanziaria.
La gara è stata successivamente aggiudicata all’RTI Moriggia e il contratto risulta stipulato il 3 aprile 2026. La documentazione di aggiudicazione comprende, oltre ai soggetti già indicati nella fase iniziale, anche Ala Sport srl. Il progetto trasformerà in maniera significativa la Moriggia: sono previsti il rinnovo degli spazi interni e degli impianti, l’abbattimento delle barriere architettoniche e una profonda trasformazione dell’area esterna, con giochi d’acqua, lagune, scivoli e spray park. La vasca esterna da 50 metri è prevista nel progetto di riqualificazione, mentre scompariranno il trampolino e la relativa vasca.
Le scadenze che si sono spostate
Anche sulle tempistiche la storia della riqualificazione è stata segnata da previsioni progressivamente riviste. Quando il progetto fu presentato nel luglio 2025, il cronoprogramma ufficiale prevedeva l’avvio del cantiere nell’aprile 2026 e la conclusione entro dicembre 2027. In quella occasione era stata evocata anche la possibilità di anticipare l’inizio dei lavori alla fine del 2025.
Nella primavera del 2026, con le prime demolizioni interne, Cassani aveva invece indicato come obiettivo auspicabile una riapertura nei primi mesi del 2027. Oggi non c’è però ancora un’indicazione univoca. L’orizzonte di cui si parla è quello della metà del 2027, una scadenza che consentirebbe almeno di recuperare la stagione estiva dopo quella del 2026, trascorsa interamente con la Moriggia chiusa. Certo: già era una scadenza difficile da ottenere, ora diventa più difficile.
In ogni caso deve arrivare il passaggio fondamentale: la conclusione della verifica del progetto esecutivo, la sua approvazione e quindi la ripresa effettiva dei lavori. Ed è proprio l’immobilità visibile oggi nell’area della piscina a fornire nuovo terreno allo scontro politico.
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